LA GRANDE DAME ACCOGLIE DIDIER MARIOTTI

Didier Mariotti è diventato ufficialmente il nuovo Chef de cave di Veuve Clicquot dopo tredici anni passati da G.H. Mumm. Durante l’incontro “virtuale” ci ha raccontato che da quando è arrivato nell’agosto 2019 nella nuova Maison, si sente come “ringiovanito”, ha ricominciato ad imparare e a chiedere, pervaso da nuova energia vitale.

Didier Mariotti

Nato a Losanna nel 1971 da una famiglia di viticultori, cugino di Eric Rousseau che gestisce il Domaine Armand Rousseau in Borgogna, ha trovato la sua fortuna in Champagne, dove ha conosciuto personaggi del calibro di Richard Geoffroy, fonte d’ispirazione del suo periodo trascorso a Moët & Chandon tra il 1995 e il 1999. Un’altra figura di grande rilevanza per la sua formazione è rappresentata da Dominique Demarville, suo predecessore a Veuve Clicquot, con il quale aveva lavorato per tre anni da Mumm. Insieme a Demarville ha seguito la vendemmia 2019, che ha donato dei vin clair di eccezionale qualità, in una full immersion nella cultura Clicquot, scoprendo la collezione dei vini di riserva, tra le più vaste della Champagne. In quel lasso di tempo al fiano di Dominique ha condiviso la visione della Maison, cercando di assorbire quello stile che anno dopo anno firma l’assemblaggio della Carte Jaune, il vino più rappresentativo della Maison, costruito con un sapiente uso dei vini di riserva che vengono vinificati separatamente per varietà, per cru e per annata, una vera rarità per una grande Maison in Champagne. Gli altri due champagne che, secondo Mariotti, esprimono alla perfezione l’anima di Veuve Clicquot sono innanzitutto l’Extra Brut Extra Old, creato per mostrare la varietà e la profondità della collezione dei vini di riserva: “Dominique creò questa cuvée per regalare la sua visione del brand, dando un ruolo centrale ai vini di riserva di grande qualità”. Ovviamente il secondo Champagne non poteva che essere La Grande Dame, il vertice della filosofia Veuve Clicquot.

 

 

La Grande Dame

Quando Dominique Demarville lavorava all’assemblaggio della Grande Dame 2008, ebbe l’idea un po’ folle di aumentare la percentuale del Pinot Noir. Dal 1962, anno di creazione de La Grande Dame, il blend era 60% di Pinot Noir e 40% Chardonnay. Ma in fondo il Pinot Noir è sempre stata la firma della Maison, così Dominique pensò di spingere al massimo questo concetto e portare la percentuale di Pinot Noir dell’assemblaggio oltre il 90%. La Grande Dame ha sempre ispirato finezza, eleganza e freschezza: Dominique scelse Pinot Noir dotati di tensione, lunghezza ed energia provenienti da cinque Grand Cru: Verzy e Verzenay della parte nord della Montagna di Reims; Bouzy e Ambonnay dalla parte sud: il Pinot di Aÿ, che con il suo lato floreale riesce a equilibrare i Pinot delle altre zone. La piccola percentuale di Chardonnay proviene da Le Mesnil sur Oger.

 

La Grande Dame 2008

98/100

Pinot Noir (92%), Chardonnay (8%), dégorgement gennaio 2018, dosaggio 6 g/l.

Un universo aromatico di frutta fresca, dalla mela all’albicocca, un bouquet floreale di fleur d’orange, l’agrume del mandarino e la classica mirabelle dei Pinot della parte nord della Montagna di Reims, con delle piacevoli note di cacao e frutta secca, mandorle, nocciole e noci. Un fine perlage a servizio del vino lo accompagna al palato, dove troviamo un’ottima struttura, una bella acidità, di grande finezza, con un finale minerale di agrume scuro che lascia in bocca un’affascinante salinità. Uno Champagne dove vi è una ricerca spasmodica della complessità e come nei grandi vini di Borgogna ecco l’eleganza, la finezza, la raffinatezza in un quadro di grande carattere.

 

La Grande Dame Rosé 2008

96/100

Pinot Noir (92%) di cui il 14% vinificato in rosso proveniente dal Clos Colin, un ettaro e mezzo a Bouzy, considerato lo Chambolle Musigny della Champagne: Chardonnay (8%). Dégorgement gennaio 2018, dosaggio 6 g/l.

Colore di un ramato brillante, l’aroma si esprime con la frutta rossa fresca un po’ acidula, il lampone, la fragolina di bosco, le note agrumate scure del pompelmo rosa fino al tamarindo e al bergamotto, sentori di spezie orientali. Al palato una freschezza vivace, ritorno gusto olfattivo della frutta con una mineralità salina che rende la beva piacevole e continua e un finale lungo e persistente. Champagne complesso, fresco e piacevole.

 

 

 

veuveclicquot.com