BOTTEGA LUCIA: IL LATO LEGGERO DEL CIBO

Amo il cibo, in maniera quasi ossessiva direi, e ne amo soprattutto il lato sociale: da che ho memoria quello attorno alla tavola è un momento di aggregazione, uno di quelli in cui tutto si ferma e ci sono solo le persone, e le chiacchiere, e i sorrisi.
Ogni mio appuntamento è scandito da un pasto: ci vediamo per un caffè, pranziamo insieme, cucino qualcosa stasera; persino i viaggi, o forse soprattutto loro, sono un motivo in più per scoprire i sapori di un luogo. Ricordo Venezia attraverso i cicchetti, i mercati di Spagna, così predisposti alla convivialità, e il piacere di mangiare la cucina eritrea direttamente con le mani.
Ogni pasto è leggerezza e libertà di espressione, sinonimo di quella mediterraneità che rende i gesti simili da nord a sud.

Bottega Lucia è quindi finita senza indugio tra i luoghi in cui mi piace godere dell’arte tutta italiana del “dolce far niente”: l’obiettivo è uno solo, vivere il cibo senza troppe regole o restrizioni. Un luogo comodo, ricercato nella sua naturalezza, che strizza l’occhio a botteghe e bar di tapas, in cui la materia prima è eccellenza e ricerca, e i piatti sono divertenti ma accessibili ad ogni palato, liberi anch’essi da voli pindarici.

Capasanta, beurre blanc, lardo e pepe rosa

Il menu è diviso in sezioni liberamente fruibili, dalla Salumeria, salumi e formaggi, italiani e non, alle Tentazioni, porzioni ridotte di piatti importanti, che evidenziano tutta la voglia di creatività, di contaminazione e di libertà in cucina al centro del progetto gastronomico della Bottega di Casa Lucia, fino alle portate principali. Sono “tentazioni” che accendono la curiosità del palato, sono piccole porzioni, per assaggiarne senza limite alcuno e accompagnarle ad un aperitivo o renderle un antipasto o una cena completa: dai Bottoni di fagioli e cozze, in cui il sapore deciso dei fagioli diventa un ripieno di terra che ben si sposa con il brodo di un mare profondo e oscuro; oppure la Capasanta, beurre blanc, lardo e pepe rosa, elegante proposta ruffiana che si scioglie al palato senza opporre resistenza ma lasciando una lunghezza di sapore difficile da dimenticare.

Bottoni di fagioli e cozze

Il menu si completa con le Paste e le Portate principali, perché libertà è anche poter mangiare in modo tradizionale, scegliendo piatti in bilico tra classico e innovazione come il Risotto riserva San Massimo con limone e cannolicchi, delizioso prolungamento d’estate quando il clima si fa più fresco e si inizia a desiderare qualcosa di avvolgente e confortante.

Risotto con limone e cannolicchi

Lungo questo percorso verso la modernità e la libertà di espressione, Francesco D’Antuono ha sempre portato avanti, con una crescita sempre più visibile nel tempo, lo sviluppo del cocktail bar, fruibile a qualsiasi ora. Ai miscelati tradizionali si accompagna un’interessante lista di signature cocktail da cui emerge la voglia di profumi, aromi e spezie come nel Talk of the devil, a base di Rum 3 star, Ancho reyes (chili liqueur), purea di mango, miele, tabasco e vaniglia bitter o nel Capri 1988, un miscelato con base Bulldog gin, Limoncello, Elder flower , zucchero, basilico fresco e limone.  Se il vino è invece un piacere irrinunciabile la carta saprà soddisfare ogni desiderio, saltellando tra le grandi case, i piccoli produttori e le varianti meno conosciute.

 

 

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