HENRI GIRAUD FÛT DE CHÊNE MV 16

La Maison Henri Giraud situata ad Aÿ, villaggio Grand Cru della Grande Vallée de la Marne, è diretta dal 1983 da Claude Giraud, dodicesima generazione, che entrato in azienda negli anni ’70 ha donato un nuovo impulso con la produzione di Champagne che esprimono il terroir di Aÿ, dove la Maison possiede 12 ettari di vigne di età media tra 45 e 50 anni in maggioranza coltivate a Pinot Noir, sulla craie che caratterizza il vino con la classica salinità dei terroir gessosi.

Dal 2005 lo affianca Sébastien Le Golvet, che oggi è uno dei migliori Chef de Cave in Champagne. In vigna si seguono i principi organici, non vengono utilizzati prodotti di sintesi, né insetticidi, né pesticidi, si fa l’inerbimento e si attua la confusione sessuale nei filari, vendemmiando nel momento di maturità fenologica ottimale dell’uva.

La Henri Giraud è ormai da anni impegnata nella riabilitazione della foresta delle Argonne, famosa perché i suoi legni servivano per la costruzione di imbarcazioni navali e di botti per il vino, ma fino alla fine degli anni ‘60, quando con l’avvento dei contenitori in acciaio, la foresta fu abbandonata.

A inizio anni ‘90 Claude creò la Cuvée Fût de Chêne, reintroducendo l’utilizzo di botti di rovere provenienti dalla storica foresta di Argonne, e dal 1990 al 2000 lo Champagne è sempre stato millesimato. Dal 2002 è diventata un multivintage (MV) con una base di circa il 70% di vino dell’annata indicata dopo il suffisso MV, ed il restante 30% affinato con il metodo della réserve perpétuelle, mentre la cuvée millesimata ha preso il nome di Argonne. Tutte le bottiglie sono chiuse con l’antico metodo della graffa.

 

James’ Tasting

HENRI GIRAUD FÛT DE CHÊNE MV 16

Le uve provengono esclusivamente dal Grand Cru di Aÿ, 80% Pinot Noir e 20% Chardonnay, il 70% della vendemmia 2016, con un 30% di vini della réserve perpétuelle dal 1990 al 2015. La fermentazione avviene per 10 giorni in barrique nuove con svolgimento della malolattica. Il vino viene poi successivamente affinato per un anno in Fût de Chêne da 228 litri per il 70% nuove. Il tiraggio avviene con il bouchon liège e dopo un affinamento di tre anni sui lieviti il dégorgement è stato effettuato l’11 dicembre 2020 con un dosaggio di 6 g/l. Il dosaggio è importante dichiara Legolvet, perché supporta l’espressione aromatica e aiuta lo Champagne ad una buona evoluzione nel tempo. Champagne che mette in evidenza l’espressione del terroir di Aÿ, che esprime all’olfatto profumi agrumati di mandarino e clementina, sentori fruttati di pesca e fragola, bouquet floreale di fleur d’orange, frutta secca, mandorla e nocciola, note dolci di vaniglia, sentori speziati controbilanciati dal cioccolato amaro e da sentori boisé di legni orientali. Al palato una materia ricca e vinosa, bell’equilibrio tra l’acidità e la maturità del frutto, finale agrumato con una profonda mineralità iodata che apporta complessità e persistenza. Uno champagne dall’espressione aromatica seducente.

 

 

Distribuzione per l’Italia

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