IL FATTORE COMUNE DEI PICCOLI PRODUTTORI

L’8 e il 9 novembre, il Consorzio della Focaccia di Recco col formaggio IGP, ha organizzato “Fattore Comune 2019”, manifestazione che ha il nobile obiettivo di creare una reale sinergia tra le piccole denominazioni DOP e IGP in vista della promozione e tutela, in Italia e nel mondo, delle eccellenze italiane agroalimentari protette dall’Unione Europea.

Lucio Bernini, responsabile del Consorzio della Focaccia di Recco col formaggio IGP, sottolinea infatti: “Ciò che vogliamo fare è creare un contatto e conoscersi tra piccoli consorzi di eccellenze che hanno la solita problematica ovvero promuoversi in maniera adeguata. Rimanere da soli ed essere piccoli è estremamente difficile. Fattore comune è il luogo dove queste eccellenze si incontrano, si conoscono, dialogano e gettano così delle basi per fare delle azioni comuni in futuro”. I consorzi protagonisti di questa terza edizione sono cinque: il Consorzio del Salame d’Oca di Mortara IGP, il Consorzio del Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP, il Consorzio dei Salumi DOP Piacentini, il Consorzio del Castelmagno DOP e il Consorzio del Gavi DOCG. Ciò che accomuna questi consorzi con quello della focaccia di Recco col formaggio IGP, oltre all’essere artefici di piccole produzioni, è il fatto che i loro prodotti siano sinonimi di un territorio avendo nella propria identificazione il nome di un comune. In questo modo i consorzi mantengono il presidio sul territorio, proteggendo la loro identità gastronomica, non facendo diventare i loro prodotti industriali ma mantenendoli orgogliosamente artigianali e preservandone la loro storica altissima qualità.

Non si tratta quindi di tutele dei prodotti che mirino alla globalizzazione ma che abbiano lo scopo di valorizzare il prodotto stesso e la sua zona di produzione. Questo legame intrinseco tra territorio e prodotto è ancora più indissolubile nella Focaccia di Recco col Formaggio IGP in quanto essendo un prodotto “cotto e mangiato” chi vuole degustarlo deve necessariamente recarsi nei comuni previsti dal disciplinare ovvero Recco, Camogli, Sori e Avegno come illustra Lucio Bernini: “Con l’IGP siamo riusciti a mettere i confini a un prodotto che deve essere gustato nella sua zona di origine. In questo modo nessuno può più rubarci la nostra identità gastronomica perché Il nostro nome è focaccia col formaggio, il nostro cognome di Recco, per tanto se non fanno parte della famiglia non possono chiamarsi come noi”. La prima parte dell’evento “Fattore Comune” si è svolta l’8 novembre al Teatro Comunale di Sori con la conduzione di Federico Quaranta, per il secondo anno consecutivo.

Castelmagno

Le denominazioni a marchio sono molto restrittive nei confronti di chi fa il prodotto, questo per garantire anche il nome, la tradizione e la qualità, ma soprattutto per tutelare il consumatore che si trova davanti ad un marchio che sa che è protetto da regole ferree. Tradire queste regole equivale ad avere delle scorciatoie anche dal punto di vista economico ma poi c’è’ qualcuno che controlla” con queste parole Federico Quaranta introduce il Tenente Colonello Mario Fiordaliso, Comandante nord ovest del Nucleo Carabinieri per la tutela agroalimentare, che ha messo in luce la problematica delle contraffazioni ai danni dei prodotti a marchio IGP e DOP. Per quanto riguarda la Focaccia di Recco col Formaggio IGP, per esempio, numerose sono state le sanzioni afflitte ai ristoranti, pizzerie e forni di Lombardia, Piemonte e soprattutto Liguria, che la producevano senza averne titolo.

La Focaccia di Recco IGP

I presidenti, direttori e produttori dei consorzi ospitati hanno poi presentato i loro prodotti dimostrando da una parte come siano tutti legati da una passione straordinaria e da una tradizione preziosa che garantiscono l’alta qualità e autenticità dei loro prodotti, dall’altra che tutti i produttori si sentono rappresentativi della loro terra, confermando la tesi centrale dell’incontro cioè che le IGP e DOP nascono per tutelare certe qualità di prodotti in determinati territori. Infine è stato affrontato il tema della sostenibilità agroalimentare, in modo particolare da Silvio Barbero, vice presidente di Slow Food Italia e Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, che ha chiarito come la seconda rivoluzione di Slow Food sia quella di declinare il cibo buono, pulito e giusto, cardini della prima utopia di Carlo Petrini, dentro uno scenario di sostenibilità, cioè di durevolezza: “Il problema non è che un prodotto sia buono ma che poi dopo garantisca nel suo essere buono un futuro. Se un produttore pensa solo a fare un prodotto per venderlo e non si pone il problema di come il suo lavoro incida sull’ambiente e sulle persone non ha senso di parlare di DOP e IGP. In questa prospettiva i produttori hanno un ruolo fondamentale non sono più esclusivamente produttori ma diventano progettisti del futuro con grande responsabilità e soddisfazione”.

La giornata si è conclusa con gustosi banchi d’assaggio, non solo dei prodotti dei consorzi presenti all’incontro, ma anche dell’Enoteca Regionale Ligure, del Basilico Genovese DOP e dell’Olio extravergine d’oliva Riviera Ligure DOP, dal ristorante la “Manuelina” a Recco. La seconda parte dell’incontro tra DOP e IGP, Il 9 novembre, è stata invece dedicata agli show cooking con la possibilità di assistere alla preparazione della Focaccia di Recco col Formaggio IGP sia a Camogli, nel primo forno da asporto della zona “Revello”, sia nel ristorante “Da Lino” a Recco. “Fattore Comune” si conferma anche quest’anno un evento di alto profilo sia dal punto di vista formativo per le interessanti questioni agroalimentari affrontate sia da quello gustativo per la possibilità di assaggiare alcune delle eccellenze di cui il Made in Italy può vantare.