MEMORABILIA, UN RISTORANTE “DA COLLEZIONE”

Una sensuale Marylin, con la gonna semi alzata dal vento caldo della metropolitana, in compagnia di Betty Boop e dello Stormtrooper di Guerre Stellari, sembra quasi fare l’occhiolino agli ospiti del ristorante Memorabilia di Agrate Brianza. Siamo alla prima uscita dopo la barriera dell’A4 per Venezia, a 25 minuti da Milano, una metropoli che offre molto, moltissimo. Ma non tutto.

Photo credits Alessandro Saletta, Piercarlo Quecchia (DSL Studio)

Un locale come il Memorabilia, con una gigantesca collezione di pezzi unici, macchine d’epoca e oggetti di ogni tipo, dai modellini di aerei alle palle da golf, sino a una sala da barbiere completamente originale, a Milano non si era mai visto. Merito di un progetto di recupero e classificazione dell’immensa collezione privata della famiglia Colombo, imprenditori di Agrate, con la passione per la riscoperta della memoria.

Stregoneria italiana (Photo credits Maria Teresa Furnari)

Oltre al ristorante a alla collezione, in questo locale decisamente inusuale, si possono gustare degli ottimi cocktail, mentre ci si affaccia da una delle tre finestre che danno sull’enorme garage. L’obiettivo? Lasciarsi stupire.

 

La collezione

Photo credits Alessandro Saletta, Piercarlo Quecchia (DSL Studio)

Piccoli e grandi oggetti contemporanei diventano per Umberto Colombo, appassionato fautore di questa raccolta, un luogo del racconto e della cristallizzazione di passati ricordi, miti entrati nella storia, prodotti a cui viene ridata nuova vita. C’è la macchina privata di Cary Grant, con tanto di libretto di immatricolazione a suo nome, una Chevrolet Corvette, una Lancia Delta Martini Racing, a cui si aggiungono moto della polizia e biciclette da corsa di ogni genere. È questa la parte più importante della collezione, la Cold Wheeles, talmente vasta che l’esposizione subirà periodici variazioni. “Le automobili sono il blocco centrale della collezione” spiega Umberto Colombo, il vero esperto di motori “che per tipologie, epoche e modelli unisce più di cento veicoli. Dai primi del secolo a oggi, intercettando mondi limitrofi come quello dei motocicli, dei prototipi e dei pezzi unici”. Non tanto un’operazione nostalgica, ma più artistica e culturale per Umberto, la cui passione supera quella delle mura del Memorabilia, tanto da diventare – per amore dei suoi pezzi unici – anche autista in frack delle sue preziose auto storiche, spesso utilizzate per matrimoni e film. Oltre alle Cold Wheels, altre tre macro-aree accolgono l’ospite venuto al Memorabilia per una cena o un aperitivo. C’è il Mimimum/Maximum, piccoli e grandi oggetti come le riproduzioni di Pinocchio, Topolino ed Elvis con tanto di chitarra; Oddity, i pezzi più strani e inusuali, come un telefono a forma di Diavolo della Tasmania che tiene in bocca il ricevitore, e la sezione Retromania, ispirata dalla filmografia e il costume.

 

Il ristorante

Luca La Peccerella (Photo credits Maria Teresa Furnari)

Caratterizzato da un mix di stile industriale ed elegante, c’è la cucina dello chef Luca La Peccerella a trasformare il Memorabilia in ristorante di livello. Un racconto, anche questo, tra passato e presente, che rielabora alcuni grandi classici della cucina italiana, rendendoli contemporanei. Si comincia con l’antipasto della condivisione, piccoli morsi appetitosi mutuati dall’antipasto all’italiana, che aprono in sensi in un viaggio tra il Polpo alla piastra, Battuta di manzo, Trippa e Parmigiana di melanzane. I primi piatti sono opposti che si attraggono, dove il Raviolo di burrata incontra l’astice, le cozze e la cotenna; o il Garganello si tuffa tra le cime di rapa, il guanciale e una ricotta infornata, che riesce a commuovere. Tra i secondi il gioco continua con il Secreto iberico esaltato dalla mela annurca, e la Zuppa di pesce in terracotta accompagnata dallo spaghetto spezzato, un piatto povero ricco di gusto.

Anatra laccata, lenticchie, more, cipollotto, chutney di cipolla e mela (Photo credits Claudia Castaldi)

Ad accompagnare i piatti di La Peccerella c’è una carta dei vini italiani e di grandi maison francesi, con qualche sorprendente piccola scoperta selezionata dall’Head Sommelier Daniele De Lucia, professionista di lungo corso e sensibilità gustativa.

 

Il cocktail bar

Edoardo Brambilla (Photo credits Maria Teresa Furnari)

Ottima la proposta elaborata dal Bar Manager Edoardo Brambilla, in un’elaborata ricerca tra ricercatezza e semplicità dei cocktail, frutto di un continuo e instancabile studio sensoriale. Una drink list che rappresenta in chiave moderna la migliore Italia degli anni ’60, ’70 e ‘80 senza trascurare le tendenze internazionali. Non mancano, in un carosello tutto italiano, i classici Campari, Cinzano, Carpano, Cynar, Montenegro, Biancosarti, Strega e Fernet Branca, che rimangono contemporanei per una fascia di clientela. Anche i cocktail sono un omaggio al made in Italy: “Portofino Sour”, “One night with Ernesto” (omaggio al grande e indimenticabile Calindri), “Dalle Alpi al mare”, “Stregoneria italiana” solo per citarne alcuni. E tra gli analcolici freschi e aromatici “Marrakesh Express”, “Sunset Boulvevard” e “Good Morning Vietnam”.

 

ilmemorabilia.it

 

Cover: Photo credits Alessandro Saletta, Piercarlo Quecchia (DSL Studio)