TUBER PRIMAE NOCTIS, IL “CAPODANNO DEL TARTUFO”

Apre ufficialmente il 21 settembre la “cerca” del Tartufo Bianco d’Alba, in Piemonte. Tuber Primae Noctis anche quest’anno è l’evento che anticipa l’avvio della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba giunta alla sua 90a edizione. A brindare l’apertura della stagione ci sono le bollicine dell’Alta Langa il cui consorzio è partner storico dell’Ente Fiera assieme la Regione Piemonte, la Città di Alba e i più importanti attori della filiera di valorizzazione del territorio: l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, il Centro Nazionale Studi Tartufo, l’Unione delle Associazioni Trifulau Piemontesi e i rappresentanti di tutte le Fiere nazionali e regionali del Tartufo bianco in Piemonte.

L’autunno è iniziato, la Fiera si avvicina, il mormorio sull’andamento della stagione dei tartufi è nell’aria. A stuzzicare la curiosità è la ricerca curata dal professor Fulvio Romano, socio onorario della Società Meteorologica italiana, che ha fornito un quadro delle previsioni su quantità e qualità dei tartufi per quest’anno, sulla base dei dati raccolti nei mesi passati.

Dalla presentazione desumiamo quanto sia difficile prevedere come si svilupperà la stagione del tartufo, le condizioni meteo sono alla base di tutto. Dati alla mano, la pioggia registrata a febbraio è stata pressoché nulla. Ma a un inverno siccitoso sono seguiti mesi primaverili più confacenti al tartufo: 158 mm tra maggio e giugno, un arco temporale tra i più piovosi degli ultimi anni, per un totale di 320 mm d’acqua caduta nel corso dell’anno. La seconda parte dell’estate è proseguita con pochi casi temporaleschi e calde temperature: 22.9°C di media ad Alba pari a mezzo grado inferiore alla media degli ultimi vent’anni.

Non ci sono regole o scienze esatte quando si parla di tartufo ma certo i numeri dicono che sono stati 46 i casi di pioggia, il 25% in più rispetto lo scorso anno. La stagione si può dire definire buona, non perfetta. L’expertise dei trifulau giocherà senza dubbio un ruolo chiave. L’entusiasmo è nell’aria, anche la Presidente dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, Liliana Allena, confida la sua emozione:È un vero piacere, poter tornare a celebrare questa seconda edizione di Tuber Primae Noctis e sono orgogliosa di farlo insieme agli attori di un territorio così speciale.”

L’effervescenza dell’Alta Langa, la sua evoluzione nel bicchiere, soprattutto se si approccia una bolla con qualche anno sui lieviti, si sposa magnificamente a un piatto di tajarin al tartufo. È quanto ricorda, con verve, Giulio Bava, il Presidente del Consorzio Alta Langa DOCG, che sottolinea come “la celebrazione di questo particolare ‘Capodanno” sia un momento simbolico e importante che aiuta a diffondere una cultura più profonda attorno al tartufo, il vero protagonista della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.”

Durante questa prima c’è spazio anche per l’arte, grazie alla presentazione dell’opera del video Anotherview No 19 – La Penultima Cena / The Langhe Supper, installazione che ha arredato la location scelta per questa serata, il Castello di Roddi, realizzata dal collettivo artistico Anotherview. Una “finestra nomade digitale”, un occhio disteso alle colline rappresentativo della stagione più profumata delle Langhe, quella del tartufo.

A mezzanotte è scattata l’ora “X”. I cani sono liberi, i trifulau li seguono con passo dolce muniti di bastone e cappello. E tra le prime nebbie ,nei boschi, i rumori di qualche castagna o foglia secca calpestata fanno alzare lo sguardo al cielo, il bagliore di luna illumina uno scavo poco distante. Un abbaio. Ecco, il primo tartufo è raccolto dopo il periodo di fermo biologico imposto dal 1 al 20 settembre di ogni anno. Per inciso, è ammessa la ricerca del Tuber magnatum Pico e di tutti gli altri tartufi bianchi, sulla base della legge regionale 16/2008 fino al 31 gennaio 2021.

 

 

 

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