NOZZE D’ORO TASCA D’ALMERITA, DAL BRINDISI DEL 1985 AD OGGI
Ci sono vini che nascono da un’intuizione enologica. Altri, più rari, dove l’intuizione enologica è scaturita da un sentimento. È il caso di Nozze d’oro, pensato nel 1984 da Giuseppe Tasca d’Almerita per celebrare il cinquantesimo anniversario di matrimonio con la moglie Franca: un gesto intimo e romantico, carico di affetto e visione, che il 3 giugno 1985 fu presentato, per la prima volta, in un commosso brindisi seguito alla celebrazione religiosa. Sull’etichetta, ancora oggi, si legge una parte di quella dedica originaria: “…dedicato a mia moglie con amore immenso”, un frammento che, da solo, restituisce l’intensità del momento da cui tutto ha avuto inizio, e che oggi celebriamo.
Nozze d’oro è un vino duplice, come lo definiva lo stesso Giuseppe: due vigneti, due varietà, due momenti di raccolta, due personalità che si fondono. L’Inzolia dona al vino struttura e longevità, il Sauvignon Tasca – un biotipo autoctono di Tenuta Regaleali – apporta freschezza aromatica e sfumature erbacee. A rafforzare la forza di questo connubio, bastano le parole che Giuseppe Tasca affidò alle sue memorie: “L’uvaggio, studiato da me solo, mira a riprodurre il Regaleali della mia prima giovinezza e, magari, quello dei menu di mia bisnonna”.

Tasca d’Almerita, Conte Giuseppe e Contessa Franca
Le uve provengono da due parcelle storiche della Tenuta. La Vigna Barbabietole, impiantata nel 1966 per l’Inzolia, è collegata oltre i 500 metri di altitudine e si estende su suoli profondi di matrice franco-argillosa, poveri in fosforo ma ricchi di potassio e magnesio, garantendo uve strutturate e longeve grazie a un apparato radicale che può superare il metro di profondità. La Vigna Santa Tea, invece, posta su un rilievo tra i 650 e i 680 metri di altitudine, con suoli sabbiosi e calcarei, ricchi di scheletro e ben esposti al sole. Qui, nel 1998, è stata impiantata la selezione del Sauvignon Tasca: un biotipo sviluppato a partire da ceppi presenti a Regaleali fin dagli anni Venti, oggetto di un lungo lavoro di osservazione, selezione clonale e adattamento. Riconosciuto come variante del Sauvignon Blanc, il Sauvignon Tasca si distingue per la sua espressività aromatica e per l’eccezionale capacità evolutiva.
Oltre al lavoro sulle varietà, nel 2007 è stato avviato un progetto sulla selezione di lieviti autoctoni: un percorso volto a identificare ceppi naturali capaci di restituire al vino il carattere più autentico del territorio. Da circa cinquanta lieviti spontanei isolati in fermentazioni, sono stati selezionati tre ceppi unici, riconosciuti anche a livello genetico per la loro originalità. Questi lieviti rappresentano oggi una componente essenziale dell’identità enologica di Nozze d’Oro, e sono custoditi in laboratorio come patrimonio vivo del progetto Regaleali, confermando la loro unicità.
Entrambe le vigne, Barbabietole e Santa Tea, sono allevate a spalliera con potatura a Guyot e sono gestite secondo pratiche agronomiche mirate a preservare l’equilibrio vegeto-produttivo e il potenziale espressivo di ciascuna varietà. Ogni intervento in vigna è calibrato sul ritmo della natura, con un’attenzione costante alla vitalità dei suoli e alla salute delle piante. Camminare tra i filari per riconoscere i segni del tempo, cogliere le variazioni più lievi, e intuire ciò che serve e, spesso, ciò che è meglio non fare. Il lavoro in campo nasce da questo equilibrio costante tra uomo e ambiente, come spesso diceva il conte Giuseppe, e da un’attenzione silenziosa che si rinnova ogni giorno e che ha il passo della cura. Così, vendemmia dopo vendemmia, la terra ha restituito un vino che racconta non solo un luogo, ma anche la qualità del gesto agricolo che lo precede.

