DAMIANO FERRARO: CAPITOLO PRIMO, RADICI E ALTA GASTRONOMIA

Capitolo Primo, a Montallegro, è un approdo dove pancia e cuore trovano un conforto senza eguali. Un punto fermo sospeso tra presente e memoria, tra ciò che si è lasciato andare e ciò che si è scelto di ritrovare. Vent’anni fa, Damiano Ferraro e Adriana Baglio hanno compiuto un gesto controcorrente: hanno chiuso alle loro spalle le porte di cucine prestigiose, laboratori creativi e città internazionali dove avevano costruito competenze e visioni. Hanno lasciato carriere in ascesa e un futuro già tracciato per far ritorno in Sicilia, nei luoghi nativi, che li avevano formati prima ancora che professionalmente, umanamente.

Damiano Ferraro e Adriana Baglio

All’epoca furono pionieri. Tornare non era di moda, investire in un piccolo paese affacciato sul Mediterraneo sembrava un azzardo. Hanno scelto controcorrente, spinti da un’intuizione che oggi appare quasi profetica: la convinzione che la vera ricchezza non fosse altrove, ma proprio lì, nella terra che li aveva cresciuti, nei profumi che li avevano accompagnati da bambini, nella luce che nessun’altra parte del mondo sapeva replicare.

Il loro ristorante nasce così, come un atto d’amore e di coraggio. Un luogo dove ogni piatto racconta un incontro, una giornata in famiglia, dove chi arriva trova una storia che continua a scriversi, giorno dopo giorno. Ogni proposta è la sintesi perfetta della visione culinaria di Capitolo Primo. Vera e propria oasi di alta ristorazione, il locale gode di una posizione privilegiata, incastonato tra la maestosità storica della Valle dei Templi di Agrigento e le suggestive atmosfere di mare di Sciacca. In questo lembo incantato di Sicilia, lo chef patron Damiano Ferraro – celebrato dalla prestigiosa guida francese e membro dell’esclusivo circuito de Le Soste di Ulisse – porta in tavola una proposta gastronomica unione tra mare ed entroterra. Al centro della sua ricerca vi è l’utilizzo di materie prime a chilometro zero, fornite da contadini di assoluta fiducia, per rispettare i ritmi delle stagioni. Una sostenibilità che guarda alla terra ma anche al tessuto sociale siciliano, con ritmi di lavoro che pretendono impegno ma inseriti nel contesto di una dignità lavorativa che si fa familiare.

Due i menù “Omaggio alla Tradizione” e “Degustazione Grande Carta”: entrambi parlano siciliano con paste fresche, pesce, carne, terra e mare e allo stesso tempo le cucine di mezza Europa, dalla Francia all’Inghilterra. Creatività, sapori e colori prendono forma in una sequenza di piatti che celebra la tradizione con estro: dal Pane, panelle e pecorino all’Escabeche di sgombro e triglia con zucchine, carote e cipolla allo zafferano, fino alla fragrante Focaccina ai gamberi, origano fresco e olio extravergine. Tappa imperdibile di questo preludio è l’Arancinetta di riso al nero di seppia con fonduta di peperoni e scampi, vero e proprio piatto iconico dello chef.

Arancinetta di riso al nero di seppia con fonduta di peperoni e scampi

Il viaggio prosegue incrociando la Ricciola al pepe nero con vinaigrette di acciughe e sedano verde e la golosa Bomba di pasta di patate, toma fresca di pecora, mentuccia e colatura di alici. Ci si lascia poi scivolare verso un elegante intermezzo: la Millefoglie di merluzzo alle mandorle con composto di arance e limoni al timo selvatico, riccioli di calamari alla cannella e riduzione agrodolce al miele. In questo passaggio, la Sicilia respira un’aria internazionale, con sfumature che strizzano l’occhio all’Oriente, confermando come la cucina di Damiano sia fatta di tecnica, concretezza e attualità. La Patata soffiata al pecorino stagionato, battuto di carciofi e salsa ai ricci di mare o i Tortelli di aragosta e dentice e fagottini di maiale, brodetto ristretto di bovino ed essenza di mandarino sono invece pura espressione della cucina italiana.

Tegame di cernia e gambero rosso con ribollita di carciofi e peperoni all’olio extravergine

Filetto di tonno al battuto di pepe nero vinegraitte solida di caviale povero maionese di datterino ed insalatine novelle

Tra i piatti d’autore di Capitolo Primo spicca il Tegame di cernia e gambero rosso con ribollita di carciofi e peperoni all’olio extravergine: un capolavoro di sapori che si svela soltanto dopo averne infranto la calda e fragrante crosta di pane, che lo custodisce come un prezioso scrigno. Il dolce si traduce in un Flan alle fragoline di Ribera, servito con zuppetta al pepe nero e gelato di latte: un dessert che racchiude in sé tutta la raffinatezza e il pensiero della pâtisserie française.

La sala si nutre dell’eleganza di Adriana Baglio, savoir-faire impeccabile e custode di una cantina che vanta oltre cinquecento etichette accuratamente selezionate, con un’attenzione particolare e privilegiata ai terroir siciliani. Capitolo Primo è inserito nel boutique hotel Relais Briuccia di proprietà dei coniugi Ferraro: cinque suite con vasca Jacuzzi, soffitti con travi in legno, letti in ferro battuto o a baldacchino, bagni in puro stile vittoriano, mobili d’epoca e magnifici pavimenti in marmo decorati con motivi geometrici, inclusi in una struttura di inestimabile fascino ricavato dal sapiente restauro di un antico palazzo nobiliare dell’Ottocento. Il palazzo accoglie gli ospiti con l’imponenza della sua facciata color rosso pompeiano, dove i raffinati dettagli in pietra incorniciano finestre e portoni. La corte interna, delimitata da archi eleganti e sottili colonne, fa da cornice ai tavoli del ristorante Capitolo Primo.

 

 

ristorantecapitoloprimo.it

 

Cover: Damiano Ferraro 

Photo credits: Benedetto Tarantino