FRANCIACORTA ROSÉ EXTRA BRUT MURATORI
In Franciacorta sta emergendo una generazione di vini sempre meno interessata alla dimostrazione tecnica e sempre più concentrata sulla precisione del gesto, sulla tensione del sorso e sulla capacità di trasformare la complessità in leggibilità. Muratori è una delle espressioni più convincenti di questa nuova sensibilità.
Nata alla fine degli anni Novanta come Villa Crespia e profondamente ripensata dalla vendemmia 2020, l’azienda ha attraversato un’importante evoluzione culminata con il rebranding e l’arrivo di Riccardo Cotarella. Un passaggio che non ha riguardato soltanto l’immagine, ma soprattutto il modo di interpretare il territorio e costruire i vini.
Fin dall’inizio il progetto si distingue per una scelta allora poco comune: acquisire vigneti in tutte e sei le Unità Vocazionali individuate dagli studi di zonazione della Franciacorta. Oggi i sessanta ettari si distribuiscono tra colline moreniche modellate dagli antichi ghiacciai alpini, depositi fluvioglaciali e suoli differenti per tessitura e capacità drenante. Un mosaico geologico e climatico che trova nell’assemblaggio la propria sintesi più compiuta. La separazione delle basi resta rigorosa — ventisei parcelle e oltre novanta vini base — ma il vino finale nasce dalla ricerca dell’armonia complessiva piuttosto che dalla dimostrazione della singola origine. “Il dosaggio deve essere una cipria”, raccontano in cantina. Sintesi perfetta di un approccio che preserva l’assoluta leggibilità del vino, lasciando che a parlare siano la purezza della materia prima e l’equilibrio della cuvée.
JAMES’ TASTING
FRANCIACORTA ROSÉ EXTRA BRUT MURATORI

Tra le etichette della gamma, il Rosé è probabilmente quella che meglio interpreta l’idea di eleganza perseguita oggi da Muratori. Un vino che rifugge qualsiasi concessione all’esuberanza cromatica o aromatica e costruisce il proprio fascino sulla misura. La prevalenza del Pinot Nero ne definisce la struttura, mentre lo Chardonnay contribuisce ad alleggerirne il passo e ad illuminarne il profilo. Nel calice una veste rosé tenue dai raffinati riflessi salmone: finezza prima che potenza. L’approccio olfattivo è nitido e progressivo: pesca bianca, agrumi maturi, melograno, piccoli frutti rossi e leggere sfumature floreali, con discreti richiami di pasticceria fine. In bocca trama dinamica e ben ritmata. La tensione acido-sapida sostiene una progressione continua e luminosa, il Pinot Nero apporta volume senza alterare lo slancio. Il finale, lungo e pulito, richiama agrumi e una sottile scia salina che invita al ritorno del bicchiere. È forse proprio qui che Muratori trova la propria cifra più convincente: nella capacità di produrre vini rigorosi ma non rigidi, tecnici ma mai dimostrativi. Una Franciacorta che cerca nella misura, nella purezza del frutto e nell’equilibrio la propria forma di eleganza.
muratoriwine.it