I VINI DELL’ALTO ADIGE: IDENTITÀ E TERRITORIO

Piccola, sfaccettata e ricca di uve che modellano le colline, l’Alto Adige è figlio di una viticoltura eroica – con vigneti che si arrampicano spesso fino a 1.000 metri – e rappresenta un esempio eccellente del lavoro delle cooperative, divenute un modello ispirativo e capace di creare sostenibilità produttiva, prima ancora che qualitativa, che si riflette nel bicchiere.

La persistenza, l’armonia e la maturità produttiva delle aziende – intesa come capacità di interpretare uve, suoli e climi – si uniscono alle architetture delle cantine, spesso dotate di estro artistico e integrate armoniosamente nel paesaggio. Non ci si può aspettare grandi programmi di crescita in termini di volumi produttivi, ma forse è un bene, considerati i trend mondiali dei consumi in calo contrapposta a una crescente richiesta di vini bianchi freschi e tesi, dotati anche di corpo e bevibilità, che pochi territori sanno offrire. Una domanda alla quale l’Alto Adige sa rispondere perfettamente.

Tra tutte le uve coltivate in Alto Adige, il Sylvaner è tra le più versatili, soprattutto per gli abbinamenti, come confermato da una recente selezione di vini che il Consorzio di Tutela ha presentato a Torino, presso il ristorante Opera.

Photo credits Alex Moling

I vini altoatesini mostrano una ricchezza di elementi, con componenti fruttate, vegetali e saline integrate a corpi di media struttura, tale da renderli protagonisti per la loro personalità. Il successo si fonda su una tradizione lunga 2.500 anni, sulle piccole aziende a conduzione familiare e sulle condizioni naturali uniche: dall’orogenesi alpina ai ghiacciai dell’era glaciale, dai fiumi e ruscelli ai vulcani. Anche la varietà dei suoli è sorprendente: dai fondovalle argillosi a quelli ricchi di fossili sulle antiche morene. Nei dintorni di Bolzano dominano i suoli di porfido vulcanico, nella Valle Isarco e in Val Venosta quelli rocciosi con quarzo, ardesia e mica, mentre a sud prevalgono le rocce calcaree e dolomitiche. A questa varietà di suoli si aggiungono innumerevoli microclimi: montagne e vallate determinano altitudini e pendenze diverse, esposizioni solari differenti, vento e temperature variabili. Il clima, influenzato dalle Alpi, garantisce estati calde e inverni miti, precipitazioni distribuite uniformemente e una ventilazione costante che asciuga l’umidità dannosa sui grappoli. È forse per questa diversità che nella regione prosperano varietà diverse: nelle zone calde crescono Lagrein, Merlot, Cabernet Sauvignon e Chardonnay, mentre nelle zone più elevate prosperano Pinot Bianco, Sauvignon Blanc e Pinot Nero. La produzione è dominata dai bianchi (circa due terzi), ma anche i rossi come Schiava, Lagrein e Pinot Nero mantengono un ruolo importante. Le principali zone di produzione riflettono questa varietà: la Val Venosta ospita Riesling, Pinot Bianco e Pinot Nero; la Valle Isarco è il regno di Kerner, Sylvaner, Grüner Veltliner e Müller-Thurgau; Merano prospera con Schiava, Pinot Nero, Pinot Bianco e Sauvignon; intorno a Bolzano si coltivano Santa Maddalena da Schiava e Lagrein a Gries; nel sud dell’Alto Adige Cabernet Sauvignon e Pinot Nero; Termeno è noto per il Gewürztraminer; ad Appiano e Caldaro prevalgono Schiava, Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon. Per valorizzare questo contesto, il Disciplinare 2024 ha introdotto 86 Unità Geografiche Aggiuntive (UGA), ciascuna con fino a cinque vitigni coltivabili e quantità vendemmiali ridotte. L’Agenda 2030 del Consorzio Vini Alto Adige ha poi fissato obiettivi chiari su terreno, acqua, CO₂, materiali biodegradabili e mantenimento delle aziende familiari.

In sintesi, 5.850 ettari di vigneti, pari a circa l’1% della superficie vitata italiana, situati tra 200 e 1.000 metri sul livello del mare; 4.800 viticoltori per una produzione annuale che si attesta intorno a 40 milioni di bottiglie, di cui il 96% a Doc.

 

 

DEGUSTAZIONE

 

Photo credits Alex Filz

Alto Adige Valle Isarco Doc Sauvignon 2024 Tenuta Strasserhof

Vigneti di 6/11 anni, fermentazione e affinamento in acciaio. Aromi di pesca e frutta tropicale, poi note vegetali di ortica e foglia di pomodoro; sorso armonico e di buona tensione, con potenziale evolutivo.

 

Alto Adige Doc Chardonnay Ritten Kleinstein 2024 Cantina Bozen

100% Chardonnay, fermentazione in acciaio e parziale malolattica in barrique. Profumi di mango, melone bianco e note ammandorlate; sorso vivo, fruttato e sapido, struttura elegante e piena.

 

Alto Adige Doc Gewürztraminer Vigna Kastelaz 2023 Elena Walch

100% Gewürztraminer da singola vigna a Tramin, esposizione a sud, suoli calcarei stratificati. Breve macerazione a freddo, fermentazione in acciaio e affinamento sui lieviti per alcuni mesi. Aromi di albicocca, frutta gialla, acacia, biancospino e lime maturo; elegante, potente e di grande profondità.

 

Alto Adige Doc Gewürztraminer Terminum 2023 Cantina Tramin

100% Gewürztraminer, bassa gradazione alcolica (11% vol) e residuo zuccherino <210 gr/l. Vigneti a 400/500 metri su suoli ricchi di ghiaia calcarea e argilla. Dolce da muffa nobile, fermentazione e affinamento 6/9 mesi in barrique. Colore dorato, aromi di miele millefiori, scorza d’arancia e pomelo maturo; sorso pieno e intenso.

 

Alto Adige Doc Terlano Pinot Bianco Riserva Abtei Muri 2023

100% Pinot Bianco, fermentazione in acciaio e legno, affinamento 70% grandi botti e 30% barrique per 16 mesi sui lieviti fini. Aromi di pere, spezie, pepe bianco e tiglio; sorso vivace, elegante e armonico.

 

vinialtoadige.com