LE BOLLICINE FIRMATE GIANNITESSARI

Sapere tutto, ma al contempo non sapere niente. Questa è l’ossimorica sfida di chi ha vissuto la vita del vignaiolo fin dalla gioventù e, a un certo punto, decide di staccarsi dall’azienda di famiglia per dare espressione alla propria individualità.

Così è stato per Gianni Tessari. Nato e cresciuto tra i filari del Soave respirando il profumo della terra e osservando le vigne cambiare insieme a lui, Gianni lascia l’azienda di famiglia per dedicarsi ad un progetto tutto suo ed incamminarsi su una strada da scoprire nella quotidiana cadenza dell’imprevedibilità. È un progetto poliedrico, che spazia dalla bacca bianca del Soave a quella rossa dei Colli Berici, fino a raggiungere i lungimiranti lidi dei vitigni Piwi. E poi c’è la Durella. Un’uva acida, dalla buccia spessa e tannica, dal carattere forte e rude, ma capace di una grandissima finezza. La Durella abita queste terre dal lontano 1292, o forse anche prima, e negli anni è divenuta protagonista della bolla autoctona del Veronese: il Lessini Durello DOC. Quel profilo acido, verticale, dagli inconfondibili tratti decisi, parla di una straordinaria attitudine alla spumantizzazione. L’anima di quest’uva è stata notata, guardata e, pian piano, compresa nella storia veneta. Gianni è oggi una firma nell’eccellenza del Durello e, soprattutto, è il testimone autentico di un potenziale da evolvere. Crede fortemente nel suo amato territorio veronese e nella vocazione espressiva dell’uva Durella, calata in quell’alchimistica complessità del tempo che ne lima lentamente le bollicine fini.

 

È un uomo schietto Gianni, come sua moglie Anna Maria. Loro sono i due volti complementari della cantina giannitessari, che, proprio grazie a questa fisionomia umana, assume una connotazione vera, dove la concretezza della terra si antepone all’immagine di un brand. È un approccio tanto pragmatico quanto emotivo, intuibile da una chiacchierata con i protagonisti così come da un assaggio dei loro vini.

Si potrebbe spaziare nel racconto di un Soave intenso, ma anche di un Tai Rosso incredibilmente piacevole ed intrigante che, ricordiamolo, rappresenta uno dei possibili abbinamenti con la polenta e baccalà, e di un Solaris vinificato in purezza, a rappresentanza dei sempre più conosciuti vini Piwi (varietà di uve geneticamente resistenti alle patologie fungine che hanno vessato la vite fin dall’attacco fillosserico del 1.800).

Ma, come già accennato, è la Durella ad attirare l’attenzione di un gusto che ricerca la finezza verticale, dritta ed elegante, propria di un’uva ancora di nicchia, forse sconosciuta alla massa. La ristretta area di coltivazione ne limita, chiaramente, la produzione in termini numerici, rendendo il Lessini Durello, una chicca del tutto accessibile per curiosi, appassionati e innamorati della camaleontica morfologia del nostro Paese viticolo. La cantina giannitessari ha deciso di presentare il Durello Metodo Classico in una sequenza di tre affinamenti sui lieviti dalla differente durata: il 36, il 60 ed il 120 mesi. Ognuno di essi fotografa l’uva Durella secondo un diversa fase della sua evoluzione, mettendone in mostra ora le note varietali, ora l’eleganza esplicitata nella maturità.

L’uva Durella affonda le radici nella terra vulcanica e si erge verso un futuro fatto di consapevolezza, quella di chi saprà guardare alla preziosa area dei Monti Lessini e ne percepirà il valore, reale e potenziale. Perché nel caos di una burocrazia che spesso pare remare contro ogni forma d’identità, c’è ancora qualcuno (e qualcosa) che, a bassa voce, sa vivere.

E lo fa dal lontano 1292.

 

GIANNITESSARI LESSINI DURELLO DOC 36 MESI

100% Durella

Naso che afferma la piena identità olfattiva del Durello, inconfondibile com’è. Sono le note di limone, agrume, fiore di sambuco e la peculiare traccia balsamica che ricorda la canfora, a renderlo riconoscibile anche alla cieca. Approccia il palato con un ingresso piuttosto morbido, dove la bollicina fine e ben presente sa guadagnarsi un ruolo di protagonista. Sfuma in un finale leggermente amaricante nella nettezza della sapidità.

 

GIANNITESSARI LESSINI DURELLO DOC 60 MESI

100% Durella

Annata 2010: la complessità dei 60 mesi trascorsi sui lieviti richiede un attimo di tempo per aprirsi. Dapprima emerge un bouquet di frutta gialla e fiore di sambuco, che successivamente cede il passo a inaspettate note erbacee e a note di felce, virando poi su tracce balsamiche di borotalco. In bocca è dritto, fine, molto fresco e, in particolar modo, sapido. Qui, l’impronta minerale è nettissima, complice della spalla acida nel protendere il sorso in avanti, verso la finezza austera dell’eleganza.

 

GIANNITESSARI LESSINI DURELLO 120 MESI

100% Durella

 

 

 

2008

La finezza dell’agrume introduce un bouquet che, poco dopo, mostra anche un lato più avvolgente e morbido di sé, ricordando il miele d’acacia e la pasticceria secca. Immancabile, la nota balsamica di canfora, che regala un tratto intrigante alla personalità del Durello. Sorprende, in bocca, per un’inaspettata nota fruttata di pera a dominare il gusto. Si percepisce la cremosità data dal lievito e si conferma l’intreccio fresco-sapido, ancora molto vivo.

 

2006

L’annata, per questo Lessini Durello 120 mesi, è la 2006. Tanti anni, tanta storia. Vino non scontato, forse un po’ criptico ma, non per questo, meno interessante. Rimane ancora un po’ incompreso, con la ripromessa di assaggiarlo di nuovo. Il naso è fine, senza alcun dubbio. Presenta delle tracce di frutta secca, su un timbro floreale. Il lievito si sente, specialmente al gusto. Qui, la sapidità e la freschezza riescono a essere tutt’ora protagoniste, inserite in un buon equilibrio con la struttura e la cremosità del lievito.

 

giannitessari.wine