SICILIA: GLI SCENARI DEL GRILLO

La memoria di usanze e tradizioni insieme alla cultura del presente si fondono in un’espressione enologica che abbraccia metaforicamente quasi tutta la Sicilia. Trasversale a cinque province e a interpretazioni dettate da condizioni pedo-climatiche oggettivamente differenti, il Grillo diventa il vitigno protagonista del Rinascimento vitivinicolo siciliano, nuovo ambasciatore isolano. Non troppo antico e nemmeno propriamente autoctono, nasce a Favara, sul finire dell’Ottocento, da illustri genitori: Catarratto e Zibibbo. La Sicilia di quel tempo era, infatti, un grande fermento di significative sperimentazioni vitivinicole tanto che le sue Università erano accreditate tra i più illustri Centri di ricerca d’Europa. A Palermo si studiavano le possibili soluzioni al problema della fillossera. Federico Paulsen, Antonio Ruggeri, Prosperi sono alcuni dei nomi della viticoltura moderna che contribuirono alla creazione di portainnesti resistenti, ancora oggi utilizzati per la loro adattabilità a impianti sul territorio, in Italia e in Europa,

Laboratori e incroci naturali di nuovi ibridi intraspecifici: nasce così il Grillo, nell’istituto Antonietta Spanò, da un’intuizione di Antonio Mendola, grazie al sostegno e alla collaborazione tra l’assessorato regionale all’Agricoltura e il Centro per l’innovazione della filiera vitivinicola. “L’atto di nascita”, datato 1874, fu scritto proprio dal barone Mendola: “seme di Catarratto bianco fecondato artificialmente col Zibibbo nella fioritura del 1869 nel mio vigneto Piana dei Peri presso Favara; raccolto a 27 agosto dello stesso anno; seminato in vaso a 3 marzo 1870 e nato verso il 20 maggio. Nel 1871 osservando nel vaso 105 una piantolina ben distinguersi tra le molte sue consorelle per vigore e colore delle foglie e più per tormento (…) trassi una piccola mazza e la innestai nel febbraio 1872 sopra un robusto ceppo di Inzolia nera onde affrettare la fruttificazione e così ebbi il piacere di gustarne i primi grappoli nell’autunno 1874. Dedico questa pianta al chiariss. Ing. G. B. Cerletti, direttore (…) della Stazione Enologica di Gattinara” – Una scoperta destinata a cambiare il destino di questa varietà a bacca bianca, oggi la più rappresentativa dei vini siciliani. Lo stesso Mendola scriveva nel 1904: “ibridai il Catarratto comune di Sicilia (…) collo Zibibbo, per ottenere un ibrido colle virtù miste dell’uno e dell’altro progenitore, per potere fabbricare un Marsala più aromatico”.

Dal punto di vista della produzione il Grillo è il vitigno con le rese più basse rispetto a tutte le altre varietà siciliane. Nel 2019, le cinque province interessate, Palermo, Trapani, Marsala, Agrigento, Siracusa e Ragusa, con medie per ettaro molto contenute, hanno registrato un dato inferiore alle otto tonnellate di uva vendemmiata. Indipendentemente dal luogo in cui cresce, il Grillo assume diverse espressioni. Le piante, infatti, proprio come l’essere umano, possiedono una serie di regole legate al loro genoma, al loro Dna. Nella provincia di Marsala, ad esempio, dove le vigne sono poste su suoli rossi, molto ricchi di ferro, soggetti a un’influenza più tirrenica, la sensazione calda dominante, il fil rouge, sarà la frutta tropicale. Da Trapani dirigendosi verso l’agrigentino la confluenza più mediterranea, in termini di temperature ed escursioni termiche, concederà vini freschi e di buona acidità. In altitudine, come a Erice, il Grillo avrà caratteristiche più floreali.

Il produttore naturalmente firmerà la misura espressiva del calice, sebbene, per il Grillo, il territorio rimane l’unica grande chiave di lettura. Che siano prevalenti le nuances fruttate o quelle più floreali, il filo conduttore di confronto e, al contempo d’interpretazione, è ancora oggi da cogliere. Sicuramente la carta d’identità di un gusto “moderno” è la vena acida, il frutto caldo e generoso, i sorsi profumati, ampi e tropicali. E se le piccole cantine mostrano espressioni che marcano le ubicazioni dei vigneti e le annate più o meno felici, sono ancora una volta le realtà più strutturate a raggiungere i più importanti risultati d’identità territoriale, a rendere con maggior precisione vini che raccontano il vitigno. Con tredici milioni di bottiglie e seimilacinquecento ettari coltivati, il Grillo si mostra come una realtà molto significativa della Doc Sicilia sulla quale, da tempo, si è focalizzato l’impegno di molti. Gli esperti amano il Grillo per le tante interpretazioni che sa rendere nel calice, mentre gli appassionati ne apprezzano quella grande piacevolezza che abita ogni calice.

