TÈ E ALTA CUCINA, IL NUOVO TRAGUARDO DELLA GASTRONOMIA
Il mondo del tè si sta evolvendo. È nata una nuova tendenza nel mondo della mixology a base di infusione di foglie di Camellia Sinensis, la pianta del tè, unite agli aromi e spezie, frutti essiccati ed erbe officinali, oppure messe a macerare negli spirits come sakè o gin. Tutto questo per uscire dai soliti cliché del “tè delle cinque” con dolcetti e sandwich al cetriolo, approcciando i pasti interi e i piatti importanti, abbinando ogni volta una miscela giusta a una portata. Sarà la tendenza all’ “alcol free” o la voglia di far conoscere il potenziale della bevanda più antica, ma Albino Ferri della Ferri dal 1905, storica azienda specializzata nella selezione di tè e prodotti gastronomici, ha voluto ideare una serata degustazione tra l’alta cucina e il tè.

Antonio Autiero
L’iniziativa è stata accolta con curiosità da Antonio Autiero, resident chef del ristorante Deschevaliers dell’Hotel de Bonart Naples, indirizzo iconico del Gruppo Caracciolo Hospitality. Proprio qui è stata organizzata una cena aperta al pubblico con degustazione inedita in cui i piatti dello Chef Autiero sono stati accompagnati da una selezione di tè studiati per valorizzare aromi, profumi e sfumature di ogni portata.

Insalata di mare
La degustazione è iniziata con una selezione di amuse bouche accompagnati dal Blu Earl Grey, una miscela di tè nero arricchita da bergamotto e fiori di fiordaliso blu, la cui infusione alcolica nel gin sprigiona eleganti note agrumate e floreali che stuzzicano il palato. L’iconica Insalata di mare dello chef Autiero, un vero quadro a base di pesci, molluschi e crostacei, è stata abbinata a Mosaico, una miscela complessa a base di tè verde giapponese Tamaryokucha, arricchita con aneto, scorze di limone e petali di rosa, per esaltare la freschezza marina con le sfumature vegetali, umami e floreali.

Filetto in pizzaiola
Le due portate successive, come gli Gnocchi ai funghi, tartufo e nocciole, un piatto avvolgente e ricco di aromi della terra, seguito dal Filetto in pizzaiola, un’esplosione di profumi mediterranei grazie all’intensità del pomodoro, dell’aglio e dell’origano, si potevano gustare in abbinamento sia alla miscela precedente, Mosaico, sia con dei vini proposti da un sommelier del ristorante. Per il dessert non si poteva che servire la Pastiera, simbolo della tradizione partenopea. Un dolce ricco e cremoso grazie alla ricotta, impreziosito dai profumi di grano e dagli agrumi. Ad accompagnarla è stato Oro della Costiera, una miscela di tè nero con scorze di limone di Sorrento e foglie di mora dolce, un infuso elegante e agrumato. Durante la cena Albino Ferri era intervenuto diverse volte, soddisfacendo le curiosità degli ospiti e raccontando caratteristiche, profumi e tecniche di degustazione di ogni infusione, per un’esperienza sensoriale completa e inedita. È ancora tutto da capire, se questa proposta diventerà virale e appassionerà i gourmet italiani, ma il ristorante Descevaliers si è fatto avanti, confermando così la propria vocazione a essere un luogo di incontro tra gastronomia, cultura e sperimentazione, dove la cucina diventa un racconto contemporaneo del territorio e delle sue possibilità espressive.