IMÀGO E ANDREA ANTONINI: ERROR14
C’è una falena che torna a posarsi sulle pagine di Imàgo. È la stessa che, con Error13, aveva trasformato l’errore in un atto creativo, una scintilla necessaria al cambiamento. Oggi, con Error14, quella falena si dissolve, leggera, lasciando spazio al nuovo.

Andrea Antonini
Così nasce il quattordicesimo capitolo firmato da Andrea Antonini, da quasi sette anni alla guida della brigata del ristorante stellato al sesto piano dell’Hotel Hassler di Roma. Un percorso che chiude il cerchio e apre altri orizzonti. Il menù, custodito da un sigillo di ceralacca, racconta il coraggio di lasciar andare ciò che è stato per accogliere ciò che verrà. È una proposta nuova ma che si basa su alcuni dei capisaldi che fanno di Imàgo un luogo dove la cena non è una “prova” ma un piacere onesto e autentico: un servizio di sala impeccabile che gestisce il ritmo con il garbo di un’orchestra e che rende l’esperienza di ogni ospite una coccola mai invadente; una cantina in continua espansione, che ama prendersi qualche libertà e azzarda pairing a volte inusuali, ma solo al primo assaggio; una vista sulla capitale che, da sola, vale la salita all’ultimo piano. Antonini continua a difendere la purezza del gesto e l’essenzialità del sapore: niente superfluo, solo stagioni che scorrono nei piatti come nel tempo.

Astice, spinaci e burro acido
Error14 è un menù diviso in quattro atti, come quello precedente, perché solo dopo l’ultimo boccone si può cogliere il senso dell’insieme. Anche questa volta Antonini, la brigata e il reparto creativo danno vita a una proposta in cui si percepisce il gusto di stupire come nei migliori spettacoli di illusionismo: la presentazione, nero su bianco nelle portate del menù, il colpo di scena quando il piatto arriva a tavola, la magia che resta sospesa. È un viaggio nella stagione, più che nel territorio. Una volta di più Antonini tiene Roma e l’Italia nel cuore, ma lascia che il respiro si allarghi, libero da confini. È un percorso tra sapori e profumi, tra esperienze intime che si intrecciano ai ricordi di chi assaggia: ognuno ritrova qualcosa di sé, in forme sempre nuove.
Ci sono le castagne e le mele, i carciofi, il radicchio e i funghi: il bosco, l’orto, i frutteti, il mercato rionale. C’è la raffinatezza del caviale, la dolcezza dell’astice, la mazzancolla e le canocchie che riportano il profumo del mare. E poi l’anatra, l’agnello, il lardo: i sapori comfort di una cucina che rassicura e sorprende insieme. Tutto si ricompone in un percorso sapiente e veloce, che non perde il ritmo e che ha picchi inaspettati e assai piacevoli.

Cime di rapa mascarpone e caviale

Puntarelle mandorle e origano

Carciofo
Le portate Cime di rapa mascarpone e caviale, Puntarelle mandorle e origano e Carciofo aprono il primo atto con un gioco calibrato di contrasti: l’amarezza che incontra la grassezza, l’aromaticità che si fonde con l’eleganza.

Cavolfiore, mazzancolle e aceto balsamico
Con Cavolfiore, mazzancolle e aceto balsamico il ritmo cambia. Alla base, una crema di cavolfiore tostato, densa e autunnale, accoglie la mazzancolla cruda, elegante nella sua grassezza iodata, condita con burro chiarificato e montato con le teste del crostaceo, a esaltarne gli aromi. Le cime di cavolfiore sott’aceto e l’aceto balsamico tradizionale completano la scena, regalando struttura e profondità.

Lumachine di pasta, canocchie e radicchio
Nel secondo atto, Lumachine di pasta, canocchie e radicchio gioca con l’equilibrio tra dolce e amaro e si posizionano come uno dei piatti simbolo di Error14. Le lumachine vengono cotte in un brodo ottenuto dall’estrazione delle canocchie, poi mantecate con le teste del crostaceo, per concentrare al massimo il sapore del mare. A completare olio allo zenzero e una salsa a base di radicchio stufato con vermouth rosso.

Anatra e funghi
Anatra e funghi: i funghi, con la loro aromaticità piena e la salsa appena piccante, ne guidano il ritmo come protagonisti silenziosi. Un lieve accento agrodolce dona leggerezza e accompagna il side dish, più cremoso, erbaceo e terroso: un contrappunto armonioso che amplifica la profondità del piatto. L’anatra, allevata da Laura Peri, ennesima conferma della ricerca meticolosa di Imàgo tra i produttori d’eccellenza, viene frollata per una settimana, poi laccata e affumicata. Dopo una prima cottura in padella e un passaggio in forno, raggiunge la consistenza ideale: delicata, succulenta, avvolgente.

Carrello dei gelati
La coccola finale che non ti aspetti, e che giustamente merita di chiudere il menù, è il magnifico carrello dei gelati, che sembra uscito da una fiaba: pochi, pochissimi gusti, perché per soddisfare l’ultima voglia basta poco ma di qualità eccellente. Arriva scenograficamente vicino al tavolo, dopo i dessert che profumano di agrumi, arance e sfumano con il Grand Marnier, coccolano con il cioccolato e il caffè, per chiudere idealmente il cerchio della cena.
E non resta che volare, su Roma, di notte.
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