ARCENO: LA TOSCANA OLTRE IL SANGIOVESE
La storia dell’uomo ha incrociato spesso i fiumi, luoghi attorno ai quali sono fiorite civiltà e attività. Con il loro scorrere hanno portato acqua e vita, sono stati una via di comunicazione e, al tempo stesso, una protezione. E così è accaduto anche per Tenuta di Arceno. Siamo in Toscana, nel comune di Castelnuovo Berardenga, sul corso dell’Ambra, che va verso Firenze e dell’Ombrone che invece volge verso il mare.
I primordi della Tenuta di Arceno risalgono al 1504 quando la famiglia Del Taja acquista i terreni e inizia una serie di opere architettoniche. Tre secoli dopo, nel 1829, la proprietà passa alla famiglia Piccolomini che costruisce gli edifici ancor oggi esistenti. Nel 1994 l’ultimo passaggio di mano: Jess Jackson, imprenditore californiano del vino, e sua moglie Barbara Banke, lo acquistano facendo nascere quella che è oggi Tenuta di Arceno: oltre 1.000 ettari di cui 110 di vigneto e 50 di uliveto. Con loro, fin da subito, il vignaiolo Pierre Seillan, un anno più tardi l’agronomo Michele Pezzicoli e dal 2002 l’enologo Lawrence Cronin che costituiscono, insieme al direttore generale Sandra Gonzi e al global brand ambassador Pepe Schib Graciani, il gruppo di professionisti che, con passione e competenza, guida l’azienda.
Dal 2011, dopo la prematura scomparsa di Jess, è la moglie Barbara che continua sul solco tracciato dal marito nella produzione di vini che fa perno su tre pilastri fondamentali: autenticità, artigianato e qualità. Ad Arceno, il Sangiovese è affiancato dalle varietà bordolesi che qui riescono a creare vini eccellenti che mettono in una moderna interpretazione dell’artigianalità la storia e la unicità di un territorio.
La degustazione
In degustazione due vini che esprimono bene lo spirito internazionale che caratterizza la Tenuta. Due vini che nel corso degli anni hanno modificato la loro composizione per diventare, entrambi, monovitigno: uno Merlot e l’altro Cabernet Franc. La sosta in legno è identica per entrambi e la scelta delle barrique quale strumento di maturazione conferma lo sguardo oltre le Alpi ed in particolare verso Bordeaux. Due brevi verticali che consentono di verificare il prima e il dopo della scelta stilistica: prima blend multivitigno poi blend monovitigno.
Valadorna
È prodotto con uve provenienti principalmente dalle parcelle Valadorna e Capraia, i vigneti più vocati della Tenuta per questa varietà. Entrambe collocate nella parte più fresca della proprietà, sono costituiti da terreni caratterizzati da sabbie marroni.
Valadorna 2012
Toscana Igt
70% Merlot, Cabernet Franc 20% e Cabernet Sauvignon 10%, maturazione per 12 mesi in barrique di rovere francese (70% nuove). I riflessi granato solcano il calice color rosso rubino. L’olfatto evidenzia una nota di frutta matura, ciliegie, insieme a fiori carnosi e spezie scure. Un vino che lascia trapelare l’andamento dell’annata, calda con un finale fresco, rotondo e dal tannino morbido, persistente con ritorni di liquirizia. Grande abbinabilità e piacevole serbevolezza.
Valadorna 2018
Toscana Igt
100% Merlot, maturazione per 12 mesi in barrique di rovere francese (70% nuove). Primo anno in cui è presente solo il Merlot. Uve da due vigneti: Valadorna e Capraia. Ancora di colore rosso rubino intenso, all’olfatto diventa scuro, le spezie accompagnano aromi fruttati neri. Al sorso ritorna la piacevole nota di frutta succosa per un vino pieno, morbido, giustamente fresco e persistente che chiude con una gradevole piccantezza finale.
Valadorna 2019
Toscana Igt
100% Merlot, maturazione per 12 mesi in barrique di rovere francese (70% nuove). Il rosso rubino intenso evidenzia un accattivante sentore di frutta fresca matura con un corollario di spezie dolci riferibili alla permanenza in legno non ancora completamente integrata. Al sorso ritroviamo una viva freschezza, una buona ed elegante persistenza nella quale ritroviamo i sentori fruttati con un accenno agrumato e balsamico. Ottima complessità.
Arcanum
È il fiore all’occhiello di Arceno di cui il Cabernet Franc è la varietà più rappresentativa. Le uve provengono da 12 appezzamenti di Cabernet Franc, che per esposizione e suoli, argilla sabbiosa, garantiscono la migliore espressione di questa varietà nella tenuta.
Arcanum 2012
Toscana Igt
Cabernet Franc 71%, Merlot 16%, Cabernet Sauvignon 10% e Petit Verdot 3%, maturazione per 12 mesi in barrique di rovere francese (80% nuove). Pennellate granato iniziano a farsi largo nel calice rosso rubino che esprime sentori di frutta nera complessi ed eleganti con variegate note speziate e balsamiche. Bella la tensione e la verticalità per un vino deciso, dal piglio compiuto, asciutto e sapido; dal grande equilibrio traspaiono ancora note vagamente scontrose.
Arcanum 2018
Toscana Igt
Cabernet Franc 100%, maturazione per 12 mesi in barrique di rovere francese (70% nuove). Il calice è ancora rosso rubino. Il naso è complesso e giocato maggiormente sulle spezzature dolci insieme a note che rimandano al vegetale e al pepe bianco. Il profilo gustativo risulta scuro, con una buona mineralità e sapidità; fresco lascia trapelare un accenno alcolico. Il tannino è morbido e la lunga persistenza chiude con una nota balsamica tipica varietale.
Arcanum 2019
Toscana Igt
Cabernet Franc 100%, maturazione per 12 mesi in barrique di rovere francese (70% nuove). Rosso rubino a pieno, elegante e pieno al naso con riconoscimenti fruttati, di mora, e vegetali che rimandano alla menta. Al sorso emerge un fruttato croccante dalla bella verticalità, il tannino, elegante accompagna la lunga persistenza supportata da una chiara freschezza. La nota erbacea varietale risulta perfettamente integrata e contribuisce a dar vita a un vino in equilibrio tra innovazione e tradizione.
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