Il Grillo è un vitigno che possiamo considerare nostro contemporaneo” ha dichiarato il professore Attilio Scienza, studioso di viticoltura internazionale. “I produttori siciliani sono chiamati a disegnare la strategia per il futuro di questo vino, identitario o elitario, di affermare il Grillo come uno degli autoctoni siciliani più apprezzati”.

 

 

GRILLO

LA DEGUSTAZIONE

 

 

Santa Tresa Il Grillo Vino Spumante Biologico Brut

Le mille possibilità del Grillo: vino fermo, spumante, passito. Dai filari della contrada di Santa Tresa – Vittoria, l’attuale elaborazione della Cantina Santa Tresa legge il vitigno secondo un’aristocratica impronta. Un perlage ricamato su bollicine finissime, una cremosità che travolge per acidità e freschezza, unendosi in un sorso di magnifica beva.

 

Valle dell’Acate Zagra Grillo 2019

È la Sicilia orientale in contrada Bidini, Acate, da suoli di terra gialla e allevamenti a cordone speronato a dar vita a Zagra, 100% Grillo vinificato esclusivamente in acciaio. L’approccio è diretto, senti la fisica del corpo in una struttura solida e un sorso che si annuncia come una carezza sfiorata. Naso floreale di glicine, lilium, peonie.

 

Cantine Colosi Grillo 2019

Il Grillo di Cantine Colosi converge sempre nella sua più autentica espressione. Caldo ed avvolgente, esprime nel calice la geografia di un territorio che si spinge su rive salmastre, tra l’avvolgenza del calore del sole e dolci rilievi di macchia mediterranea. Si conferma attore protagonista con una verve di seduzione che si apre alla rotondità del frutto tropicale, mentre il punto di bilanciamento rimane la bocca con la sua freschezza, sapida e agrumata.

 

CvC Canicattì Acquilae Bio Grillo 2019

Profumi netti e armoniosi per un sorso che si fa nuovo ogni vendemmia. Appartiene all’annata, al territorio dei comuni di Canicattì, Campobello di Licata, Racalmuto, dalla decisa personalità e da una beva di grande sapidità tra sentori floreali e lievemente fruttati di mela renetta, uva spina, mandorla.

 

Feudo Arancio Grillo 2019

Tra la provincia di Ragusa e Agrigento, Feudo Arancio raccoglie tra la metà di agosto e settembre le uve coltivate presso le aziende vitivinicole del sud est della Sicilia. Tra terreni sciolti prospicienti il mare e terreni più argillosi dell’agrigentino, il Grillo trova un sorso ricco e fruttato di nettarine e frutta tropicale. Luminoso giallo paglierino intenso, ha un brio asciutto, spiccatamente fresco nelle sue sfumature floreali di gelsomino e olii essenziali agrumati.

 

Cusumano Shamaris Grillo 2019

Grillo di spicco da vigneti collocati a Monreale, nella Tenuta Monte Pietroso a 400 metri s.l.m. Sono il vento che soffia dal mare, la gradevole frescura notturna, i suoli franco sabbiosi, a spiegare un Grillo dai toni pacati, eleganti e floreali. Bocca salmastra e citrina, naso di fiori di zagara, coinvolgente il sorso esteso e raffinato.

 

Di Giovanna Vurria Grillo 2019

Il Grillo dei Vigneti Paradiso in agro di Contessa Entellina, a 450 metri, è il frutto di una viticoltura eroica che mostra in un’eleganza tutta siciliana le grandi potenzialità di questo vitigno. La degustazione geo sensoriale annuncia la mineralità del territorio, mentre l’intensità mostrata dalla sua veste giallo oro, anticipa una palette di assortite sensazioni fruttate e floreali: il melone, il frutto tropicale, le note iodate, la rinfrescante sapidità. Una consonanza di equilibri e persistenza.

 

Cantina Settesoli Jummare Grillo 2019

Jummare è una linea Bio Vegan che comprende il Grillo, varietà che stupisce costantemente per la modernità con cui compone anime diverse di odori e sensazioni. Le uve, dai vigneti di Menfi, appartengono alla terra ma sono figlie del mare, permeate di una vena acido-salmastra e dell’impronta del luogo.

 

Alessandro di Camporeale Vigna di Mandranova Grillo 2019

Dalle vigne di Mandranova, il mondo del Grillo assume i caratteri più collinari da terreni a 340 metri, mostrando una freschezza travolgente. Il frutto, con le sue mille nuances, dal pompelmo rosa alla pesca bianca, dalla mandorla al gelsomino, introduce una bocca di pieno bilanciamento in un corpo dalla struttura piena e intensamente sapida.

