POGGIO LE VOLPI: NON SOLO VINO

Anche se le terrazze più belle, si sa, appartengono alla Città Eterna, ce n’è una ai Castelli Romani, un territorio unico alle porte di Roma, che non ha nulla da invidiare alle bellezze capitoline. La terrazza in questione appartiene a Epos Wine&Food e si trova in mezzo ai vigneti dell’azienda vitivinicola Poggio le Volpi.

Come azienda vera e propria, Poggio le Volpi nasce nel 1996, ma la storia ci riporta a 100 anni addietro, nel 1920, quando Manlio Mergè, il papà e il nonno degli attuali rispettivi titolari Armando e Felice, comincia a produrre vino e olio, nel cuore dei Castelli Romani, a Monte Porzio Catone. Ora gli ettari di terreni con suolo vulcanico sono diventati 35, ma l’intento fin da subito era quello di dare vita a vini del territorio, valorizzandone la ricchezza ampelografica. Così, selezionando i vitigni più adatti (Malvasia del Lazio e Trebbiano in primis) e le uve migliori, mettendoci la passione e il savoir faire di Felice e Armando Mergè, sono nati dei vini di grande impatto.
Epos Frascati Superiore Docg, Asonia Frascati Doc Spumante, Donnaluce Lazio Igp (a base di Greco e Chardonnay), il rosso di punta Baccarossa Lazio Igp (dove è protagonista l’autoctono Nero Buono), ecco alcune etichette più note dell’azienda. Poggio Le Volpi ha anche aderito alla Doc Roma che produce nelle varietà bianco, rosato e rosso.

Ma l’azienda non sarebbe completa senza l’accoglienza. Nel 2014, per volere di Felice Mergè, nasce l’Enoteca Poggio le Volpi Wine&Food, il tempio dell’enogastronomia in mezzo ai vigneti, dove la cucina sposa perfettamente i vini aziendali, nonché le note etichette nazionali ed estere.
3 anni dopo, nel 2017, il progetto si evolve e nascono Epos Wine&Food e Barrique, due proposte gastronomiche diverse, ma simili per certi versi.

Credits: Alberto Blasetti 

Barrique è un esclusivo ristorante gourmet, situato nella barricaia, uno spazio lungo e sinuoso, immersa nei vigneti da ammirare attraverso le ampie vetrate, per vivere un’esperienza immersiva.
Epos Wine&Food nasce come un semplice bistrot, ma tanto semplice non è. Uno spazio moderno ma accogliente, con una brace imponente in primo piano e un bel frigorifero a temperatura e umidità controllati pieno di tagli di carne rigorosamente dry aged. Perché è questa la specialità della casa: la carne di varie provenienze e da frollatura per tutti i gusti. La “parete del gusto” (celle di stagionatura a temperatura controllata) è un punto di orgoglio di Epos: formaggi e salumi ricercati, laziali, nazionali ed esteri, sanno essere molto convincenti anche solo a vederli.

Rossella Macchia e Oliver Glowig

Entrambi gli spazi sono gestiti da Oliver Glowig, di origini tedesche, in Italia da oltre vent’anni, innamorato del Bel Paese e premiato per due volte con 2 stelle Michelin. Nel 2017, lo chef ha accolto con grande entusiasmo la proposta dei Mergè ed è diventato executive chef di Barrique. Oggi Oliver è a capo di questo “hub del gusto” che è Poggio Le Volpi, sia nella versione gourmet di Barrique che in quella bistrot di Epos.

Credits: Alberto Blasetti

Dunque, Epos, Wine& Food. Un’ampia terrazza sopra i vigneti, da un panorama unico sulla Città Eterna che, tra l’altro, permette di ammirare i tramonti infuocati, può accogliere con comodità più di cento persone. Colori chiari, tavoli larghi e comodi, la mise en place minimal chic, una leggera brezza che viene dal mare, buon cibo e ottimo vino; cosa c’è di meglio per passare una piacevole serata fuori Roma? Il menu di Epos è decisamente stagionale e per la gran parte a km 0: verdure fresche locali, formaggi particolari ed eccellenti salumi artigianali della zona, olio e vino “della casa” (Poggio le Volpi produce ben 9 etichette). L’unica eccezione è costituita dal pezzo forte della proposta gastronomica di Epos, la carne: Chianina, Marchigiana, Black Angus, mazzetta Prussiana, Galiziana, Irlandese, Kobe, ce n’è per tutti i gusti. Scegliendo il taglio e la frollatura che parte da 50 giorni, e la cottura, si riesce a fare un’esperienza gastronomica unica.

Fettuccine ai tre pomodori. Credits: Alberto Blasetti

Tra gli antipasti, si possono assaggiare le Verdure in Tempura con salsa agrodolce per un comfort food che mette tutti d’accordo ma con quel dettaglio in più che la rende intrigante. Poi Tartare di branzino, avocado, mela verde e maionese agli agrumi per un trionfo di freschezza iodata; il piatto della condivisione non può che essere Fiori di zucca fritti ripieni di mozzarella e alici in salsa alla puttanesca . Riguardo i primi, invece, il consiglio cade sulle  Fettuccine ai tre pomodorini per gli amanti del piatto classico estivo per eccellenza ma rivisitato per renderlo ancora più goloso; Ravioli caprese ripieni di caciotta e maggiorana in salsa di pomodorini convincerà gli amanti della pasta ripiena mentre sarebbe un peccato non provare i Tonnarelli cacio e pepe e i Rigatoni alla carbonara, per delle proposte della tradizione romana. Il pescato proviene prevalentemente dalle vicine coste laziali. Dovere morale imbastire la tavola con gustosi secondi come il Baccalà fritto, scarola riccia, olive di Gaeta e pomodorini o la Ricciola con peperoni, olive e capperi.

Ricciola con peperoni, olive e capperi. Credits: Alberto Blasetti

Non mancano in menu altre proposte di carne, dalle Polpette di vitello al limone con purea di patate e rucola fritta, alle Costolette di agnello fritte con carciofi alla Giudia, fino al Capocollo di maialino, con cotiche croccanti, purea di sedano rapa e verdurine.
Deliziose le verdure cucinate e crude: friggitelli con pomodorini, caponata siciliana croccante e saporita, insalata di diversi tipi di pomodori con basilico, della serie “quando la semplicità vince a mani basse”.
I dolci non troppo dolci sono una degna conclusione di una cena a base di sapori veri, forti, avvolgenti:  l’Éclair al tiramisù; il Maritozzo con visciole e panna o la Zuppa inglese tradizionale e le Ciambelle al vino sono il portale verso la felicità di anima e palato.

Maritozzo con visciole e panna. Credits: Alberto Blasetti

Rossella Macchia, una appassionata dell’enogastronomia e una perfetta padrona di casa, afferma che la loro è “una cucina gourmet che deve essere per tutti. Attraverso percorsi sensoriali, lo chef Oliver Glowig crea il menu, su base stagionale e in abbinamento alla nostra produzione vitivinicola.” La ciliegina sulla torta è il servizio in sala, attento e caloroso, fondamentale per una serata rilassante all’insegna del gusto.

 

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