MARZADRO 70

Meno note delle Donne del Vino e delle Donne dello Champagne sono, forse, le Donne della Grappa, di cui pure esiste da diversi anni un’intraprendente associazione. Tra le distillerie affiliate non può non mancare una delle più note maison del Trentino, Distilleria Marzadro, fondata 70 anni fa proprio da una donna, Sabina Marzadro, con il supporto del fratello Attilio. E oggi, l’azienda è ancora retta direttamente dalla famiglia.

Sabina Marzadro “emigrata” a Roma appena prima della Seconda Guerra Mondiale, lavora 12 anni come domestica, fino a quando nel 1949 torna a casa e convince il fratello contadino a fondare una distilleria di grappa. Cominciano quindi a distillare le vinacce con un piccolo alambicco artigianale a fuoco diretto e, in breve, a bordo di un sidecar Sabina, Attilio e la cognata Teresa consegnano nei dintorni di Nogaredo le loro prime bottiglie di grappa. Ha così inizio una lunga avventura che ancora gli eredi Marzadro portano avanti con grande passione nel segno della qualità e della innovazione.

Nel 2005 Marzadro inaugura la nuova Distilleria (progettata dagli architetti bolzanini Walter Maurmayr e Günther Plaickner), una struttura architettonica innovativa che ha il suo cuore nella splendida cantina sotterranea, dove riposano centinaia di botti e decine di anfore di terracotta. E ha il suo cervello in un grande spazio a vista circolare dove lavorano a tempo pieno otto grandi alambicchi a “bagnomaria”. Chissà che espressione avrebbe oggi la signora Sabina vedendo tutto questo. L’ampio showroom è un colpo d’occhio sulla varietà di grappe prodotte, ma ve ne sono alcune che spiccano anostro parere tra le altre. Grappe invecchiate monovitigno, una pregiata grappa stravecchia e la grappa maturata in grandi orci di terracotta toscana.

Giare è il nome della linea che comprende quattro diverse grappe monovitigno, invecchiate 36 mesi in piccole e grandi botti di rovere, a seconda della varietà, ottenute da vinacce di Amarone, Chardonnay e Gewürztraminer. Tra queste la più impegnativa è Giare Origine, Grappa “Full Proof” (cioè a pieno grado) di Amarone con una gradazione che tocca i 55% vol. Ma non lasciatevi spaventare dai numeri. Parliamo, infatti, di un distillato davvero morbido e piacevole. Ottimo per il dopo pasto accompagnato da cacao, torrone, nocciole, mandorle.

Un’altra punta di diamante di Marzadro è la grappa Le Diciotto Lune. Nata nel 2002, questa Grappa Stravecchia rappresenta forse più che un punto d’arrivo, un nuovo inizio. Diciotto Lune si ottiene da 5 vinacce trentine, Marzemino, Teroldego, Merlot, Moscato e Chardonnay, e matura, prima di comporre il blend, per diciotto mesi in botti di Rovere, Ciliegio, Frassino e Robinia. Ma perché costituisce un nuovo inizio? Be’, perché ha aperto anche nuovi orizzonti e alla sperimentazione con botti inedite o quasi nel mondo della grappa, quali botti già impiegate per il whisky, il barolo, lo sherry e così via. Insomma, potremmo ancora gustarne delle belle.

Prima di proseguire mettete sul piatto le Variazioni Goldberg eseguite da Glenn Gould. E pensate ancora alla giovane domestica Sabina che ritorna in Trentino con un sogno nel grembiule. Distillare grappa. Passano quasi 70 anni e i suoi giovani eredi, tenaci, brillanti e visionari come lei s’inventano una grappa nuova. Frutto di una sperimentazione quasi estrema. Ma il risultato è notevolissimo. S’inventano cioè una grappa che invecchia 10 in anfore di terracotta. La battezzano Anfora, ovviamente. Questa grappa non solo è limpida, trasparente come una grappa giovane, ma ha un gusto pulito, immediato. Quasi una lama di coltello da cui si sprigionano aromi avvolgenti e che in bocca diventa morbida e avvolgente. Il blend di vitigni che la compongono è costituito in prevalenza da Teroldego, Marzemino, Merlot e per un quinto da Chardonnay, Müller Thurgau e Moscato.

 

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