IYO E DA LUCIO, “DIALOGHI DI MARE”

Un inedito IYO Restaurant ha spalancato le porte alla Romagna di Da Lucio per un viaggio estemporaneo durato il tempo di un servizio. Una serata a quattro mani, unica e irripetibile, almeno per la visione che l’ha originata, dove ogni dialogo si è trasposto in piatti realizzati solo per questa sera. Due visioni, due cucine, il Giappone e la Romagna che si intersecano in una materia prima che ha esaltato il mare. “Dialoghi di mare” è un format inconsueto per IYO Restaurant che con solo 60 ospiti ha sperimentato nuove forme di dialogo.

A fare gli onori di casa è l’universo creato da Claudio Liu, imprenditore visionario che dal 2007 ha ridefinito i confini della cucina asiatica a Milano. Affrancandola dagli stereotipi dell’etnico, Liu ha elevato IYO a tempio del gusto, dove il rigore orientale sposa l’accoglienza e lo stile inconfondibile del Made in Italy. Un’evoluzione continua, culminata nel restyling del 2024 che ha regalato al locale nuovi spazi dal design rarefatto, un cocktail bar sofisticato e un banco robata per le cotture a vista. Dall’altra parte del pass, Jacopo Ticchi. Classe 1994, fondatore della Trattoria Da Lucio, Ticchi è l’enfant prodige romagnolo che ha portato la frollatura del pesce a nuove vette artistiche. Forte di un bagaglio tecnico internazionale e della sensibilità vegetale appresa al Joia, Ticchi ha trasformato la sua trattoria (aperta nel 2019 e consacrata definitivamente nel novembre 2025) in un laboratorio dove il pesce è materia viva, trattata con la cura che si riserva ai grandi tagli di carne.

Piadina, bresaola di Wagyu, alici

In un viaggio tanto effimero quanto materico la promessa della serata è stata mantenuta: nessun “best of”, nessun piatto-firma riproposto pigramente. Il menù degustazione è nato da una sinergia profonda, un intreccio di anime che ha generato dodici portate uniche. “Piatti che non si troveranno più né da IYO, né Da Lucio”, ha sentenziato Ticchi, sottolineando l’esclusività dell’esperienza. L’incipit è stato un manifesto programmatico: la Romagna esordisce con una Piadina, da mangiare con le mani, che accoglie la bresaola di Wagyu e le alici, pesce azzurro feticcio di entrambi gli chef, in un connubio rustico e al contempo nobilissimo.

Chawanmushi

La delicatezza giapponese ha risposto con una Chawanmushi: il classico budino si è vestito di Mediterraneo grazie a un “latte” di seppia e canocchie infuse, coronato dalla sapidità del caviale nero. Il cuore della degustazione è stato un crescendo di intensità e consistenze. Dalla Rana Pescatrice con capesante crude e cagliata di tofu ai pepi – un piatto intenso e complesso – si è passati a IYO & Lucio: i nighiri dove il concetto di sushi realizzato da Takeshi Iwai è stato completato dal Mediterraneo: muggine avvolto da un tuorlo affumicato, triglia laccata audacemente con il proprio fegato e un tonno marinato al wasabi fresco.

Anguilla alla brace

Il percorso ha poi toccato note viscerali con l’Anguilla alla brace, accompagnata da fegato di rana pescatrice in rete di maiale, erbe stufate e l’amaro agrumato del chinotto, seguita da una Crème caramel di Unagi, un gioco di consistenze dolce-salato sorprendente. Non sono mancati i trompe-l’œil gastronomici: gli “Spaghetti alle vongole” hanno stupito per l’assenza sia della pasta che dei molluschi, un concetto etereo che ha lasciato spazio alla concretezza di un Carpaccio di Wagyu (marezzatura grado quattro) abbinato al calamaro, per ricreare quella sensazione di iodio e vacanza che solo il mare sa dare.

Crème caramel di Unagi

Il finale è stato un trionfo di sapori: Sogliola alla brace con riso al brodetto, Udon spessi e callosi con funghi e trippa di pesce, fino all’insolita ma riuscitissima unione di Seppia e Fontina. A chiudere il sipario, un dessert che ha sigillato una degustazione accompagnata da una selezione vinicola definita, a ragione, “dirompente”.

Jacopo Ticchi, Takeshi Iwai 

IYO e Da Lucio hanno dimostrato che quando due identità forti dialogano senza prevaricarsi il risultato è una moltiplicazione di bellezza.

 

 

iyo-restaurant.it

Da Lucio

 

Cover: Claudio Liu, Jacopo Ticchi, Takeshi Iwai