BEAM, IL FUTURO DELL’OSPITALITÀ

BEAM, “be ambitious” e “lead the shift”, tradotto quale pay off come “guidare il cambiamento”. Non è stato un evento tradizionale, tantomeno un salone, e neppure una pur importante presentazione o confronto. L’edizione 2026 di BEAM stata invece un invito, il 19 e 20 maggio scorsi all’interno di Fiera Bolzano, che va oltre il semplice adattamento ai cambiamenti e invita i professionisti del settore dell’hospitality ad avere il coraggio di dirigerli, diventando i motori di un’evoluzione che ridefinisce l’intero comparto. Un evento internazionale che, dopo il successo delle prime due edizioni, a partire dal debutto di Mindset Matters nel 2023,  si è confermato come punto di riferimento per professionisti del settore che vogliono costruire un’ospitalità sostenibile e connessa per una piattaforma interdisciplinare unica nel suo genere, e che ha riunito una comunità internazionale (11 i paesi esteri coinvolti) di albergatori visionari, pionieri e menti creative provenienti dal mondo della gastronomia, dell’hôtellerie, della strategia e della ricerca nel mondo del turismo.

Quest’anno ha visto il ritorno dei BEAM Labs, laboratori tematici dedicati a sfide centrali per il comparto, offrendo un’esperienza concreta per trasformare l’ospitalità in un motore di cambiamento, esplorando come la struttura alberghiera possa evolvere da semplice luogo di soggiorno a centri comunitari e piattaforme di innovazione. Ma anche la ristorazione ha avuto ampio spazio quale catalizzatore economico, analizzando il legame tra benessere e gastronomia sostenibile, fino ad affrontare il tema cruciale della finanza innovativa, presentando strategie alternative come il finanziamento collettivo per sostenere progetti visionari.

Un programma completo, profondo ed esaustivo, che si è completato con sessioni pensate per favorire lo scambio di competenze su sfide cruciali come la gestione del cambiamento e l’innovazione, offrendo ai partecipanti una visione d’insieme sulle trasformazioni future del settore. Le parole (e ancor più i concetti) chiave della due giorni? Startup, quella vera che dà il corretto valore a una definizione spesso zoppa, e nuove visioni, nuovi modelli relazionali e nuove forme di esperienza attraverso paradigmi e percorsi professionali di numerosi relatori internazionali. Tra i protagonisti di questa edizione Vanessa Borkmann, professoressa e capo ricerca del Future Hotel Innovation Network presso il Fraunhofer Institute di Stoccarda, che ha condiviso le ultime ricerche sugli scenari futuri per l’ospitalità e Benjamin Adrion, fondatore dell’organizzazione no profit Viva con Agua che si occupa di garantire l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari nel mondo e dell’innovativo Hotel Villa Viva, che ha raccontato di modelli di business a impatto sociale.

E poi, Nils Persson di Visit Sweden, con la sua esperienza nella gestione e nel marketing di destinazioni globali, mentre Sabine Rogg, esperta in branding e comunicazione strategica, ha approfondito l’importanza dell’identità di marca nel nuovo scenario dell’ospitalità. Il programma ha visto, tra i protagonisti, anche Boris Lebedev, docente esperto in leadership rigenerativa, Matteo Piano, partner fondatore di Growingdale & Innogusto e Sven Sallaerts, co-fondatore di Younique Concepts, società nel settore di accoglienza e ristorazione con sede ad Amsterdam, senza dimenticare anche altre figure chiave del summit. Oltre ai BEAM Labs e ai 35 protagonisti della due giorni, numerosi sono stati i momenti di confronto e dialogo, tra cui un’esperienza serale esclusiva nella suggestiva cornice di Castel Mareccio a Bolzano.

 

beam.fierabolzano.it

 

Photo credits: Daniele Fiorentino, Rosario Multari