LA FARETRA: AUTENTICITÀ E VISIONE CONTEMPORANEA
“Tutte le cose belle nascono per caso” spiega Massimo Guercilena, amministratore delegato di La Faretra, azienda agricola di Gavorrano in Maremma. Dopo un percorso manageriale sviluppato tra Italia e contesti internazionali, una laurea in Economia e un master in reingegnerizzazione dei processi, nel 2007 cercava insieme a dei soci, un posto per ricoverare dei cavalli e creare una scuderia, e in Toscana ha scoperto questo posto molto bello da ristrutturare e rivalorizzare. Da Crema, in Lombardia si sposta quindi in Toscana, senza una vera progettualità, ma innamorandosi di un territorio estremamente bello e selvaggio. Un posto che ha molto da offrire, un luogo conservativo, quello dei Butteri, un territorio vergine, incontaminato e preservato da speculazioni. E così hanno deciso di produrre vino, olio e cereali antichi. L’azienda vitivinicola si estende per circa 75 ettari tra vigneti, oliveti, boschi, pascoli per cavalli e campi seminativi. All’interno della tenuta c’è anche un lago incorniciato dall’ombra di querce secolari, che accoglie una vivace comunità di oche, gabbiani e diverse specie migratorie. Tra queste spiccano i variopinti gruccioni, che ogni anno, da aprile ad agosto, scelgono questo luogo come area di nidificazione.

Nei vari vigneti vengono coltivati vitigni autoctoni e internazionali: Sangiovese, Pugnitello, Merlot, Cabernet Franc, Syrah e Carignano per i rossi; Vermentino e Viognier per i bianchi; Chardonnay e Pinot Nero destinati ai nostri spumanti metodo classico. Sono tre le referenze attuali realizzate in collaborazione con l’enologo Giacomo Tonini: La Faretra Nature Metodo Classico, ottenuto dalle uve di Pinot Nero della Vigna del Migratore. Lo spumante nasce da una lavorazione meticolosa che prevede la pressatura soffice dei grappoli interi e una fermentazione controllata in acciaio, così da preservarne freschezza, precisione aromatica e finezza. Dopo la seconda fermentazione in bottiglia, il vino rimane a contatto con i lieviti per 60 mesi, un lungo affinamento che gli conferisce profondità aromatica e una bollicina fine e armoniosa. Il risultato è un Metodo Classico di grande finezza, caratterizzato da sfumature di frutta bianca, delicate note di lievito e una piacevole impronta minerale. Versatile e impeccabile in ogni momento, dà il meglio di sé servito tra 8 e 10 °C. Perfetto come aperitivo, accompagna con naturalezza cruditès, piatti di mare e carni bianche.

Passo Indietro Bianco nasce invece da Vermentino e Viognier coltivati nella Vigna del Giunco, a 70 metri di altitudine, dove i suoli franco‑sabbiosi poggiati su antica pietra marina regalano freschezza e una marcata impronta minerale. La raccolta manuale e la pressatura immediata delle uve intere preservano aromi e struttura. L’assenza di fermentazione malolattica mantiene intatta la naturale vivacità del vino. Dopo un affinamento di sei mesi in acciaio e ulteriori due in bottiglia, il vino si apre con un profilo aromatico fine, giocato su frutta a polpa bianca e leggere sfumature floreali. Al palato risulta fresco e sapido, con un finale nitido e di lunga persistenza. Un vino che punta al futuro, facendo un passo indietro verso l’essenziale.

Il terzo vino è Passo Indietro Rosso, che nasce nella Vigna Primo Passo, un pendio dolce dove Cabernet Franc e Merlot raggiungono un equilibrio naturale tra finezza e vigore. La vendemmia, eseguita a mano in cassette tra fine settembre e ottobre, permette di selezionare solo i grappoli più sani. La vinificazione integrale in barrique e la lunga permanenza sulle bucce, tra i 20 e i 30 giorni, conferiscono al vino una tessitura profonda e articolata. La fermentazione malolattica si sviluppa spontaneamente in rovere francese, seguita da un affinamento di 12–15 mesi in barrique di secondo passaggio e da ulteriori 12 mesi di riposo in bottiglia. Ne nasce un rosso dal colore profondo, caratterizzato da aromi intensi di frutti maturi, spezie e accenti balsamici. Al palato mostra carattere e armonia, con tannini morbidi e una persistenza lunga e precisa. Un vino capace di proiettarsi lontano, senza mai perdere il legame con la sua storia.

Gli oliveti, gestiti con pratiche non intensive, accolgono le principali cultivar toscane — Moraiolo, Frantoio e Leccino — dalle quali ricavano Eliva, olio IGP Toscano dal profilo deciso e piacevolmente piccante. Un olio biologico che incarna la purezza e l’eredità agricola toscana e il carattere della sua terra, oltre che la passione di chi la coltiva. Il colore verde brillante anticipa un profilo aromatico fruttato, con richiami al carciofo e alla foglia di pomodoro, mentre al palato emerge una piacevole nota piccante. Il finale, persistente e ricco di sfumature di carciofo e asparago, lo rende perfetto sia per piatti delicati sia per esaltare preparazioni più strutturate. Parallelamente al vino e all’olio, c’è una produzione a sé stante di un gin molto particolare: un distillato che scardina le convenzioni del gin tradizionale, trasformandosi in una dichiarazione di indipendenza nel panorama dei craft spirits. Il suo carattere diretto e privo di orpelli unisce freschezza e aromaticità, offrendo un’esperienza gustativa essenziale ma sorprendente. Questa filosofia minimalista lo rende immediatamente riconoscibile: concentra l’attenzione sull’anima del gin, evitando qualsiasi eccesso aromatico. È un invito a riscoprire autenticità e semplicità, senza rinunciare a profondità e intensità. Sono due le tipologie: Fuckingin che esalta il ginepro in purezza, in tutta la sua autenticità e Gin Angel più morbido ed elegante, ottenuto dalla fusione di erbe aromatiche toscane e pregiate bacche di ginepro. Last but not least, La Faretra ha da poco rilevato la cantina Querce Bettina, realtà fondata nel 1992 e incastonata sul versante sud‑ovest di Montalcino. Questa acquisizione segna un passo strategico nel consolidamento della presenza del gruppo in uno dei distretti simbolo del vino italiano d’eccellenza. L’obiettivo è arricchire la gamma con nuove etichette di prestigio e posizionarsi con maggiore forza nel panorama enologico globale.