CASTELLO DI VELONA: UN “SOGNO” TRA TERME, CUCINA E VIGNETI
Luogo di sosta, resort termale e wine destination, il Castello di Velona è più cose insieme. Un luogo speciale, che affacciandosi sulla Val d’Orcia la assorbe. La si ritrova nelle atmosfere, nell’acqua che sgorga dal sottosuolo, nella cucina, nel tempo che qui assume una diversa andatura.
Su un colle nel territorio di Montalcino, lungo una direttrice agricola e culturale definita da vigne, oliveti e boschi, il Castello di Velona appartiene a una Toscana operosa, dove il paesaggio è il risultato di un uso costante e misurato della terra. Un paesaggio che d’inverno si semplifica: le colline perdono la levigatezza estiva, i vigneti entrano in riposo. Restano le linee dei campi, la struttura agricola del territorio, il suo disegno essenziale.
La sorgente del benessere
Le origini del castello risalgono al X secolo, quando questa altura aveva una funzione precisa di controllo tra la vallata e le pendici del Monte Amiata. Nei secoli, si trasforma seguendo le necessità del territorio: da presidio militare a residenza, attraversa il Rinascimento, cambia proprietà, viene adattato e riutilizzato più volte, fino a un progressivo arretramento del suo ruolo, comune a molte architetture storiche di questa parte della Toscana. La svolta arriva con l’acqua.
Sotto il castello affiora una sorgente di origine vulcanica, legata al sistema geotermico del Monte Amiata, antico vulcano spento. Un’acqua naturalmente calda e mineralizzata, che sgorga a circa 90 gradi e viene regolata progressivamente fino alle temperature di utilizzo, rimasta a lungo sullo sfondo della vita del luogo e oggi diventata il fulcro del progetto. È questo elemento a ridefinire Velona: non un castello con spa, ma un’architettura storica che integra l’acqua termale come parte costitutiva della propria identità.
“È un’acqua che lavora in profondità” spiega il medico del centro termale. “La sua composizione minerale e la temperatura naturale favoriscono il rilassamento muscolare, migliorano la circolazione e hanno un effetto distensivo sul sistema nervoso. Il beneficio non è immediato né eclatante: è progressivo e si misura soprattutto nel tempo”.
L’esperienza termale prende forma all’interno di Olispa Thermal Retreat, un’area di circa 1.500 metri quadrati rivestita in travertino, dove gli spazi interni si collegano senza soluzione di continuità alle piscine esterne affacciate sulla valle. Le due grandi vasche infinity sono alimentate direttamente dalla sorgente vulcanica e mantengono una temperatura di 38 gradi in inverno e 26 in estate, grazie a un sistema di regolazione naturale. L’acqua viene rinnovata costantemente, senza trattamenti chimici, sfruttando esclusivamente le sue proprietà originarie. L’esperienza si costruisce per sequenza: immersione, passaggio graduale tra le vasche, zone umide con bagni di vapore, sauna panoramica, spazi di sosta. Giochi d’acqua e idromassaggi stimolano la circolazione e accompagnano un rilassamento profondo.
Sedersi a tavola

Andrea Fanti
La cucina segue la stessa logica del luogo: parte dal territorio e dalla stagionalità, lavora su pochi elementi, privilegia continuità e riconoscibilità. Al ristorante Settimo Senso, guidato dallo chef Andrea Fanti che interpreta con sensibilità moderna i prodotti della tradizione amiatina e senese: “la cucina nasce dall’osservazione del contesto. Verdure e ortaggi arrivano dalla tenuta e da produttori locali, l’olio e i vini sono quelli del castello, le materie prime seguono una disponibilità reale”. La carta si muove tra interpretazioni essenziali della cucina toscana e aperture più mediterranee, lasciando spazio anche a proposte leggere e vegetali, sempre costruite in funzione del soggiorno e del ritmo del luogo. Per Capodanno il menù costruisce un percorso preciso, che alterna mare e territorio: crudi, agrumi, zafferano della Val d’Orcia. Un racconto coerente, scandito da passaggi misurati fino al dopo mezzanotte, dal raviolo aperto di seppia al branzino al vapore ripieno di scampi e una sfera di cioccolato Noalya e lampone con cuore di mousse al mascarpone per finire.
La proposta gastronomica si articola in più spazi, ciascuno pensato per un momento diverso della giornata. Settimo Senso è il ristorante principale, aperto la sera, con una sala affacciata sulla valle e una cucina che concentra un menu fine dining. È il luogo della cena e del tempo lungo. Dolce Vita Pool Bar & Restaurant, accanto alle piscine termali propone una cucina più immediata e funzionale: piatti mediterranei, proposte leggere, pizze gourmet, insalate. Completa il quadro la Wine Library del resort: una selezione ampia e curata di etichette, con il Brunello di Montalcino Castello di Velona, prodotto nei cinque ettari di vigneti della proprietà, come punta di diamante. Si degusta in abbinamento ai piatti, oppure in conversazione nella lobby, un tempo antica corte del castello. Tutto invita a restare, un po’ più lungo di quanto si era immaginato.
castellodivelona.it