Tasca d’Almerita, Tenuta Regaleali (Photo credits Benedetto Tarantino)
A quarant’anni da quel primo brindisi, Nozze d’oro continua a esprimere fedeltà a ciò che è stato, e tensione verso ciò che può ancora essere: è un vino che evolve, che matura, che non smette di sorprendere. L’annata 2023 rinnova questa promessa: dopo un inverno asciutto e una primavera piovosa, l’estate regolare ha favorito una maturazione equilibrata delle uve. Il Sauvignon è stato raccolto a fine agosto, l’Inzolia a metà settembre. La vinificazione, rigorosamente separata per ciascuna varietà, ha seguito le pratiche affinate negli anni: macerazione a freddo per il Sauvignon, vinificazione in acciaio per entrambi, affinamento sulle fecce fini per cinque mesi, nessuna fermentazione malolattica. L’assemblaggio finale avviene solo in primavera, prima dell’imbottigliamento, e l’affinamento in bottiglia dura almeno dodici mesi.
Come afferma Alberto Tasca, oggi alla guida dell’azienda: “questo vino nasce da un sentimento e da una visione. Racchiude la storia della nostra famiglia e del nostro approccio al vino: radicato, ma sempre in cammino. Nel 2025 celebriamo anche la cinquantesima annata del Rosso del Conte: due vini, due momenti diversi, un’unica visione. Quella di mio nonno Giuseppe, che ha saputo immaginare il futuro della vitivinicoltura siciliana a partire da una visione lungimirante, che coniugasse radici familiari e innovazione territoriale. Per noi, produrre Nozze d’oro significa ogni anno rinnovare un gesto di dedizione, non solo verso le persone, ma anche verso la terra che ci ospita”.
Nel calice, la struttura dell’Inzolia viene accompagnata dai toni floreali e finemente erbacei del Sauvignon Tasca. Tuttavia, la sua capacità di lungo invecchiamento lo rende un vino complesso e affascinante. Le note evolutive si amalgamano con i profumi terziari, mentre l’acidità rimane sempre presente. In bocca, una schiena acida accompagna il sorso che a poco a poco si concentra, quasi cremoso, donando note di miele di rosmarino, e un finale lungo e sapido.
Nozze d’oro è stato il primo vino bianco siciliano da invecchiamento ad essere prodotto esclusivamente in acciaio, frutto di una sensibilità audace e contemporanea, che ha precorso molte delle pratiche oggi diffuse: dalla zonazione alla selezione clonale, dall’uso di lieviti indigeni alla valorizzazione della finezza evolutiva dei bianchi isolani. Ma prima ancora che un modello enologico, Nozze d’oro resta il segno tangibile di un amore che si rinnova nel tempo.
Tasca d’Almerita: storia, visione e sostenibilità

Tasca d’Almerita, Tenuta Regaleali (Photo credits Benedetto Tarantino)
Fondata nel 1830 nel cuore della Sicilia, Tasca d’Almerita è una delle più antiche cantine italiane a conduzione familiare. Da otto generazioni, la famiglia Tasca coltiva la propria visione di qualità, identità territoriale e sostenibilità ed è riconosciuta a livello internazionale per il ruolo pionieristico nell’enologia siciliana moderna. A partire dal 2001, l’azienda ha avviato un progetto di valorizzazione delle varietà autoctone in territori d’elezione: oltre a Regaleali, tenuta madre, oggi il mosaico Tasca comprende le tenute Capofaro (Salina), Tascante (Etna), Whitaker (Mozia) e Sallier de La Tour (Monreale). A condurre la cantina è, oggi, Alberto Tasca, che ha portato avanti l’eredità familiare con un’attenzione particolare alla sostenibilità, ambito nel quale Tasca d’Almerita è antesignana. Alberto Tasca è presidente di Fondazione SOStain Sicilia, una realtà che aggrega i principali produttori vitivinicoli siciliani, con l’obiettivo di promuovere uno sviluppo sostenibile del mondo del vino regionale. “Cantina Europea dell’Anno” per Wine Enthusiast (2019), Tasca d’Almerita ha ottenuto per il suo focus sulla sostenibilità il prestigioso riconoscimento “Green Emblem” di Robert Parker nel 2021, mentre da marzo 2023 ha conseguito l’autorevole certificazione internazionale B Corp, entrando così in un ristretto gruppo di aziende che perseguono i più rigidi standard di sostenibilità sociale e ambientale.
