CHAMPAGNE DEUTZ: IL TALENTO DI CAROLINE LATRIVE
Come in un dipinto di René Magritte la Champagne solare, tersa e delicata, si insinua nell’animo mostrando la sua complessa tavolozza di colori. È ad Aÿ, il suo cuore pulsante, il punto di riferimento cardine che nel 1838, William Deutz e Pierre-Hubert Geldermann, due audaci visionari provenienti da Aquisgrana, la cittadina tedesca allora nel cuore dell’Impero napoleonico, fondarono Champagne Deutz, Maison che ha scritto pagine di storia, trasferendo con sé il fascino dell’internazionalità e l’ossessione per la qualità. Francofoni di nascita, Deutz e Geldermann possedevano competenze tecniche nella produzione enologica e nel commercio vinicolo; un plus a cui si aggiunse il perfezionismo di Deutz nel sapere definire molto rapidamente la propria l’identità. Nel 1843, appena cinque anni dopo la fondazione, i vini Deutz erano già consumati in Germania, Austria, Belgio, Spagna, Russia, Regno Unito e perfino negli Stati Uniti.

Oggi l’affermazione in Francia e nel mondo di Champagne Deutz è un dato di fatto grazie anche all’importante patrimonio viticolo della Maison che conta 40 ettari vitati di proprietà (Pinot Noir, Chardonnay e Meunier) immersi nella campagna champenoise, ai quali si affiancano altri 10 ettari in affitto. Una varietà che consente una libertà gestionale fondamentale che, unita alla cura artigianale, e che permette al team produttivo di controllare ogni fase del processo, dalla vigna alla bottiglia.

Distribuiti tra Aÿ, Mareuil-sur-Aÿ, Bouzy e la Vallée de la Marne, con preziose estensioni nella rinomata Côte des Blancs (20 ettari sono concentrati nei pressi di Aÿ, seguiti da 15 ettari nella Vallée de la Marne e 12 nella Côte des Blancs) e appezzamenti Premieur Cru ubicati entro 20 chilometri da Aÿ, tra cui la rinomata Côte Glacière acquisita grazie al matrimonio di Deutz con la figlia di Arsène Caroline Adrienne d’Arragon che portò con sé una dote divenuta pietra angolare dell’espansione aziendale, i vigneti di proprietà si affiancano ai terreni vocati di conferitori storici, la cui produzione ricopre il 20% del fabbisogno annuale. Collaborazioni durature condivise da tre, quattro generazioni, fondate sul rispetto reciproco, sulla fiducia, su un sapere che si tramanda come un’eredità preziosa.

Il parco vitato Deutz annovera, inoltre, due parcelle iconiche della gamma “Hommage à William Deutz”, due anime del terroir poste a soli cento metri di distanza l’una dall’altra ma profondamente diverse dal punto di vista agronomico: Meurtet e Côte Glacière. Entrambe raccontano attraverso geologie distinte e microclimi unici, la straordinaria diversità. Posta sul versante est, Meurtet si sviluppa su suoli profondi ricchi di silex, che dona alle viti impiantate nel 1990, 2000 e 2006, una maturazione più lenta. Frutto di selezioni clonali, i filari di Meurtet vengono vendemmiati fino a due settimane dopo rispetto a Côte Glacière. Esposta a sud, e poggiata su suoli poco profondi di gesso della craie, Côte Glacière custodisce viti antiche, con oltre 60 anni di storia ottenute da selezioni massali. Qui, la precocità sposa la profondità aromatica.

Caroline Latrive
Nel rinnovamento generale che sta interessando da qualche anno Champagne Deutz, figura centrale è senza dubbio quella di Caroline Latrive, enologa e volto nuovo della tradizione, un talento cresciuto con pazienza tra esperienze significative. Entrata in Deutz tre anni fa, porta con sé un bagaglio di oltre vent’anni di conoscenza e un’anima profondamente radicata in questa regione. “Pura champenoise” per nascita, formazione e spirito, ha percorso ogni tappa del suo cammino tra le vigne e le cantine che fanno grande la Champagne, da Maison del calibro di Bollinger e Ayala. È proprio da Ayala che ha conosciuto Michel Davesne — Chef de Cave ed ex docente universitario — a cui succederà in una transizione costruita con cura tra rigore e rispetto. Nel 2022, Caroline e Michel firmano insieme un’annata condivisa. Nel 2023 la consacrazione di Caroline a Deutz con la sua prima annata vinificata e assemblata interamente da lei. “È stato un anno complesso, ma molto stimolante” confessa.

Purezza assoluta e nessun artificio: la filosofia e il metodo che lei stessa definisce “non interventista” rifugge i compromessi permettendo a Caroline Latrive di esprimere in assoluta libertà la propria visione. Il terroir è il punto di partenza per raccontare ogni frammento di terra e di tempo nel calice. “Non faccio trattamenti, né filtrazioni, né acidificazioni” spiega Caroline, sottolineando la volontà di evitare qualsiasi manipolazione superflua. “Ogni cuvée deve raccontare la storia del vigneto da cui nasce. Gli assemblaggi non sono formule fisse, ma risposte autentiche alla varietà naturale offerta dalle vigne e dalle parcelle”.

