GIANNI E MARINA, RE E REGINA DEL CASTELLO

Cara, ti ho comprato un castello!” … Fu proprio così che Gianni Masciarelli (compianto produttore di vino abruzzese, colui che forse più di ogni altro, negli anni Novanta, sdoganò il Montepulciano d’Abruzzo sulle tavole più prestigiose di tutto il mondo) annunciò a sua moglie Marina Cvetic l’acquisto del Castello di Semivicoli, in un punto panoramico sulle morbide colline in provincia di Chieti, dove è possibile estendere lo sguardo dalla Maiella fino all’Adriatico.

Masciarelli era un uomo vulcanico, instancabile sognatore, profondo amante della sua terra e delle sue tradizioni, e in quel luogo, appartenuto alla famiglia dei Duca di Celaya Sannita fino al 1790 e poi venduto a una famiglia di commercianti di Sulmona, pensava di fare il suo “quartier generale”.

Un luogo simbolico, che per tanti secoli era stato un importante centro di trasformazione di prodotti agricoli, come testimoniato dai resti di un antico frantoio di metà Ottocento, dalle vasche per fare il vino, dal granaio, oggi divenuto elegante suite, dalla bottaia con oltre due secoli di storia, ora adibita a suggestiva sala degustazione.

Dopo la scomparsa di Masciarelli, l’impegnativa eredità (non solo del castello, ma di una delle più grandi aziende vinicole private del centro Italia) è rimasta a Marina Cvetic, che con lo spirito pragmatico e la determinazione che l’ha sempre distinta, è riuscita a trasformare il progetto un po’ utopistico del marito in un luogo di charme, assai ricercato dal turista esigente o per cerimonie ed eventi di alto livello. Un ambiente unico, dove l’eleganza e l’antico si uniscono, con uno stile sobrio, misurato, e soprattutto rispettoso della storia passata.

Castello di Semivicoli è anche il nome di una linea di vini, ottenuti dalle vigne delle colline che circondano la struttura. Vigne ordinate, esposte magnificamente, dove trovano ambiente ideale di sviluppo soprattutto le uve a bacca bianca tipiche della produzione abruzzese: il Trebbiano e il Pecorino.

In compagnia di Miriam Masciarelli, la maggiore delle figlie di Gianni e Marina, oggi alter ego della madre in tutto ciò che riguarda la gestione della costellazione di attività di famiglia, abbiamo ripercorso gli ultimi 15 anni del primo nato dei vini Semivicoli, il Trebbiano d’Abruzzo. Un vino nato nel 2004 come risposta fresca, immediata, di pronta beva, al Trebbiano Marina Cvetic, che era il prototipo del bianco strutturato, ricco, passato in barrique. Doveva essere quindi un prodotto diverso, almeno sulla carta. Ma a distanza di anni si è rivelato uno dei trebbiani più eleganti e complessi dell’intero panorama regionale.

 

La degustazione

 

Trebbiano d’Abruzzo Doc Castello di Semivicoli 2015

94/100

E’ l’annata più recente, nata dopo oltre tre anni di affinamento. Ottenuto da un’unica vigna di oltre 50 anni di età, vede solo acciaio e vetro. All’olfatto si presenta con un profilo molto accattivante, dove alle classiche nuance fruttate e florali fa da contraltare una nota dolce, di crema pasticcera e di miele d’acacia. In bocca è ricco e morbido, ha polpa e freschezza, con uno sviluppo gustativo assai piacevole, in cui spiccano equilibrio e grande sapidità.

 

Trebbiano d’Abruzzo Doc Castello di Semivicoli 2014

90/100

Meno intenso del precedente, con sensazioni olfattive che vanno da fiori gialli, come la ginestra, ai frutti tropicali, tipo l’ananas. In bocca ha un incedere lineare e piacevole, con una chiusura lunga e pulita sul frutto. Manca un po’ di complessità.

 

Trebbiano d’Abruzzo Doc Castello di Semivicoli 2011

93/100

Non distante dal 2014 per quel che riguarda le sensazioni olfattive: sembra di avere una macedonia fresca nel bicchiere, con tanti spunti fruttati, che escono soprattutto dopo qualche minuto. In bocca conferma la pulizia e l’equilibrio che contraddistinguono tutti i vini, con una bella scodata salata nel finale che lo impreziosisce.

 

Trebbiano d’Abruzzo Doc Castello di Semivicoli 2010

95/100

Nove anni e non sentirli. All’olfatto è complesso e affascinante: il frutto è ancora vivo e ben espresso, poi spezie dolci, una lieve aromaticità e qualche nota di macchia mediterranea. Al palato è perfettamente integro, ancora energico e sapido, elegante, con un finale molto persistente. Grande esempio delle potenzialità d’invecchiamento.

 

Trebbiano d’Abruzzo Doc Castello di Semivicoli 2004

88/100

E’ la prima annata prodotta. Il testimone vivente di un progetto di vino che poi ha dato grandi soddisfazioni. Le note evolute al naso sono evidenti: frutta secca, maggiorana, carrubo, miele di castagno… Al palato ha ancora piacevolezza, anche se ha imboccato gioco forza la sua parabola discendente.

 

masciarelli.it