IL “TORTELLO” ITALIANO A CHICAGO

Non chiamatelo semplicemente “pastificio con cucina”, perché l’ideatore del Tortello, Dario Monni, veneto di origine sarda classe ’83, potrebbe rimanerci male. Il suo, infatti, è un progetto di recupero della vera tradizione gastronomica italiana e della sua diffusione all’estero, o meglio nella città in cui ha scelto di lavorare, vivere e farsi una famiglia ovvero Chicago (sua moglie Jill è americana e hanno avuto da poco il secondo figlio).

L’abbiamo intervistato perché ci ha incuriosito la sua idea di proporre pasta fresca – da consumare sul posto o da preparare a casa – in una città dove il piatto tipico è la deep dish pizza che – per chi non lo sapesse – è una sorta di torta salata con bordi molto alti, farcita con salsa di pomodoro e tanto formaggio. Insomma, una rivisitazione molto fantasiosa della nostra classica pizza.

All’interno della location di Tortello, a Wicker Park a Chicago, oltre a vari dettagli che gli ricordano l’infanzia e il territorio natale, Dario Monni ha voluto ritrarre in un muro, la classica gestualità italiana racchiusa in un braccio. All’interno sono raffigurati tutti gli elementi della sua famiglia, ma anche una frase che ha sempre, fin dal primo giorno, tenuto nel cuore e nella mente: Dreaming is free ovvero Sognare è gratis, che rappresenta un po’ la sua filosofia che gli ha permesso di realizzarsi e arrivare esattamente dove è ora.

 

Dario hai vissuto e lavorato in numerose città in Italia e nel mondo. Qual è il tuo percorso prima di approdare a Chicago.

Sono veneto, di Portogruaro per la precisione, e dopo il diploma all’Istituto Alberghiero di Castelfranco Veneto mi sono trasferito a Londra per lavorare e imparare l’inglese. Lì ho avuto la fortuna di fare gavetta come lava bicchieri al famosissimo Cipriani di Londra, esperienza che, da lì a poco, mi avrebbe aperto un’altra grande porta e cioè quella del Billionaire Club di Flavio Briatore a Porto Cervo dove ho lavorato come barman. Dopo questa importante parentesi professionale sono stato chiamato a gestire il bar lounge del Cavalli Club a Dubai per poi ritornare a Londra, ingaggiato dal grande chef Francesco Mazzei, dapprima come bar manager e poi come restaurant manager dell’Anima. Proprio qui ho conosciuto Jill, splendida donna di Chicago appassionata di cultura e cibo italiani, che sarebbe presto diventata mia moglie e madre dei miei due figli e con la quale abbiamo scelto, poi, di trasferirci nella sua città di origine”.

Dario Monni e la moglie Jill – Tortello Chicago

 

Nella Windy City sul lago Michigan sei alla prese con il tuo primo progetto da imprenditore: Tortello. Com’è nata l’idea.

Come puoi immaginare sono un amante della pasta, in particolare quella preparata secondo tradizione. Pensa che prima di trasferirmi a Londra, mia nonna mi regalò un’agenda con tutte le sue ricette – scritte a mano da lei – per preparare la pasta fresca fatta in casa. Conservo ancora quel diario perché è grande fonte di ispirazione per me oltre ad avere un enorme valore affettivo. E poi c’è il grande sogno americano, che accarezzavo fin da bambino, quando ascoltavo incantato le storie che mi raccontava il nonno sugli immigrati italiani degli anni ‘40 e ‘50. Quei racconti meravigliosi hanno fatto crescere in me il desiderio di aprire qualcosa di tutto mio, di autenticamente italiano, che potesse portare la mia Italia e le sue tradizioni culinarie nel mondo. Così, una volta trasferitomi a Chicago, ho iniziato a elaborare un nuovo concept di ristorazione, a cercare fornitori di materie prime di eccellenza e a individuare le risorse più qualificate per portare avanti il progetto. È stato un periodo di studio e lavoro intenso culminato nell’apertura di Tortello lo scorso 10 luglio 2019”.

Dettagli interni Tortello Chicago

 

Come possiamo definire Tortello? Pastificio con cucina?

È difficile definire Tortello in poche parole. Intanto sì, sicuramente è un pastificio con cucina dove poter mangiare un buon piatto di pasta fresca oppure acquistarla per poi consumarla a casa. La nostra non è una pasta qualunque però. Intanto viene lavorata ogni giorno a mano e rigorosamente stesa a mattarello dalle nostre “sfogline” pugliesi che si destreggiano abilmente nella vetrina del Tortello. Ho scelto di tenere viva questa tradizione perché fa parte della nostra cultura e perché la pasta lavorata in questo modo ha un gusto inconfondibile e accoglie meglio i condimenti. Poi gli ingredienti che utilizziamo sono tutti di altissima qualità frutto di una ricerca continua. Alcuni provengono direttamente dall’Italia, come per esempio le farine, altri invece sono a km0 come le uova fresche prodotte da una farm appena fuori Chicago con cui abbiamo lavorato insieme per ottenere – in modo naturale – un tuorlo più rosso e adatto alla produzione della pasta.

Last but not least il Tortello è anche uno strumento per diffondere la vera cultura gastronomica italiana all’estero, tanto copiata e – ahimè bistrattata – in tutto il mondo. Da noi non troverete mai pasta scotta o condita con l’Alfredo sauce per esempio perché vogliamo che tutti a partire dalle nuove generazioni, capiscano il vero valore della tradizione gastronomica italiana e la apprezzino così come è senza buffi adattamenti. Si tratta di un importante impegno anche nei confronti dei miei figli che sono nati qui e che molto probabilmente ci vivranno, senza mai dimenticare però le loro radici italiane”.

Signature dish

Qual è il tuo signature dish?

Il piatto più famoso del mio locale è senza dubbio Tortelli con ripieno di burrata conditi con burro, salvia e nocciole tostate. Perché merita? Un po’ per tutti i motivi che vi ho già raccontato e poi perché se passate da queste parti – per piacere o per lavoro – potrete regalarvi un po’ dei piaceri della tavola italiana anche a Chicago”.

 

 

tortellopasta.com