JOAQUIN, L’AVANGUARDIA DEI BIANCHI CAMPANI
Raffaele Pagano, patron di Joaquin, fa del rigore e della spasmodica ricerca della qualità la sua cifra stilistica. Ogni anno produce circa 33.000 bottiglie e la sua prima vendemmia è del 2006; un Aglianico vinificato in bianco il suo primo vino mentre la cantina è stata costruita nel 1999. I vini di Raffaele sono identitari, segnano un percorso e vengono prodotti solo se convincono fin dalla vasca, altrimenti niente, non se ne fa nulla. Sono vini luminosi, approcciabili e profondi con una grande durabilità nel tempo. Gli abbiamo chiesto quali sarebbero le tre parole che userebbe per definire la sua azienda. “Casa, Spazio e Tempo” ci risponde convinto. “I due concetti di Spazio e Tempo per noi sono fondamentali perché, per il tipo di lavoro che facciamo, abbiamo bisogno di uno Spazio adatto per mantenere la disponibilità di tante annate. E il Tempo in relazione dello Spazio, perché più abbiamo Spazio più possiamo aspettare Tempo per concludere il lavoro. Infine, Casa perché io non ho figli, per me l’azienda è casa, è identità”.

Raffaele si definisce un cacciatore di vigneti; è sempre alla ricerca di quelli migliori, nelle posizioni più alte. Così ha fatto anche sull’isola di Capri con l’acquisizione, ormai 17 anni fa, di un piccolo vigneto di soli 854 metri quadrati ad Anacapri dove l’agricoltura contrasta con il lusso di Capri. Le sue scelte lo mettono al riparo dagli effetti del cambiamento climatico: “noi siamo relativamente protetti; l’Irpinia è detta terra di mezzo perché tra si trova tra il Tirreno e l’Adriatico. Nella parte alta è chiusa da Napoli e dal massiccio montuoso del Terminio; a sud la Puglia non ha grandi rilievi, è aperta e così noi abbiamo lo stesso clima che c’è nei Balcani anche in termini di piovosità. L’Irpinia è anche definita l’Irlanda d’Italia perché verde e piovosa e con temperature non caldissime. Quindi, almeno a oggi, il cambiamento climatico non è un problema”.

Joaquin produce sia vini di Denominazione che di Territorio ovvero quelli in cui l’uomo legge il territorio senza vincoli, con senso di libertà. L’uomo è fondamentale in questi casi perché interpreta la natura e il terroir. Il Fiano, con cui Raffaele realizza numerosi vini, è solo un pretesto per leggere annata e territorio. Nella realizzazione dei suoi vini utilizza di botti di castagno e di acacia e la lavorazione avviene con l’ossigeno che considera un alleato.
DEGUSTAZIONE
DALL’ISOLA 2025
Campania Igt

Greco, Falanghina, Biancolella e Ciunchesa da un vigneto in Anacapri (Isola di Capri). Leggera macerazione, fermentazione spontanea. 1.470 bottiglie prodotte. Gialla paglierino con riflessi verdolini, delicato e salmastro al naso di pietra focaia ed erbe mediterranee. Austero nella sua luminosità, al palato risulta sapido, con la freschezza che guida l’ingresso per concentrarsi a centro bocca e terminare lungo. Ancora giovane.
VINO DELLA STELLA 2023
Fiano di Avellino Docg Riserva

Fiano 100% da uve provenienti da Montefalcione (AV) Breve macerazione e fermentazione malolattica parziale. Produzione circa 4.000 bottiglie. Giallo paglierino intenso. Sentori erbacei e gessosi uniti a quelli dell’agrume e del lime. Nota finale vagamente affumicata, tipica dei suoli. Pieno e dalla grande struttura al palato con ritorni di agrume. Morbido e dall’acidità matura si allarga svelando note di frutto a perfetta maturazione. Ritornano gli accenni affumicati.
VIGNA CAMPO APERTO 2022
Fiano di Avellino Docg Riserva

Fiano 100% da uve provenienti da un vigneto di meno di un ettaro in Montefalcione (AV). Breve macerazione e fermentazione malolattica parziale. Produzione circa 1.000 bottiglie. Riflessi dorati nel giallo paglierino del calice. Al naso frutta tropicale, melone, passion fruit, sentori dolci e di una lieve affumicatura. Morbido ma dalla giusta spinta al palato con buona freschezza. Masticabile ma al tempo stesso vivace, nel finale ritornano le note tropicali.
PIANTE A LAPIO 2019
Campania Igt

Fiano 100% dal vigneto di 35 anni in località Boschi a Lapio (AV) a un’altitudine di 550 metri. Fermentazione in acciaio con lieviti indigeni e selezionati, maturazione in tonneau di legno di castagno e acacia. Colore paglierino intenso con riflessi dorati, luminoso al naso con sentori di frutta gialla, note balsamiche, speziate e tostate. Grande freschezza e vivacità per questo vino ricco e complesso con un finale preciso e persistente che chiude con una nota lievemente amaricante.
PIANTE A LAPIO N.V.
Campania Igt

Fiano 100% da un vigneto con piante centenarie, prefillosseriche, a Lapio (AV) a un’altitudine di 550 metri. 60% dell’annata 2020 e 40% dell’annata 2014. Maturazione per 60 giorni in botti di castagno. Colore giallo paglierino carico; elegante al naso, ricco e complesso con sentori di mandorla e nocciola insieme note dolci di frutta e di spezie. Sapidità e acidità al palato che si allargano nel sorso morbido. Un vino di volume che chiude la lunga persistenza con note di frutta matura.
110 OYSTER 2024
Campania Igt Bianco

100% Greco coltivato a Montefusco a 550 metri di altitudine. Breve macerazione fermentazione parte in legno (55%) e parte in acciaio (45%). Fermentazione malolattica svolta. Produzione 2.800 bottiglie. Giallo paglierino carico, fiori e frutta matura di grande impatto. Acidità vibrante, un vino solido, quasi granitico, compatto e strutturato. Persistente e dall’ottimo allungo.
joaquinwines.com
Cover: Raffaele Pagano