I 3 GIOIELLI DEL CASTELLO DI FONTERUTOLI

C’è un vitigno in Italia che è coltivato più di tutti, ma che in particolare, quando vuole, è capace di volume e di sfumature, vigoroso nella struttura e vibrante nelle minuzie. Floreale e fruttato, dal piglio acido e dalla grande profondità.

C’è un vitigno in Italia che, di nuovo, quando vuole, al suo meglio, ha pochissimi rivali. Già, il Sangiovese, la cui lunga e appassionante storia lo rende una delle vitis vinifera più importanti della nostra penisola. Molto soggetto alle variazioni clonali, in realtà il Sangue di Giove non è un vitigno solo, ma una grande e bizzarra famiglia estremamente diversificata, che in questo caso, nella scenografica zona del Chianti Classico, è da sempre definito “Sangioveto” e le cui piante così chiamate, sono del tipo sia ad acino piccolo, sia ad acino grosso.

Vent’anni fa non sarebbe stato semplice affrontare con la giusta consapevolezza un tema relativo al vitigno autoctono: i vitigni di importazione erano molto più presenti e si mescolavano al patrimonio di uve tradizionali, spesso prevaricandone istinto e attitudine.

Ora comunque bisogna combattere un effettivo cambiamento climatico, dove tra l’altro la questione diventa piuttosto annosa in termini di vendemmie, poiché la tendenza generale degli ultimi decenni è quella di battezzare annate buone quelle appena sufficienti, ottime quelle discrete ed eccellenti tutti le altre. Di fatto, diviene complicato comprendere quale sia il vero valore di una stagione, salvo che non sia veramente cattiva, ricordando comunque la veridicità del fatto che, nella vendemmia difficile e complicata, il talento del produttore ha buone possibilità di venir fuori.

Fonterutoli

Il Castello di Fonterutoli, proprietà della famiglia Mazzei dal 1435, con la complicata vendemmia 2017 ha presentato i suoi tre nuovi gioielli con il seguente slogan: 3 Cru, 3 Comuni, 3 Gran Selezione, dimostrando assoluta competenza e intuito.

Storicamente i suoi vigneti si collocano nei territori di tre Comuni confinanti del Chianti Classico: Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga e Radda in Chianti. A partire da quest’annata, non solo la dinastia Mazzei ha deciso di valorizzare le biodiversità dei suoi 3 appezzamenti, ma anche di precedere l’importante impegno dell’omonimo Consorzio sulla zonazione, in termini di Unità Geografiche Aggiuntive e di contribuire all’immagine del territorio attraverso le stesse Menzioni comunali.

3 Cru, 3 Comuni, 3 Gran Selezione

All’interno di questi areali trovano giacitura 120 particelle che si collocano tra i 230 e i 570 metri sul livello del mare. In più una selezione di 36 biotipi di Sangiovese, dei quali 18 massali di proprietà esclusiva della cantina fa comprendere ancora meglio la sua unicità produttiva chiantigiana, facendo emergere la consapevolezza che le grandi zone viticole si basano esclusivamente sulle diversità dei terreni all’interno del medesimo comprensorio.

 

 

 

Chianti Classico DOCG Gran Selezione Castello di Fonterutoli 2017

Castellina in Chianti

91/100

Nasce da una selezione delle undici migliori particelle dei vigneti che circondano il borgo di Fonterutoli, su rocce di Alberese con elevati valori di calcare ricchissimo in scheletro a circa 470 m s.l.m. Ottimo per purezza espressiva all’olfatto e per eleganza nella progressione gustativa, è centrato sul frutto maturo e tonico, sostenuto da tannini saporiti e proporzionato nel lungo finale

 

Chianti Classico DOCG Gran Selezione Badiòla 2017

Radda in Chianti

92/100

Sorge dai vigneti più elevati dell’azienda sottostanti la chiesa della Badiòla (1089), su terreni prevalentemente di Galestro e Arenaria a circa 570 m s.l.m. Aroma di frutti di bosco, ciliegia ed erbe officinali danno parecchio slancio e ariosità. Al palato si rivela ampio, carnoso, molto equilibrato nell’estrazione tannica, ricco di carattere e di notevole freschezza in chiusura.

 

Chianti Classico DOCG Gran Selezione Vicoregio 36 2017

Castelnuovo Berardenga

94/100

Proviene dall’omonimo vigneto, dove sono stati piantati 36 biotipi diversi di Sangiovese frutto di 50 anni di ricerca, su suoli di Alberese con buona percentuale di argilla e abbondanza di scheletro a circa 350 metri s.l.m. Profumi fragranti e stilizzati, bellissima maturità di frutto, sfumata da accenti minerali e speziati. Al gusto si presenta di raffinata sobrietà, innervato da una sottile vena sapida che rende il finale estremamente reattivo.

 

 

 

mazzei.it/Castello di Fonterutoli