ANIMA: BOIZEL E IL SEGRETO DEL “TABARIN DI LUSSO”
Quello del ristorante Anima e dello Champagne Boizel è un incontro che sa di grandi sensibilità, di racconti emozionanti e di belle storie che solo uomini e donne con l’amore per il bello e per il buono sanno creare. Anima, il salotto enogastronomico romano guidato in cucina da Antonio Gentile e in sala da Benito Colonna, ha raccolto con gioia e orgoglio l’invito della storica casa francese che ha scelto il ristorante del The Rome Edition come primo sito italiano ambasciatore dell’esclusivo network internazionale “Boizel Society”. Con questo programma la storica casa produttrice di champagne vuole celebrare l’incontro tra gastronomia, vini di alta qualità e convivialità premiando, per l’appunto, i luoghi d’eccezione in cui cibo e vino si incontrano.

A rappresentare la Maison c’è il presidente Florent Roques-Boizel che con premura e partecipazione ci racconta di un’azienda familiare fondata nel 1834 a Épernay in cui la tradizione è sempre stata dedita all’eccellenza e alla valorizzazione del proprio territorio di origine facendo da subito scelte importanti. Era il 1871 quando Edouard, insieme alla moglie Adèle, decise di produrre vini con un dosaggio diverso, nettamente inferiore a quello dell’epoca. Allora gli Champagne erano tipicamente molto dolci. Nacquero così i primi Champagne Brut. Florant con orgoglio narra di una Maison che senza mai dimenticare le proprie radici e la propria storia rivolge da sempre uno sguardo vigile al futuro concentrando la propria attenzione sui migliori vigneti, Grand Crù e Premier Crù. Prova di questa antica vocazione sta nella primissima edizione della loro cuvée di prestigio, Boizel, Joyau de France, che uscì nel lontano 1961.

L’indiscutibile stile comportamentale, l’importanza storica e l’amore per lo Champagne hanno fatto in modo che la produzione di Boizel potesse contare sia sui 7 meravigliosi ettari di filari di famiglia di Le Mesnil-sur-Oger e Avize e i Grands e Premiers crus della Côte des Blancs, a sud di Epernay, sia sui tanti partner con i loro terroir eccezionali dislocati tra i migliori singoli vigneti della Côte des Blancs e della Montagne de Reims, nonché tra i crus più prestigiosi della Vallée de la Marne per il Pinot Meunier. La scelta di Anima come luogo ideale per un incontro d’élite la si deve a Lionel Roques-Boizel che ne scopre il valore in uno dei suoi passaggi romani. Con questa serata speciale la Maison di Épernay ha aperto il nuovo ciclo d’incontri di “The Wine Tables 2026”. All’ingresso, unitamente allo staff, ci accolgono Federico Scolfaro e Oscar Lanciani, rispettivamente Responsabile Distribuzione e Direttore Vendite di Allegrini Wines, azienda che cura l’importazione e la distribuzione dei prodotti Boizel in Italia. A rappresentare Anima, invece, ci sono Luca Venanzi, talentuoso e fidato alter ego dell’Executive Chef Antonio Gentile (scuola Beck) per la cucina e, per l’accoglienza, Benito Colonna, geniale Restaurant Manager, insieme ad Aires da Silva, Head Sommelier di indiscussa bravura.

La sala, capace di raccogliere al suo interno un’idea ben precisa di eleganza, raffinata e informale allo stesso tempo, è completamente a disposizione di tutti i fortunatissimi invitati. La prima etichetta è lo Champagne Boizel Brut Reserve (55% Pinot Nero, 30% Chardonnay, 15% Pinot Meunier a cui la maison aggiunge il 40% di vini di riserva provenienti dalle due vendemmie precedenti) che in versione magnum mette ancor più in risalto il proprio perlage, fine e intenso. Al naso regala sentori di fiori bianchi e frutta bianca con una lieve nota di piccola pasticceria. La percezione fresca e persistente di agrume dona a questo champagne la capacità di ben fronteggiare le note aromatiche e proteiche dell’ottima focaccia con carne salada, maionese al finocchietto e giardiniera.