La delicatezza, il rispetto del prodotto, la tradizione, l’espressione dell’annata, sono la firma di una donna talentuosa quanto sensibile, dal sorriso gentile e lo sguardo fiero. Una voce libera in una Maison che le ha concesso massima autonomia. “Dietro a ogni bottiglia c’è un universo di precisione e memoria sensoriale. Gestiamo oltre 220 contenitori, 70 parcelle e 140 vini base diversi” continua. Una sinfonia complessa dove ogni elemento richiede dedizione assoluta. L’assaggio, la storia, la cura per i dettagli diventano strumenti indispensabili per costruire un profilo che firmi con eleganza, freschezza e autenticità ogni etichetta Deutz.
DEGUSTAZIONE
DEUTZ BRUT CLASSIC

Frutto di un lavoro meticoloso e di una filosofia in continua evoluzione, il Brut Classic riassume il perfetto equilibrio tra struttura e armonia aromatica. La base vendemmiale è l’annata 2021 ( 45% Chardonnay, 30% Pinot Noir, 25% Meunier) con un saldo significativo di vini di riserva (2020, 2019,2018) che arrivano a rappresentare ben il 57% della cuvée. Deutz Brut Classic è un manifesto sensoriale dell’arte dello Champagne, capace di raccontare con eleganza la visione di un’azienda che non smette di innovare restando fedele alla propria identità.
DEUTZ BRUT ROSÉ

Una vera dichiarazione di stile e precisione enologica, uno Champagne intenso, pensato per celebrare al meglio l’identità della Maison e i suoi terroir più nobili. Deutz Brut Rosé nasce da un’armoniosa composizione di uve Grand Cru e Premier Cru, un Rosé d’assemblage, 70% Pinot Noir, 23% Chardonnay, 2% Meunier, la cui selezione privilegia gli areali della Montagne de Reims e della Côte des Blancs.
DEUTZ BLANC DE BLANCS 2019
Un millesimo solare che brilla per energia e intensità. Il 2019 ha regalato alla Champagne un’annata di luce e calore, e Deutz ne ha tratto il meglio con un Blanc de Blancs che rappresenta l’essenza della solarità espressiva e della concentrazione aromatica. Composto interamente da Chardonnay della Côte des Blancs, in particolare con una selezione delle uve delle parcelle di Le Mésnil-sur-Oger, che costituiscono il 40% dell’assemblaggio, è Champagne verticale, persistente e armonioso, con un’energia vivace, capace di bilanciare il calore dell’annata.
AMOUR DE DEUTZ 2014
È una cuvée che racconta storie di arte, pazienza., terroir sottolineando il suo legame indissolubile con il tempo: non solo come elemento di affinamento, ma come vero e proprio ingrediente che forgia l’identità del vino. 100% Chardonnay dei più prestigiosi villaggi della Côte des Blancs,è pensato per evolvere lentamente e rivelare nel tempo tutto il suo potenziale. Frutto, freschezza, salinità, sono il tratto distintivo di un vino profondo e verticale che seduce per equilibrio e precisione.
AMOUR DE DEUTZ ROSÉ 2013

Un rosé d’assemblage, un vino carezzevole, di tensione e finezza. In un’annata caratterizzata da un clima freddo e contratto, Amour De Deutz Rosé 2013 si distingue per il suo equilibrio dinamico. Al centro della cuvée il Pinot Noir affiancato da una quota di Chardonnay e un 6% di vino rosso per rafforzare il profilo aromatico e cromatico. La vinificazione avviene secondo il metodo borgognone, una scelta tecnica che diventa quasi un rituale, simbolo del rispetto profondo per la tradizione. Giovane, ma altrettanto espressivo, è dominato da una freschezza vivace.
WILLIAM DEUTZ BRUT 2014

Vera icona del savoir-faire champenois, William Deutz Brut 2014 è un vino d’autore, la Cuvée de Prestige composta da Pinot Noir (67%), Chardonnay (28%) e Meunier (5%). Nobile, raffinato, profondo, si distingue per la sua capacità di raccontare con precisione le proprie radici. Il lungo affinamento ne accresce la complessità, donando al vino una personalità distinta e rivelatrice.
“HOMMAGE À WILLIAM DEUTZ” MEURTET 2018

100% Pinot Noir, Meurtet incarna un equilibrio perfetto tra esposizione solare, struttura del terreno e maturità delle viti, offrendo alle cuvée grande espressività e carattere. Si distingue, infatti, per una configurazione geografica unica e affascinante. Esposta a est beneficia dei raggi del sole mattutino che accompagnano con dolcezza il ciclo vegetativo delle viti. La sua pendenza pari al 15% favorisce il drenaggio naturale, mentre le vigne — piantate tra il 1990 e il 2006 — garantiscono una resa generosa e costante. Vino sottile, minerale, affilato all’olfatto e ricco al palato.
“HOMMAGE À WILLIAM DEUTZ” LA CÔTE GLACIÈRE 2018

In netta contrapposizione con la generosità di Meurtet, la parcella della Côte Glacière, anch’essa 100% Pinot Noir, svela un carattere più austero e rigoroso. Le difficili condizioni agronomiche rendono la Côte Glacière particolarmente sensibile all’andamento climatico. Il millesimo 2018 è un vino di grande concentrazione aromatica, il riflesso fedele di un terroir difficile ma affascinante, dove la fatica della vite si traduce in intensità sensoriale e profondità gustativa. Nel calice note intense di liquirizia, cioccolato fondente, spezie e nocciola, disegnano un profilo organolettico profondo, denso e avvolgente.