KETTMEIR INAUGURA CANTINA E PERCORSO DI ACCOGLIENZA
Dopo due anni di intensi lavori, si riaprono ai visitatori le porte della storica cantina altoatesina Kettmeir. Fondata nel 1919, oggi parte del Gruppo Herita Marzotto Wine Estates, negli anni è diventata un punto di riferimento per la produzione di Metodo Classico altoatesino. I lavori di ristrutturazione sono stati finalizzati soprattutto all’ampliamento della superfice disponibile per le lavorazioni e lo stoccaggio delle bottiglie in affinamento anche in considerazione dei piani di sviluppo aziendali che vedono, in prospettiva, un aumento della produzione dalle attuali 140.000 bottiglie alle 300.000.

Josef Romen, enologo della cantina, evidenzia le prospettive future dei vini Kettmeir: “I risultati qualitativi finora ottenuti con la produzione di spumante in Alto Adige ci confermano che la via intrapresa è quella giusta. Il nostro auspicio, supportato da questi nuovi spazi dedicati all’affinamento, è di affermarci come una geografia delle bollicine sempre più rilevante e identitaria, in grado di competere e distinguersi ai massimi livelli sia sul mercato nazionale che internazionale“. L’intervento stata anche l’occasione per predisporre un percorso di visita e di accoglienza dei clienti che potesse soddisfare le esigenze di tutti visitatori sia quelli esperti che i neofiti con poca conoscenza delle tecniche di produzione del metodo classico. Il percorso immersivo e multisensoriale riesce efficacemente a svelare la magia della produzione degli spumanti e gli ospiti potranno vivere un’esperienza a trecentosessanta gradi percorrendo un itinerario che tocca tutte le principali zone della cantina.

Ad accogliere i visitatori, sotto un bel portico che offre agli occhi del visitatore un’ampia vista della valle e di Caldaro, l’opera del giovane artista gardenese Damien Piazza dal titolo “La Strada del Vino”. L’artista, per le sue opere, attinge dall’ambiente che lo circonda e in particolare per questa (proprio come conferma il titolo) si è ispirato alla strada del vino che con le sue diramazioni assomiglia a un albero, albero i cui rami ricordano i momenti essenziali della vita della cantina Kettmeir. Proiezioni interattive faranno scoprire le fasi di lavorazione delle uve, dal conferimento fino alla fermentazione e alla sboccatura preceduta delle fasi di remuage. A conclusione del percorso, un lungo “Wall of Fame” che raccoglie le firme di tutti i collaboratori della cantina, siano essi dipendenti che conferitori. Un modo chiaro e visibile per portare la giusta attenzione sul ruolo fondamentale che le persone hanno avuto e hanno sempre nella vita della cantina.

Alessandro Marzotto, General Manager della tenuta sottolinea gli aspetti fondamentali del progetto: “La nostra visione scommette con forza sul Metodo Classico in Alto Adige. Questa è una terra di straordinaria vocazione e la spinta propulsiva che questo importante investimento darà allo sviluppo di Kettmeir sarà determinante, sia in termini di eccellenza produttiva che di attrattività enoturistica. Volevamo spazi che non solo garantissero la massima qualità tecnica, ma che sapessero raccontare la nostra anima e il nostro impegno per la sostenibilità“.

L’ampliamento della struttura infatti ha mantenuto, per quanto possibile, l’estetica della vecchia cantina che è parte integrante del paesaggio di Caldaro ed è rimasto fedele all’approccio aziendale in materia di tutela ambientale. La cantina, già certificata Carbon Neutral, ha ulteriormente ampliato l’impianto geotermico che sfrutta l’acqua del sottosuolo per raffreddare pavimenti e soffitti delle sale di affinamento garantendo l’assenza di sbalzi termici per le bottiglie in affinamento. Inoltre, un nuovo impianto fotovoltaico alimenta le pompe del sistema geotermico e rende l’intero processo a consumo energetico zero; oggi Kettmeir è una realtà energeticamente autosufficiente. A suggello e memoria di questo momento storico per l’azienda, è stata realizzata una bottiglia in edizione limitata “Edition”Baustelle” (termine tedesco che significa “cantiere edile”). Nata in maniera del tutto inaspettata, da un incidente di cantiere che ha macchiato di cemento le bottiglie di una catasta, questa edizione speciale e il suo speciale packaging in legno sono stati assunti come simbolo tangibile del costante dialogo tra la storia di Kettmeir e la sua spinta verso il futuro.