“APERITAGE” A CA’ APOLLONIO: GUSTO E MIXOLOGY CON ALESSIO LONGHINI E XIN GE LIU

Alle porte della Riserva della Biosfera MAB UNESCO del Monte Grappa, a Romano d’Ezzelino (Vicenza), Ca’ Apollonio Heritage incarna un concetto di ospitalità cinque stelle lusso che per mette al centro l’autenticità e la ricerca, priva di formalismi. Immerso in 18 ettari di natura, questo boutique hotel è un vero e proprio ecosistema sostenibile che comprende orto biologico, vitigni resistenti PIWI e una ristorazione d’autore. A guidare l’offerta gastronomica — suddivisa tra la proposta Bistrot e il ristorante Gourmet — è l’Executive Chef Alessio Longhini. La sua è una vera e propria “cucina dei 50 passi”: tanti sono infatti i metri da percorrere per raccogliere direttamente sul campo ortaggi, erbe aromatiche e frutta della tenuta. Un approccio essenziale e rispettoso, che vive dell’esaltazione della materia prima ma che non si chiude nel solo perimetro locale, rimanendo costantemente aperto alla curiosità e all’incontro con altre culture.

Alessio Longhini

Questa vocazione all’esplorazione trova la sua espressione più dinamica in un format estivo – Aperitage – che trasforma il momento dell’aperitivo (per Cà Apollonio l’appuntamento estivo in terrazza) in un laboratorio conviviale in costante evoluzione. Lo chef Longhini e il maître Lorenzo Palma lavorano spalla a spalla usando i prodotti freschi dell’orto per creare un percorso tra cibo e cocktail informale, stimolante e mai scontato.

Maria Pia e Massimo Vallotto: “Abbiamo chiamato questo progetto Aperitage perché desideravamo che l’aperitivo diventasse un’esperienza e non un rito da consumare. A Ca’ Apollonio Heritage ogni incontro nasce dall’intreccio tra ospitalità, cucina, vino, orto e paesaggio. Una volta al mese questo dialogo si amplia, accogliendo culture gastronomiche e protagonisti internazionali, senza mai perdere il legame con il territorio che ci ospita, nella Pedemontana Veneta ai piedi del Monte Grappa. È questo, per noi, il significato dell’ospitalità contemporanea: creare relazioni autentiche attraverso ciò che sappiamo fare ogni giorno“.

È proprio questa costante voglia di confrontarsi con nuovi linguaggi che ha fatto da sfondo a una serie di appuntamento speciali, serate dedicate all’incontro con produttori, chef e interpreti della cultura enogastronomica che quest’anno si stanno susseguendo con inediti quattro mani: Cucu’e Italia – Local o Terrazza Gellius (Lucas Kelm) e Sud America, la Francia con Velier e Champagne, l’Asia e Xin Ge Liu (in programma il prossimo 26 agosto) tra le figure più eclettiche e innovative della cucina cinese contemporanea, già riconosciuta come FAO Champion per il suo impegno nella sostenibilità alimentari.

Xin Ge Liu

Xin Ge Liu: “Il percorso sarà composto da 14 bite condivisi tra l’Asia gastronomica e la ‘cucina dei 50 passi’. L’idea di lavorare su assaggi ridotti consente di far provare più elementi e di rendere l’esperienza più varia e partecipata“. Un dialogo tra due cucine interpretato come un incontro tra sensibilità diverse, ma compatibili sul piano del gusto e dell’esperienza complessiva. “Un’occasione per raccontare non soltanto il menù, ma anche il modo in cui le due visioni si contaminano e si rafforzano a vicenda. Tra le creazioni in carta i Mini Char Siu Bao (soffici panini ripieni di maiale caramellato), affiancati dai piatti stagionali di Longhini, come il salmerino marinato alle erbe con susina fermentata, sesamo e shiso. L’esperienza si completa di una carta beverage studiata nei minimi dettagli con Lorenzo Palma”, continua Xin Ge Liu. Una forte affinità tra il progetto gastronomico della struttura, la filosofia del resident chef e l’approccio creativo di Xin Ge Liu, soprattutto nel dialogo tra piatti, cocktail e identità del locale. “Anche l’ambito cocktail è un elemento centrale” afferma Xin Ge Liu, “perché la mixology è molto vicina al linguaggio della cucina. Gli abbinamenti tra cocktail e piatti hanno un terreno creativo comune, capace di costruire un’esperienza organolettica coerente. L’obiettivo non è solo accompagnare il cibo, ma creare una presentazione esperienziale, quasi liquida”.

Tra i signature cocktail pensati in abbinamento spiccano Bull, un audace twist sul Negroni firmato proprio da Xin Ge Liu con Campari infuso al litchi, e Il Milione, firmato da Lorenzo Palma, cocktail ispirato a Marco Polo e all’importanza che, per il maître, ha Venezia, con Shōchū, estratto di pera e pepe di Timut, un contrappunto che evoca il dialogo al centro della serata. “Lavoriamo sugli stessi prodotti, negli stessi momenti della stagione e con la stessa attenzione alla materia prima”- spiega Lorenzo Palma – “L’obiettivo non è replicare un piatto in forma liquida, ma costruire un dialogo coerente tra cucina e mixology, lasciando che ogni ingrediente esprima una personalità diversa nel bicchiere”. Tra le altre proposte L’Orto d’Estate, che esalta il pomodoro unendolo a mezcal e sedano per un profilo vegetale e complesso, Red Baron, che reinterpreta la freschezza di fragola, basilico e limone tramite uno sciroppo estratto dal frutto, e Garden Spritz, un’evoluzione del classico aperitivo arricchita da acqua di lampone e dalla bollicina Ecelo II di Ca’ da Roman.

 

Ca’ Apollonio Heritage