ALESSANDRO ROSSI: IL VOLO DEL GABBIANO (3.0)

Alessandro Rossi, il giovane e talentuoso chef, ritorna alle sue origini, in Toscana, approdando nella cucina di Gabbiano 3.0, una bellissima location sul mare a Marina di Grosseto con una suggestiva vista sul porto.
E’ proprio lui, il brillante under 30, che a soli 26 anni ha preso la sua prima stella Michelin presso il ristorante La Leggenda dei Frati a Firenze, e che ha illuminato per un breve periodo con il suo estro Villa Selvatico a Roncade, ora sogna di riavere il riconoscimento più prestigioso per ogni chef.

Alessandro Rossi

Gabbiano 3.0 è un grazioso ristorante sospeso tra terra e mare, che appartiene alla storica famiglia Tomi, proprietaria di varie realtà nel settore ristorazione ed accoglienza a Grosseto. Dunque, è qui che inizia il nuovo capitolo scelto dallo chef Alessandro Rossi, classe 1991, per proseguire con la sua brillante carriera. Dopo le esperienze a Firenze con Filippo Germasi, Dal Degan, e Stefano Ciavatti di Da Fino; in seguito alla Leggenda dei Frati, dove è arrivata la stella Michelin a novembre 2016. Dopo il progetto di Villa Selvatico, durato due anni, ora lo chef Rossi è di nuovo nella sua terra per una nuova entusiasmante avventura.
Perché in Toscana? Perché come posso svolgere qui il lavoro che amo non lo posso portare avanti allo stesso modo altrove: la conoscenza della terra, di materie prime e prodotti, delle persone che ti gravitano intorno”, dice Alessandro, e continua: “Qui a Marina c’è il progetto di persone pronte a creare qualcosa di grande e buono in un territorio così poco fornito di belle realtà. Ed è una bella sfida personale: perché sono proprio le sfide che mi danno quel più per fare sempre meglio.

Il Gabbiano 3.0

Riccardo e Marco Tomi, cugini e soci, autori dell’iniziativa imprenditoriale che parte dall’amore per il territorio e titolari di stabilimento balneare, pizzeria, lounge bar e ora anche di ristorante, dicono che l’avevano aperto con uno scopo preciso: “Vogliamo essere una tappa di eccellenza gastronomica per tutti coloro che partono da lontano per venire a mangiare da noi, curiosi e desiderosi di mangiare bene”. E sono sicuri nella loro nuova impresa perché mette insieme due realtà uniche: quella perfettamente riconoscibile della cucina di chef Rossi, e quella di Gabbiano 3.0, la sola realtà gourmet di Marina di Grosseto.

Il locale, tutto a vetri con vista a 360°, crea una magia pura tra echi orientali e modernità elegante, dove gli arredi provenienti da Bali abitano un’atmosfera calda fatta di legni e grandi vetrate spalancate sullo spettacolo del cielo che si tuffa nel mare del porto. Qui la cucina respira l’aria di mare, anche se non senza qualche ricordo di terra. Alessandro Rossi è un abile alchimista che riesce a combinare consistenze, temperature, sapori, profumi e colori in un piacere unico, pieno di armonia. Appassionato di vini, è sempre alla ricerca di piccole chicche che abbina sapientemente ad ogni suo piatto.

Gli appetizer

Una volta accomodati al tavolo, agli ospiti viene servito un aperitivo con qualche piccolo stuzzichino che prepara i sensi alle portate principali. Un’immancabile bollicina accompagna alla perfezione un croccante Taco con guacamole, un Pomodorino al bitter che è un’esplosione di sapori, un Bocconcino di nocciola e baccalà, e poi una fettina di Sgombro con la salsa fermentata di ceci, soia e olio di lino e un Panino fritto al vapore con la tartare di branzino. E non finisce li: una Spuma di patate con cioccolato bianco, tartufo e chips di patate viola è una vera carezza sorprendente per il palato.

Cappesante, mandorle, funghi e salicornia

 

Sciabola, bieta al saké, aglio nero e burro

Dopo questa prima ondata di sapori c’è una piccola “pausa pane”: focaccia ai 7 cereali, pane di segale, pane agli 8 semi, tutti fatti con 3 tipi differenti di pasta madre, compreso quello senza glutine. Come se non bastasse, la tentazione viene rafforzata con una Crema di lardo lavorato a salsiccia, da spalmare sul pane caldo.
E poi arrivano a raffica le portate, una più stupefacente di un’altra: Cappesante, mandorle, funghi e salicornia, un piatto fresco e sapido, Sciabola, bieta al saké, aglio nero e burro, un piccolo scrigno di eleganza e di gusto. E poi Lumache, erbe spontanee e foie gras, tutti ingredienti di terra che si sposano alla perfezione.

Tortelli di anguilla affumicata, telline, doppio consommé ristretto e levistico

 

Raviolini patate e scalogno, “cacciatora” e salvia

Sapori forti e decisi per i Tortelli di anguilla affumicata, telline, doppio consommé ristretto e levistico, influenze contadine per i Raviolini patate e scalogno, “cacciatora” e salvia. Cottura perfetta gioco di contrasti per per il Piccione, rosa, ciliegia e cipolla rossa.
Prima di tuffarsi nel dolce, arriva un predessert intrigante: una rinfrescante Pina Colada con l’ananas fatto con gli aromi, un sorbetto e una spuma di cocco.

Caffè, capperi, maggiorana

 

Crostatine e albicocche

Nel menu i dessert sono intitolati “Da lunedì dieta”, nome che ben promette. Per gli amanti di dolci poco dolci c’è Caffè, capperi, maggiorana, una frolla sottile e croccante, dai sapori intensi e salati. Invece una Crostata calda soffiata, albicocca, vaniglia e cedro è un classico (per il modo di dire) dessert ben bilanciato tra agro e dolce. Dulcis in fundo, una boule con piccola pasticceria e frutta congelata a spicchi, come se fossero i sorbettini monoboccone.

La piccola pasticceria

Sembra quasi superficiale, parlare di impiattamenti raffinati e delle stoviglie particolari: è come quando ogni pezzo di un puzzle è a posto suo.
Oltre il servizio à la carte, sono disponibili anche 3 menu degustazione: da 5, 7 e 9 portate, volendo, da abbinare con i vini. Ma il consiglio a chi vuole andare alla scoperta della cucina di Alessandro Rossi, è uno solo: lasciatevi guidare dallo chef e affidatevi ai suoi sensi che per una sera diventeranno vostri.

 

 

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