BORGO LA CHIARACIA, RIFUGIO SEGRETO SULL’ALTOPIANO DELL’ALFINA

C’è un luogo segreto tra Umbria, Lazio e Toscana: è l’Altopiano dell’Alfina, il cui nome significa aria fine. Un ampio altopiano vulcanico di origine basaltica, un mosaico di boschi, campi coltivati e verdi vallate. Ma anche un territorio magico nel cuore dell’antica Etruria, contraddistinto da una grande energia positiva e custode di una spiritualità antica. È qui a 600 metri di altezza, su una superficie di 14 ettari che si trova Borgo La Chiaracia Resort & Spa, il nome in dialetto umbro significa ciliegia e deriva dall’antico ciliegio ancora visibile nella tenuta.

Il resort è la “creatura” di Anna Ramazzotti e Eugenio Vinciguerra. La coppia, già proprietaria di un’azienda specializzata in comunicazione virtuale, software di automazione e domotica, si è innamorata del luogo e nel 2005 ha acquistato la proprietà. Per i primi cinque anni si sono dedicati solo alla gestione dell’azienda agricola, e solo in un secondo tempo, hanno costruito il resort. Non è stato semplice, perché hanno dovuto ripensare tutto da zero, rispettando un paesaggio delicato e protetto. Il loro obiettivo era semplice e ambizioso allo stesso tempo: creare un luogo che dialogasse con l’ambiente e che trasmettesse agli ospiti la stessa emozione che avevano provato loro arrivando qui per la prima volta.

Borgo La Chiaracia si sviluppa attraverso tre antichi casali umbri, oggi uniti in un unico percorso architettonico grazie a passaggi interni. La ristrutturazione li ha trasformati in un ambiente contemporaneo ad alta efficienza energetica, senza perdere il carattere originario delle costruzioni rurali. Il resort ha costruito la propria identità valorizzando ciò che il territorio offre da sempre: saperi, materiali e tradizioni. Ogni ambiente, dagli interni alla parte impiantistica, nasce dalla collaborazione con artigiani e aziende locali, che hanno contribuito a definire uno stile autentico e raffinato. I menù in cuoio realizzati dalla Bottega Conticelli e gli arredi su misura firmati da falegnami e carpentieri umbri raccontano questa attenzione al dettaglio. La tenuta continua inoltre a coltivare legumi, cereali, frutta secca, piccoli frutti e vigneti, mantenendo vivo il legame agricolo originario. Dei 14 ettari, 3,5 sono occupati dal resort, il resto da boschi, vigneti e coltivazioni varie. Molte di queste materie prime, insieme ai prodotti di allevatori d’eccellenza come Urbevetus, vengono trasformate nella cucina del borgo in preparazioni che spaziano da creme e salumi naturali a vini, vermouth e amari. Sono 26 le camere e suite, caratterizzate da un lusso discreto, con pavimenti in parquet, e colori che riflettono il paesaggio esterno. Avrebbero potuto essere molte di più, ma anche in questo caso, la scelta dei proprietari è stata quella di mantenere un numero limitato di camere, per non alterare la quiete e l’atmosfera raccolta del luogo.

Oggi infatti il vero privilegio è potersi ritagliare uno spazio lontano dal rumore e dall’inquinamento: respirare aria pulita, mangiare bene, ascoltare il silenzio e vivere immersi nella natura. È ciò che accade a Borgo La Chiaracia, dove il paesaggio si unisce ai percorsi olistici della Livinna Spa per favorire un autentico benessere psicofisico. L’area dedicata al relax, situata al piano inferiore, comprende la piscina interna-esterna e diverse stanze per massaggi e trattamenti realizzati con prodotti naturali. Il percorso prosegue nella zona umida, con sauna finlandese, sauna a infrarossi, bagno turco, stanza del sale himalayano, docce emozionali e spazi per il riposo. Il percorso di benessere si arricchisce con i trattamenti MEI, realizzati con prodotti italiani ottenuti da piante officinali selezionate. A completare l’offerta una palestra attrezzata con macchinari Technogym di ultima generazione e strumenti per l’allenamento a corpo libero, e una grande piscina con pool bar.

A Borgo La Chiaracia anche la cucina viene interpretata per raccontare il territorio con sensibilità e misura. Il ristorante Radici accoglie gli ospiti in un ambiente raccolto ed elegante, offrendo un’esperienza gastronomica che dialoga con il paesaggio e segue il ritmo della natura che circonda il resort. Alla guida del ristorante il giovanissimo executive chef Gabriel Collazzo, classe 1999, originario di San Miniato. Dopo un percorso formativo che lo ha portato a lavorare accanto a figure di grande rilievo – da Yuki Mamizuka a Bordeaux a Rocco De Santis a Firenze, fino all’esperienza con Eric Pras a Chagny – è rientrato in Italia come sous chef del Vero Restaurant al Ca’ di Dio. Oggi porta al Borgo una cucina che unisce radici solide e un approccio moderno.

Gabriel Collazzo

La sua filosofia di cucina nasce dall’incontro tra le radici contadine della Tuscia, la precisione della tecnica francese e un’estetica che guarda al Giappone. Il punto di partenza resta l’Umbria, con ingredienti stagionali provenienti da piccole realtà locali, varietà recuperate e lavorazioni fatte in casa. I sapori della tradizione, come legumi, erbe amare, cotture alla brace, vengono reinterpretati con uno sguardo attuale, mantenendone l’essenza.

La scuola francese offre struttura e rigore, con fondi, emulsioni e cotture lente che valorizzano la materia prima senza appesantirla. L’influenza orientale aggiunge equilibrio e pulizia visiva, con piatti che cercano armonia e profondità, dove l’umami diventa un filo conduttore. Incontro – Osteria Moderna, è l’altra proposta di Borgo La Chiaracia: un’osteria che racconta il territorio con equilibrio e sensibilità, proponendo piatti pensati per essere condivisi e per riportare al centro il piacere autentico dello stare a tavola in compagnia.

 

BorgoLaChiaracia