SPECIALE FRANÇOIS CARILLON
Il Domaine François Carillon nasce nel 2010 dalla divisione dei vigneti della famiglia Carillon, una dinastia radicata a Puligny-Montrachet da secoli (il logo richiama il 1611 inciso in una cantina storica). François, sedicesima generazione, è entrato in azienda nel 1988 e oggi lavora con i quattro figli seguendo un’idea chiave: essere interpreti umili ma rigorosi del terroir, cercando precisione più che effetto.
Siamo nel cuore della Côte de Beaune, su suoli calcarei pietrosi e ben drenati, esposizioni a est, altitudini fresche e una tradizione di viticoltura “di dettaglio” danno vini tesi, salini, dalla struttura fine e dall’attitudine gastronomica. Carillon lavora circa 16 ettari con approccio sostenibile: niente erbicidi, diserbo meccanico, rese contenute e gestione meticolosa della chioma. In cantina, travasi minimi, legno sempre misurato, affinamenti lunghi sulle fecce con bâtonnage leggero quando serve: lo stile punta sulla trasparenza varietale e sulla trama minerale che è la firma del villaggio.
JAMES’ TASTING
BOURGOGNE BLANC 2023 FRANÇOIS CARILLON
È il vino d’ingresso alla filosofia Carillon: Chardonnay borgognone nella sua versione più luminosa e diretta, costruito su freschezza e precisione. Le uve arrivano da parcelle di proprietà e da selezioni nei dintorni di Puligny e Chassagne: i suoli calcarei della Côte de Beaune portano già qui quella vena minerale che in Carillon è sempre riconoscibile. Vinificazione in piccoli contenitori, con contatto prolungato sulle fecce fini e uso minimo di legno nuovo per dare rotondità senza smussare la spinta acida. Aromi fruttati, minerali e floreali di bella eleganza, con tocchi quasi giocosi di banana e zucchero filato. Il sorso è perfetto: agrumato, burroso, suadente ma sempre caratterizzato da un’acidità viva che lo rende scattante. Un bianco di razza, da bere giovane per il frutto, ma con margine di evoluzione breve-medio.
JAMES’ TASTING
PULIGNY-MONTRACHET 2021 FRANÇOIS CARILLON
Puligny, con i suoi suoli calcarei ricchi di fossili marini e la posizione tra Meursault e Chassagne, è il luogo dove lo Chardonnay mostra una finezza quasi architettonica: salinità e quella sensazione di “pietra bagnata” che resta sul palato. Carillon interpreta questo registro senza maquillage, lasciando che siano annata e terroir a guidare la sfumatura finale. Uve da parcelle di proprietà a Puligny-Montrachet, pressatura soffice e fermentazioni in piccoli contenitori. L’élevage si svolge per mesi sulle fecce fini, in parte in rovere usato per aggiungere stoffa e complessità senza coprire il terroir. Grande attenzione alla protezione dall’ossidazione e zolfo ridotto al minimo: pulizia del frutto e nitidezza aromatica sono priorità assolute. Intenso e carnoso, con frutta gialla, erbe, burro d’alpeggio e accenti tropicali. In bocca è ampio ma slanciato: la materia è ricca e al tempo stesso sostenuta da una splendida acidità agrumata che lo fa vibrare fino in fondo. Un Puligny completo, già delizioso ora, ma con la prospettiva di evolvere verso note più nocciolate e salmastre negli anni.
JAMES’ TASTING
PULIGNY-MONTRACHET 1ER CRU CHAMPS GAINS 2020 FRANÇOIS CARILLON
Champs Gains è uno dei climat Premier Cru più riconoscibili: sito fresco e alto (circa 300 metri di altitudine), tra Saint-Aubin e Meursault, su calcare profondo con terra rossiccia leggera e sassi bianchi. Dà Chardonnay non esplosivi ma raffinatissimi, di equilibrio quasi cesellato. In vigna si lavora “da Premier Cru”: basse rese, gestione precisa della chioma e raccolta manuale molto selettiva. In cantina l’élevage è più ambizioso rispetto ai village: maggiore uso di barrique (quota di legno nuovo variabile secondo l’annata), contatto lungo con le fecce fini e bâtonnage misurato per costruire profondità senza cedere in pesantezza. Naso evoluto e affascinante, dove spezie, frutto maturo e burro convivono con una bocca acida e suadente che tiene tutto in asse. È proprio il gioco Champs Gains: materia densa ma linea salina, sorso pieno e finale preciso.
JAMES’ TASTING
CHASSAGNE-MONTRACHET 2020 FRANÇOIS CARILLON
Domaine François Carillon è legato in modo naturale a Puligny, ma una parte essenziale del suo racconto passa anche per Chassagne-Montrachet, il vicino meridionale con cui condivide storia e rango. Carillon qui cerca la stessa idea di nitidezza, ma sapendo che Chassagne tende a dare più rotondità e pienezza: l’equilibrio tra la precisione di Puligny e la generosità di Chassagne è una delle firme più affascinanti della casa. Le parcelle (in parte di proprietà, in parte da conferitori selezionati) poggiano su suoli che possono virare dal calcare-argilloso alle marne, portando un registro più cremoso e avvolgente rispetto a Puligny, ma sempre sorretto dal nerbo classico della Côte de Beaune.
Vendemmia manuale con attenzione alla maturità fenolica. Vinificazione borgognona tradizionale: pressatura soffice, fermentazioni a bassa temperatura in acciaio e botti neutre, affinamento sulle fecce fini con uso di legno quasi tutto di secondo passaggio e bâtonnage moderato. Un’impostazione pensata per arrotondare la trama senza perdere energia. Grande complessità, eleganza e finezza, con un palato splendido, armonico, di equilibrio quasi naturale. È un Chassagne “di precisione”: ampio, sì, ma definito, con quella compostezza che rimette sempre il sorso sul binario minerale.
francoiscarillon.com