LA R-EVOLUTION DI LEANDRO LUPPI: “IO NE HO VISTE COSE…”

Pensa, parla e cucina in maniera non convenzionale Leandro Luppi. Un po’ chef, un po’ artista, il patron della Vecchia Malcesine, nell’omonima località del Lago di Garda, è uno che ama stupire ed emozionare senza mezzi termini. D’altra parte dopo 21 anni dall’ottenimento della Stella Michelin, Luppi conosce perfettamente le regole del gioco e sa che un ospite, più esigente e smaliziato rispetto a pochi anni fa, ha bisogno di essere folgorato da qualcosa di davvero innovativo. Ecco che la scossa elettrica da 200 volt si chiama R-Evolution, il nuovo menù che Luppi, da consumato interprete della cucina (o Qcina, come si diverte a scrivere), ha ideato per la stagione estiva 2019. “Ho creato un percorso fatto di piatti che colpiscono e che, lo metto in conto, possono anche non piacere a tutti. Ma emozionare sì. Un’emozione, d’altra parte, può essere sia positiva, che negativa, ma rimane tale”.

Leandro Luppi: APAB (All Potatoes Are Bastard)

Leandro Luppi: Carbonara di Lago

Leandro Luppi: Spaghetti al Gin Tonic e Gambero Rosso

Alto e basso si mischiano con Luppi, che cita prima Picasso e poi Blade Runner, prendendo alla sprovvista i suoi ospiti con un semplice: “Quale scena precede la famosa «Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi…». Non ve la ricordate vero? Nessuno la ricorda. L’ultima scena non ha la stessa potenza, senza l’altra, non credete?”. In questa battuta, mutatis mutandis, c’è il nuovo menù di Luppi: un percorso da montagne russe, che va oltre il convenzionale.

Leandro Luppi: Fake Tomato

Leandro Luppi: Wakame di Lago

Leandro Luppi: Lattuga e cipolla nera

Anche la carta è un gioco da Cappellaio Matto, dove da un lato si trova il menù R-Evolution e capovolgendolo si accede a quello tradizionale e più rassicurante. Quattro i percorsi proposti: R-EVOLUTION 2019 e R-EVOLUTION 7te, innovazione allo stato puro in quattordici e sette passaggi; CLASSIC & MORE 6ei e 3re, il giusto mix fra tradizione e creatività in sei e tre passaggi.

Per i più cauti e tradizionalisti, La Carta con undici proposte bilanciate fra novità e alcuni immancabili signature di Leandro, come la Carbonara di Lago e gli Spaghettoni gin tonic & gambero rosso.

Leandro Luppi: Peperonata 2020

Leandro Luppi: Ostrica della prateria

Leandro Lupp: La cipolla del brodo

I più coraggiosi non possono che andare, invece, sul R-Evolution, dove anche i nomi sono curiosi, al limite del gioco di specchi.

Leandro Luppi: ? s a n a n A

? s a n a n A” è un piatto che Leonardo da Vinci, noto per la sua scrittura da destra a sinistra, avrebbe subito capito. Ma quello che nel piatto sembra a tutti gli effetti “ananas” è un’illusione da prestigiatore: al primo boccone si percepisce il colpo tirato dallo chef, quell’insidia nascosta nell’innocente punto interrogativo del menù (spoileriamo, si tratta di sedano rapa).

Leandro Luppi: Trota e orto

E che dire di una splendida tartare di vitello e uova di trota, con un apparente tuorlo nel mezzo? I sapori si calibrano armoniosamente in bocca, tanto che non si capisce più dove cominci il vitello e finisca la trota, amalgamati da un’inaspettata crema inglese, ricomposta in un finto tuorlo.

Leandro Luppi: Smoke in the eyes

Interessante anche “Smoke in the eyes”, un’interpretazione della pasta alla Norma, senza la pasta, dove Luppi ha scelto di ricostruire una melanzana, adagiata sulla ricotta salata e la cipolla nera, riempiendola di pesto di pomodoro e purè di melanzane.

Leandro Luppi: Mazara, Londra, Reggio Calabria

Ma la portata più cerebrale di tutti è senza ombra di dubbio è il “Mazara, Londra e Reggio Calabria”, ma non anticipiamo nulla, dopo averla assaggiata capirete il concetto di R-Evolution.

 

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Cover: Leandro Luppi