DALLA SALSA ALLA CENERE: FIRENZE SCOPRE IL LATO HOT DELLA CUCINA LATINA
È stato un improbabile festival del ceviche a Calenzano, a ispirare Marco Gemelli quando ha creato Tavola Latina, manifestazione giunta alla sua quarta edizione a Firenze, che richiama talenti sudamericani all’opera in Italia, all’estero, in patria. Quest’anno si è interrogata sul cibo del futuro: cosa mangeremo, se la tropicalizzazione indotta dal cambiamento climatico continuerà a fare il suo corso? Nella previsione che i registri gustativi potrebbero spostarsi verso freschezze di quelle latitudini, mentre diverse coltivazioni esotiche si stanno già ambientando nel nostro Meridione.

Diversi i momenti da annotare, fra una degustazione di cioccolato Noalya e un ballo di salsa. Per esempio, il confronto fra la cucina coreana di Laura Kim da Hallasan, con il suo barbecue tradizionale al tavolo di carni sceltissime, e quella di Marina Lis Ra del madrileno Na Num, più incline alla fusion. Oppure la cena a sei mani presso Cuculia, dove si sono intrecciati lo chef venezuelano Olivier Betancur, il messicano Isaì Nolasco e il toscano Riccardo Ricci.

Piatto di Andrea Candito
A strappare l’applauso, poi, Francesco Nunziata, stellato al castello di Fighine, con la sua ricciola all’avocado cotto sotto la cenere e gelatina di pala di fico, preceduta e seguita ottimamente dai piatti della Taskita di Alassio e di Andrea Candito, resident del Golden View.

Marco Gemelli
Soddisfatto Gemelli: “la quarta edizione di Tavola Latina ha mostrato ancora una volta come i punti di contatto tra Italia e Sud America in cucina possano essere molteplici. Ciò è vero sia quando si tratta di introdurre nei menù nostrani materie prime e preparazioni di origine latina, anche a costo di cimentarsi con qualche ‘choc’ culturale durante le degustazioni, sia quando il discorso si allarga alla mixology, gelateria o pasticceria. Ma questo confronto cultural-gastronomico dà anche la possibilità agli chef di cimentarsi con soluzioni creative brillanti, come nel caso dell’avocado cotto sotto la cenere, evoluzione di quanto una volta si faceva con le patate”.