IL MARCHESE: LUSSO POPOLARE

Passeggiando sulla via di Ripetta a Roma, una delle tre vie rettilinee che costituiscono il Tridente che, partendo da Piazza del Popolo assume per l’appunto la forma di un tridente, ci si trova, quasi per incanto, davanti ad un locale con tre grandi vetrate attraverso le quali filtra una luce calda ed accogliente. Si tratta de Il Marchese, un ristorante che i titolari tuttavia preferiscono definire “osteria – mercato – liquori”.

La sala de Il Marchese

Nato circa un anno e mezzo fa per volontà di Davide Solari e Lorenzo Renzi, amici di vecchia data, il locale è ispirato al famoso film “Il Marchese del Grillo” di Alberto Sordi. E’ stato fondamentale quel desiderio di fondere insieme due anime molto diverse tra loro, per creare uno spazio unico: quella del carbonaro, tipico popolano dell’epoca, solito a trascorrere il tempo nelle osterie dopo il lavoro tra vino e cibo genuino, e quella del nobile che passava le sue giornate tra festeggiamenti nei salotti delle ville borghesi con lunghi e ricchi pranzi, sorseggiando grandi vini e liquori.

Davide Solari e Lorenzo Renzi

Di fronte all’ingresso c’è la cucina a vista con un’ampia vetrata, l’unico elemento moderno di tutto il locale, ma l’atmosfera generale è molto old fashion e riprende fedelmente il design dell’inizio del 900. I pavimenti in mattonelle bianche e nere, i soffitti alti, i lampadari di cristallo, gli specchi antichi che riflettono, un po’ opachi, le persone che, per un gioco di ombre e luci, sembrano essere uscite dai quadri degli impressionisti. Un angolo bar che è tutt’altro che un angolo, con due grandi banconi di marmo e comodi sgabelli per prendere un drink in tutto relax. Le mensole, piene di bottiglie di diversi tipi di amari, arrivano quasi al soffitto.

Spazioso, arioso, rilassante ed accogliente, il locale visualmente è diviso in due parti: una più elegante, con divanetti e poltroncine in velluto color petrolio, tavoli di tonalità cipria, specchi, stucchi e altri dettagli raffinati; l’altra rappresenta fedelmente un’osteria: pareti antichizzate, tavoli di marmo, antiche sedie di legno scuro.

Amaro e cocktail bar

Una parte importante dell’offerta del locale è dedicata alla mixology. Infatti, l’Amaro e il cocktail bar de Il Marchese, un omaggio all’eleganza dell’aristocrazia francese dell’Ottocento, offre una miscelazione classica e sperimentale allo stesso tempo con accostamenti che si sposano con la cucina, usando anche prodotti insoliti nei cocktail come alcune verdure, una miscelazione d’avanguardia basata sul gusto. Il Marchese è il primo Amaro Bar in Europa e offre una carta con più di seicento etichette, italiane ed estere, dalle più blasonate e raffinate a quelle di nicchia e quelle vintage, piccolissime produzioni che valorizzano il nostro territorio. La scelta di mettere in risalto questo tipo di liquore è legata al fatto che l’amaro è il più tipico liquore italiano, creato già nel Medioevo, e da sempre legato ad antichi ricordi di ogni casa, essendo servito a fine pasto. Inoltre l’Italia è il maggior paese produttore con più tipologie di amari nel mondo.

Il mini supplì

L’offerta gastronomica, invece, è concentrata sulla cucina romana, com’era, d’altronde, prevedibile. Le classiche paste alla carbonara, all’amatriciana e cacio e pepe, servite nei graziosi padellini, crocchette di bollito con la salsa verde, saltimbocca alla romana, baccalà, polpette al sugo, puntarelle con le acciughe, carciofi, tiramisù e zuppa inglese. Tra i piatti del giorno si possono trovare piacevoli sorprese a base di quinto quarto, un’antica tradizione capitolina.

Il cuoco Daniele Roppo

L’autore di queste prelibatezze è Daniele Roppo, un giovane cuoco romano. La sua famiglia raccontava e viveva il cibo in maniera genuina: “Ricordo che a tavola mia nonna mi metteva davanti cervello e rognoni e mio nonno mi parlava del pesce e di come un buon prodotto non si veda solo dal costo ma soprattutto dal sapore. Il suo motto era: assaggia tutto ciò che credi valga la pena provare” racconta Daniele. Si è avvicinato così alla cucina come autodidatta, sperimentando da solo fin da piccolo, e poi studiando i libri di Robuchon e di altri grandi cuochi italiani e francesi. E Il Marchese è stata per lui un’occasione giusta per fare una cucina di tradizione, ma con un pizzico di innovazione.
E queste sono le anime di questo luogo senza tempo che unisce il fascino della nobiltà e la veracità del popolo, l’eleganza dell’aristocrazia e la genuinità romana.

 

ilmarcheseroma.it