ASIRAM 2019: IL MERLOT SECONDO TENUTA LA MASSA
Nel cuore più autentico del Chianti Classico, tra le geometrie morbide delle colline di Panzano e la luce calda della Conca d’Oro, prende forma uno dei progetti enologici più identitari e rigorosi del panorama toscano: Tenuta La Massa. Qui, visione e disciplina si fondono in un racconto che ha radici profonde nella tradizione bordolese e uno sguardo costantemente rivolto all’eccellenza. Alla guida c’è Gian Paolo Motta, enologo di formazione internazionale che, dopo esperienze nei più prestigiosi Château di Bordeaux, ha scelto di tradurre quel sapere in una terra diversa, mantenendo però intatta la tensione qualitativa e il culto del dettaglio. Il risultato è una cantina che si comporta come un avamposto francese in Toscana, ma che parla con voce propria, interpretando ogni parcella come un universo a sé.

Gian Paolo Motta e Stéphan Derenoncourt
Asiram 2019, la novità in uscita quest’anno, rappresenta il punto più alto e intimo di questo percorso. È un Merlot in purezza, nato da una singola micro-parcella di appena 0,8 ettari, dove una rara combinazione di argilla blu e scisti conferisce al vino una complessità fuori dall’ordinario. Non è una scelta casuale, ma l’esito di un lavoro di ricerca iniziato nei primi anni duemila insieme all’Università di Bologna, che ha portato alla mappatura dettagliata dei suoli della tenuta: 70 trivellazioni, 25 profili differenti, un mosaico pedologico che ha permesso di individuare zone di eccellenza assoluta. Tra queste, la parcella numero quattro si è distinta sin da subito per la sua capacità di generare un Merlot completo, profondo, quasi inevitabile nella sua vocazione. Da qui l’intuizione: vinificarlo separatamente, lasciando che fosse il vigneto stesso a indicare la strada.

Il nome Asiram è una dichiarazione personale. È Marisa, la madre di Gian Paolo, letto al contrario. Un omaggio che trascende il gesto simbolico e diventa chiave interpretativa del vino: forza, eleganza, radicamento. In questo calice convivono la memoria familiare e quella universale della natura, in un equilibrio che riflette perfettamente la filosofia del suo autore. L’annata 2019 segna la prima produzione, limitata a sole 1.800 bottiglie. Una rarità che nasce da una selezione meticolosa delle uve e da una vinificazione condotta con precisione chirurgica. Dopo la fermentazione, il vino affina per 18-20 mesi in barrique di rovere francese, metà delle quali nuove, prima di completare il suo percorso con lentezza, senza forzature.

Nel bicchiere, Asiram si presenta con una profondità cromatica intensa e luminosa. Il profilo olfattivo è stratificato: prugna matura, grafite, liquirizia, accenni balsamici e macchia mediterranea. Al palato colpisce per la tessitura vellutata, sostenuta da una freschezza viva e da una mineralità verticale che allunga il sorso con precisione e persistenza. È un vino edonistico, ma mai ridondante. Un Merlot che non cerca di imitare Bordeaux bensì dialoga con quella tradizione, reinterpretandola attraverso il filtro della Conca d’Oro. In questo senso, Asiram è molto più di un’etichetta: è un manifesto. Racconta la possibilità concreta di produrre in Chianti un rosso capace di competere con i grandi del mondo, senza rinunciare alla propria identità. Tenuta La Massa, oggi presente nelle più importanti tavole europee e inserita nella Place de Bordeaux, conferma così la solidità di un progetto costruito nel tempo, con coerenza e ambizione. Asiram 2019 ne è l’espressione più rara e personale: un vino che non si limita a rappresentare un territorio, ma lo interpreta, lo distilla e lo restituisce con una voce precisa, riconoscibile, profondamente umana.