Nel cuore della Sicilia, tra le colline della campagna nissena, si estende Tenuta Regaleali: il luogo dove la famiglia Tasca d’Almerita coltiva la propria visione della viticoltura sin dal 1830. Con i suoi 550 ettari, di cui circa 380 vitati, è il centro pulsante dell’identità agricola della famiglia: un laboratorio a cielo aperto per lo studio dei vitigni autoctoni e internazionali. Qui, varietà come Nero d’Avola, Perricone, Inzolia e Catarratto convivono con Chardonnay, Cabernet Sauvignon e Pinot Nero, in un dialogo continuo tra tradizione e ricerca. Regaleali è un mosaico di suoli, altitudini, esposizioni e microclimi, che consentono di vinificare separatamente le uve e valorizzarne l’identità. È qui che nascono alcuni dei vini simbolo della moderna viticultura siciliana. Tra questi: Nozze d’oro, blend di Inzolia e Sauvignon Tasca, nasce nel 1985 come omaggio alle nozze d’oro di Giuseppe e Franca Tasca, e rappresenta una delle prime espressioni siciliane di bianco da uve internazionali. Rosso del Conte, creato nel 1970 da Nero d’Avola e Perricone, è il primo vino da invecchiamento della Sicilia moderna, frutto di una visione pionieristica che ha segnato un cambio di paradigma per la viticoltura dell’isola. La Riserva del Conte, da un’attenta selezione di vecchie vigne, celebra la storia della tenuta con un taglio tradizionale e una produzione limitata. I Vigna San Francesco, Cabernet Sauvignon e Chardonnay, provengono da parcelle selezionate situate in alta collina e sono vinificati in purezza per esprimere al meglio il potenziale dei singoli vitigni in un contesto pedoclimatico unico. Ogni etichetta è il risultato di un profondo legame con il territorio, studio agronomico e vinificazioni separate che valorizzano la complessità dei suoli e dei microclimi di Regaleali.
Marchio Storico di interesse nazionale e sostenibilità

Tasca d’Almerita, Tenuta Regaleali (Photo credits Benedetto Tarantino)
Un Marchio Storico si distingue per la sua lunga e significativa tradizione ed è sinonimo di eccellenza e autenticità. Tasca d’Almerita ha ottenuto questo riconoscimento ed è stata ufficialmente iscritta nel Registro Speciale dei Marchi Storici di Interesse Nazionale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Questo prestigioso traguardo celebra l’impegno costante della famiglia Tasca nella valorizzazione della tradizione vitivinicola italiana, testimoniando la dedizione, la passione e la qualità che da generazioni la guidano. I Marchi Storici rappresentano un importante patrimonio economico, capace di attrarre consumatori grazie alla loro reputazione e valore distintivo. Allo stesso tempo, sono portatori di tradizioni culturali e artigianali, preservando e trasmettendo l’identità e il know-how italiano nel tempo. Tra gli 849 marchi iscritti, ben 334 appartengono al comparto enogastronomico, a dimostrazione di quanto questo settore sia centrale nell’economia, nella cultura e nella tradizione del Paese.
Tasca d’Almerita ha creato e anima dal 2009 SOStain un programma di sostenibilità per la viticoltura siciliana. Si tratta di un protocollo volontario che promuove pratiche agricole rispettose dell’ambiente, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ecologico della produzione vinicola. SOStain è stato sviluppato in collaborazione con enti di ricerca ed è certificato da organismi indipendenti. Il progetto non riguarda solo Tasca d’Almerita, ma coinvolge anche altre aziende siciliane che condividono la stessa visione di viticoltura sostenibile. Nel 2021 Tasca d’Almerita è diventata una delle sole 24 cantine del mondo ad essere insignita da Robert Parker Wine Advocate con il prestigioso marchio di sostenibilità̀ “Green Emblem”. Da marzo 2023 – già̀ società̀ Benefit – ha ottenuto l’autorevole certificazione internazionale B Corp, entrando così in un ristretto gruppo di aziende che perseguono i più rigidi standard di sostenibilità̀ sociale e ambientale.
tascadalmerita.it