 

Firriato Altavilla della Corte Grillo 2019

Espressione raffinata di Grillo dell’Agro di Trapani. Un vino che si apre al puro piacere, distende i sensi, anima di freschezza e profumi naso e papille. Che bello il Grillo che profuma di agrumi, che ricorda il frutto tropicale, che percorre campi di ginestra e lavanda. Una Sicilia mediterranea raccontata da un grande vitigno, suo più autentico comunicatore.

 

Cristo di Campobello Làluci Grillo 2019

Le prime sensazioni organolettiche sono un richiamo di pura armonia. Il naso, fragilmente elegante, ricorda la mela verde, il fiore di zagara, una pesca gialla. La bocca, avvolgente e di forte personalità, domina la scena con la sua bellezza floreale, interprete fedele di una varietà eclettica e correttamente didattica. Ritorna nel sorso il terroir e i suoli calcarei, mostrando ancora una volta un’identità unica.

 

Feudo Butera Diamanti Grillo 2019

In un luogo di amena bellezza, dove l’aura di nobiltà di un baglio appartenuto ai Principi di Butera si combina con la semplicità di terre che raccontano di mediterraneo, nasce Diamanti, Grillo frutto di una viticoltura capace di tutelare luoghi così ricchi di biodiversità. Il naso sussurra la mineralità del suolo, il calore del sole attraverso le suggestioni di macchia mediterranea, il sapore del fico d’india, il fiore d’agrume. Finale intenso di mandorla e note mentolate.

 

Centopassi Rocce di Pietra Longa 2019

Il Grillo si fa portavoce di un messaggio: il ricordo di Nicolò Azoti, sindacalista assassinato dalla mafia. Il nome della vigna, invece, situata nel comune di Monreale, documenta un Grillo da viticoltura biologica e suoli rocciosi. Il lato fine, di compiuta salinità, rivela in una narrazione gusto olfattiva, quella moderna contemporaneità di un vitigno di grande spessore.

 

Fazio Erice Aegades Grillo 2019

Alle pendici del monte Erice, dove il territorio si fa sempre più di natura collinare, le uve di Grillo sorprendono per una freschezza e una sapidità ancora una volta conferita dai terreni e da filari sospesi tra altitudine e mare. Un bouquet inconfondibile quello del Grillo di collina, che si accende di una floreale balsamicità: ricordi di timo, mentuccia, origano. Bocca dal profilo sapido, e una tensione gustativa che sorprende proprio come i vini di montagna.

 

Duca di Salaparuta Kados Grillo 2019

Un gruppo solido, un brand per il territorio siciliano capace di veicolare la profondità di un’antica tradizione vinicola. Duecento anni di storia, una cultura fondata sul gusto, la raffinatezza, e una modernità di metodo capace di interpretare fedelmente gli autoctoni del territorio. Kados, il Grillo da filari della Tenuta di Risignolo, nei comuni della Sicilia orientale, tra Salemi e Gibellina, è una storia fatta di certezze. Bella intensità olfattiva e un’armonia veicolata dai profumi di mare e sapori mediterranei. Il sorso convince per la grande pienezza, complice un corpo pieno, di vellutata rotondità.

 

Fina Kebrilla Grillo 2019

Un tuffo nel mondo mediterraneo, che si arricchisce di morbidezza e salinità. Il granello di sale sulla lingua, la frutta tropicale, la mineralità, amplificano in bocca il territorio, un contesto ambientale in cui produrre vino è una vocazione. Una terra che Bruno Fina ama in modo intenso, un calore famigliare da cui prendono vita le espressioni più autentiche degli autoctoni siciliani. L’isola di Mozia davanti, la costa della Sicilia occidentale tratteggia i vigneti accarezzati dalla brezza marina. Il bello che si scompone in buono.

 

Cantine Grasso Kalsa Grillo 2019

Grillo generosamente opulento mostra un fascino che cattura per la sua potenza, per le sue avvolgenti fragranze. Giallo paglierino con riflessi verdi, mostra in bocca una decisa mineralità e una struttura acida che rende il sorso di grande bevibilità. Un eco di impressioni floreali e fruttate raggiunge il naso, ampliandone indirettamente il corpo, complice di una grande esperienza emotiva.

 

Feudo Montoni Grillo della Timpa 2019

Grillo sur lies con batonnage, da suoli sabbiosi dell’agrigentino e da colline con pendenze superiori al 70%. Timpa, il cru, in dialetto significa salita, è un luogo di incantevole bellezza, una superiorità naturale che concede l’armonia del bicchiere in profumi di albicocche, nespole, pesche gialle; poi la ginestra, il tiglio e ancora la salvia. Il sorso sapido, intenso, si mostra persistente e deciso in un finale di fiori di mandorla e zagara.