Dopo il Brut Reserve, sempre in versione magnum, arriva lo Champagne Boizel Rosè Absolu, di grande eleganza, assemblato con Pinot Noir (40%), Chardonnay (30%) e Meunier (30%). Il tono di rosa, pallido e leggermente ramato, valorizza ancor più la presenza del pinot noir. Ampio, sapido e profondo, al naso conserva chiare le note di piccoli frutti rossi di bosco che virano lentamente verso l’agrumato (limone nel particolare).

A testimoniare l’attenzione di Boizel al mercato e al cambiamento dei gusti dei consumatori ci viene offerto lo Champagne Boizel Ultime Zero, un pas dosè il cui progetto nasce nel 2008. Con il 50% Pinot Nero, il 40% Chardonnay e il 10% Meunier questo champagne, svolta la malolattica, affina per 60 mesi sui lieviti. Nel calice manifesta un colore paglierino brillante con un perlage fine e vivace. All’olfatto è intenso e complesso con aromi delicati che spaziano dal floreale al fruttato con sfumature che ricordano le mandorle tostate. Al palato si presenta ampio e maturo con la presenza di sentori freschi come di lime. Lungo, persistente ed elegante ha sposato perfettamente il Tataki di Ombrina accompagnata da una salsa di mandorle ed erbe, zucchine alla scapece, zucchine crude e quenelle di mela verde.

L’asticella continua a salire. La successiva etichetta è lo Champagne Boizel Grand Vintage 2018, sboccatura 2025. Con questo champagne la Maison apre le porte a una diversa impostazione. L’assemblaggio prevede il 35% di Chardonnay e il 65% di pinot Noir. La vinificazione in acciaio a temperatura controllata, la fermentazione malolattica e l’affinamento per otto anni sui lieviti creano un prodotto straordinario. Il colore, seppur decisamente dorato, risulta brillante. Al naso sono ben riconoscibili le note di lievito, di pane caldo. Ma è in bocca che questo champagne stupisce. Risulta giovane, cremoso, leggermente sapido e fresco. Le note di albicocca, pesca e crosta di pane raccolgono perfettamente la sfida che gli arriva dal piatto in abbinamento, baccalà cotto a 50° accompagnato da una maionese vegetale, lattughino scottato, asparagi e agretti. Un matrimonio che dona gioia!

Da ultimo, come nelle migliori rappresentazioni pirotecniche, il gran finale. Ė il momento dello Champagne Boizel Joyau 2007, sboccatura 2023. Questo Chardonnay, prodotto esclusivamente con le uve provenienti dai vigneti di famiglia, vinificato parcella per parcella, si presenta con un’eleganza sorprendente. Stupisce come non senta il tempo. Affina sui lieviti per circa 15 anni e grazie al basso dosaggio si manifesta ancora pienamente vivace, senza alcun cenno di ossidazione. Con una gradazione di giallo brillante decisamente dorata, propone al naso sentori di frutta candita (arancia e cotogna). L’inaspettata freschezza e la bolla vivace lasciano il palato perfettamente in equilibrio tanto che, nonostante le caratteristiche acide del pomodoro unitamente all’aromaticità dell’aglio, delle olive e dei capperi, il tagliolino alla puttanesca di tonno sembra pensato proprio per accompagnare questo magnifico champagne. A questo punto resta il dilemma sul perché di “Tabarin di lusso”. In realtà la maison Boizel nasconde un segreto legato a quando il fondatore August iniziò a vendere lo champagne in Inghilterra. Lo Champagne di Boizel nel Regno Unito, giunto dapprima con l’etichetta “Boizel-Martin”, fece innamorare tantissimi inglesi. Per uno in particolare, però, fu amore totale, Alfred Hitchcook. Fu talmente forte la passione per queste bollicine che il grande regista, per l’appunto, nel 1928 decise di girare il film muto “Tabarin di lusso” che per tutti poi divenne “Champagne”!