RELAIS SAN VIGILIO, MURA ANTICHE E GUSTO CONTEMPORANEO

Ci sono luoghi che non si visitano soltanto: si vivono, si respirano, si ascoltano. Il Relais San Vigilio, incastonato sul colle più alto di Bergamo, è uno di questi. Un boutique hotel che sembra sospeso tra storia e bellezza, dove ogni pietra racconta secoli di vita e ogni dettaglio contemporaneo aggiunge un capitolo nuovo a una narrazione senza fine. Il Relais San Vigilio nasce dalle antiche dimore militari dell’omonimo Castello, presidio strategico risalente al VI secolo.

Oggi, quelle mura si sono trasformate in un relais di charme, dove ogni dettaglio architettonico è stato preservato e reinterpretato con gusto. Nove camere soltanto, distribuite in due edifici comunicanti, che custodiscono un’identità distinta, impreziosita da arredi di design e scorci che si aprono sull’elegante giardino e sulla Città Alta di Bergamo. Camminando tra i corridoi, si percepisce la stratificazione della storia: le pietre antiche, le travi a vista, i silenzi che diventano compagni di viaggio.

La proprietà porta la firma della famiglia Zani, oggi rappresentata dai tre fratelli Luigi, Gianpietro e Paolo. Custodi di una tradizione d’accoglienza radicata a San Vigilio, nel 2018 hanno aperto le porte del Relais, frutto di un lungo restauro meticoloso. Un luogo che racconta la loro visione: un’esperienza senza compromessi, dove comfort, eleganza e autenticità si fondono in un racconto di moderna ospitalità.

Se l’hotel è un rifugio, il ristorante è la sua voce. La Cucina del Relais San Vigilio non è soltanto un luogo dove mangiare, ma un palcoscenico dove il territorio bergamasco si racconta attraverso piatti contemporanei e raffinati. E in cui si respira un’atmosfera elegante e raccolta: luci soffuse e dettagli di design contemporaneo, pochi tavoli e ben distribuiti, garantiscono discrezione e comfort a ogni ospite. Accanto alla cucina a vista si trova una sala riservata, impreziosita da uno chef table esclusivo che accoglie fino a otto persone per esperienze gastronomiche personalizzate.

Durante la bella stagione, la cena si sposta all’aperto, nello scenografico giardino che si apre ai piedi del Castello, con lo sguardo rivolto verso Bergamo e i suoi tetti. Qui i tavoli trovano riparo sotto grandi tigli e un pergolato adornato da rose delicate, creando un contesto naturale di rara suggestione. A completare l’esperienza, un servizio di sala estremamente attento e contraddistinto da una cortesia autentica.

Davide Suardi

La cucina è affidata all’executive chef Davide Suardi. Classe ‘94, bergamasco di nascita, appassionato di cucina fin da bambino, frequenta l’Istituto Alberghiero di Nembro e inizia a lavorare giovanissimo in ristoranti di provincia; nel 2014 approda al Winter Garden Hotel con Luca Forlani, dove impara organizzazione e lavoro di squadra, poi si sposta al Phi Beach in Sardegna con Giancarlo Morelli confrontandosi con cucine gourmet e standard internazionali; tornato in Lombardia lavora all’Hostaria del Relais San Lorenzo con Antonio Cuomo, approfondendo basi e cucina vegetale, fino ad arrivare nel 2019 al Relais San Vigilio, ai fornelli del ristorante La Cucina.

Non siamo noi a scegliere le materie prime. Sono loro a chiamarci” è l’incipit del ristorante La Cucina. Davide Suardi costruisce i suoi piatti partendo da un legame profondo e diretto con il territorio bergamasco: conosce personalmente agricoltori, allevatori e produttori, condivide con loro tempo e lavoro nei campi e si rifornisce quasi esclusivamente da orti biologici locali. La sua cucina nasce da relazioni autentiche e quotidiane, trasformando un ecosistema virtuoso di persone e materie prime – dalla carne di Fabio Magri al pesce di Andrea Soardi, dalla Piscicoltura Malenca alle farine Riboli – in una proposta gastronomica che porta in tavola la verità del territorio. Davide imposta i suoi menù seguendo la disponibilità settimanale degli ingredienti, privilegiando ciò che la natura offre in quel momento e valorizzando i prodotti locali, in un approccio semplice e autentico che trasforma la stagionalità in regola creativa. Oltre all’offerta à la carte, che consta di sei antipasti, cinque primi, cinque secondi e quattro dessert, La Cucina propone anche un percorso di degustazione “alla cieca” di cinque portate.

Il Plin ripieno di coniglio dagli occhi neri alla bergamasca, agrì di Valtorta e salsa al Macvin du Jura è il piatto signature di chef Suardi, che reinterpreta la tradizione bergamasca del coniglio arrosto con polenta. Ogni parte dell’animale viene valorizzata in chiave no-waste, racchiusa in una pasta all’uovo di filiera locale e servita con crema di Agrì di Valtorta, Presidio Slow Food, tartare di controfiletto e salsa al Macvin de Jura, in un equilibrio di sapori che celebra territorio, festa e memoria familiare.

Gianluca Zani

La carta dei vini è curata da Gianluca Zani, quarta generazione della famiglia, e si compone di circa 350 etichette e oltre 2.500 bottiglie, caratterizzata da una significativa presenza nazionale e bergamasca, con circa un terzo di partecipazioni internazionali tra cui più di sessanta Champagne francesi e numerose referenze naturali e biodinamiche. Il nome del ristorante, Cucina, non è stato scelto a caso. Cucina è una parola che vibra di ambivalenza: è gesto e insieme spazio, è movimento e dimora. Non si limita a definire un’azione o un luogo, ma custodisce il cuore pulsante della cultura italiana. In essa, la necessità biologica si trasforma in rito, la quotidianità diventa estetica, e il nutrimento si eleva a linguaggio universale. La cucina non è solo ciò che si fa o dove si sta: è il teatro intimo in cui l’essenziale si sublima in bellezza.

 

 

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