FRIEDMANN & MOLINARI: IL “DUET” ESALTA IL LAMBRUSCO

Non abbiamo mai negato le nostre simpatie per il Lambrusco: a seconda delle peculiarità, lo riteniamo un vino ideale, di facile beva, intrigante e perfetto per accompagnare un pasto.

Questo il quadro generale, perché poi nel “particolare” ci sono tanti produttori che sanno regale qualcosa in più del buono, ovvero l’eccellente.

E’ il caso della Cantina di Carpi e Sorbara, un colosso cooperativo nato dalla fusione nel 2012 delle due storiche cooperative in provincia di Modena, entrambe con tanta storia alle spalle. I numeri parlano di oltre 1.100 soci conferitori, 7 stabilimenti di produzione (tra i quali 5 di pigiatura) e una potenzialità che spazia su 2.300 ettari di vigneti. Che, tradotto, non parrebbe promettere nulla di buono. Invece, forse per una mutazione genetica simile a quella che si è verificata in Alto Adige, qui si fanno vini strepitosi.

Due in particolare, che abbiamo assaggiato tempo fa: Lambrusco di Sorbara Doc omaggio a Gino Friedmann (prodotto anche in versione “rifermentazione in bottiglia”) e Lambrusco Salamino di Santa Croce DOP dedicato ad Alfredo Molinari.

Sono due mirabili interpretazioni del terroir e della sua storia. Più che degustarli con la tipica insignificante boria dell’esperto radical chic, li abbiamo letteralmente “divorati” in pochi minuti. Una beva d’impressionante facilità, ma se è vero che il liquido più facile da bere è l’acqua, qui tra un sorso e l’altro un continuo rutilante festival di sensazioni piacevoli: frutto, acidità, equilibrio. Questi gioielli sono due dediche a due leggendari personaggi della storia delle due cooperative: Friedmann è asciutto, tagliente, un Sorbara “in purezza”, identitario e prodotto magistralmente; Molinari carnoso, polposo, fruttato e denso come piace a noi.

Ma non abbiamo un preferito, li beviamo entrambi fino all’ultima goccia.

www.cantinadicarpiesorbara.it