HERMITAGE, LA VILLEGGIATURA RITROVATA

Prima ancora del mare, arriva il silenzio. A Forte dei Marmi non è un dettaglio banale, perché la Versilia vive anche di mondanità, traffico estivo, riti balneari, indirizzi da riconoscere e da farsi riconoscere. All’Hermitage Hotel & Resort, invece, l’ingresso sembra spostare la scena di qualche passo più in là: dentro un parco privato di oltre un ettaro, fra pini marittimi, palme, cycas, oleandri, gelsomini, bougainvillee e ortensie. Il primo lusso, qui, non è l’ostentazione. È la possibilità di rallentare.

Il resort, entrato nell’orbita di Starhotels e riaperto il 28 maggio come parte della Starhotels Collezione, conserva l’anima di un albergo di villeggiatura nato negli anni Settanta. Il restyling non ha cercato la rottura, ma una forma di continuità più contemporanea: architettura originaria rispettata, ambienti alleggeriti, cromie coerenti con Forte dei Marmi, un’idea di ospitalità elegante ma non gridata. Il risultato è un lusso discreto, con una personalità precisa, lontana sia dalla nostalgia polverosa sia dall’effetto boutique hotel replicabile ovunque.

Le 59 camere e suite, completamente rinnovate, sono pensate per una dimensione lenta e privata del soggiorno. Quasi tutte dispongono di veranda o terrazza, spazi preziosi per ritrovare quella misura domestica che in un resort di mare fa la differenza: leggere, fare colazione con calma, restare sospesi tra il verde del giardino e l’idea della spiaggia poco lontana. La vocazione è anche familiare, con aree e attività creative dedicate ai bambini. Così, mentre i più piccoli sono affidati al personale dell’animazione nelle fasce orarie previste, i genitori possono concedersi un aperitivo al Cabana Lounge Bar o semplicemente qualche ora di libertà.

Il cuore più scenografico dell’Hermitage è la piscina, immersa in una zona quasi tropicale del parco, fra banani, palme e strelitzie. Sdraio, tende e ombrelloni riprendono le cromie della località e poggiano su una distesa di sabbia fine, quasi una piccola citazione del litorale. Si sta in piscina, ma la sensazione è quella di una spiaggia privata, con il vantaggio di un servizio attento e della quiete del giardino. Una soluzione perfetta anche quando non si ha voglia di raggiungere lo stabilimento convenzionato con l’hotel.

Al tramonto la scena si sposta verso il Cabana Lounge Bar, dove la miscelazione guarda ai profumi della costa toscana. Cocktail come “Erbe in cortile” o “Mojito dell’orto” giocano con ingredienti davvero prossimi alla loro origine: menta ed erbe aromatiche arrivano infatti dall’orto del resort. Non chilometro zero, verrebbe da dire, ma metri zero. Ed è proprio l’orto uno degli elementi più felici della nuova vita dell’Hermitage.

Quando Elisabetta Fabri, presidente e amministratore delegato di Starhotels, ha visitato la struttura, la presenza di un piccolo orto le ha suggerito una possibilità più ampia. Non soltanto una fonte di materie prime per il ristorante Orto all’Hermitage, ma anche un luogo da vivere: un’area conviviale, capace di accogliere cene fra aiuole, aromi e fiori. Pomodori, zucche, melanzane, carciofi, cipolle e insalate crescono accanto a piante aromatiche e fiori eduli come nasturzi, tageti e zinnie nane. L’effetto è quello di un giardino produttivo e ornamentale insieme, quasi un piccolo hortus contemporaneo, dove la natura non è fondale ma parte attiva dell’esperienza.

Nel percorso del gruppo, l’Hermitage rappresenta una tappa particolare. Starhotels, primo gruppo alberghiero privato italiano per fatturato, conta oggi 34 strutture in Italia e all’estero, tra Londra, Parigi e New York. Nato nel 1980 dall’intuizione di Ferruccio Fabri, il progetto si è evoluto sotto la guida di Elisabetta Fabri verso un’ospitalità più identitaria, sempre più legata al carattere dei luoghi e alla qualità del made in Italy. Dimore storiche, boutique hotel, indirizzi urbani e ora anche una destinazione di villeggiatura: Forte dei Marmi diventa così una nuova declinazione dello slogan “l’Italia nel cuore”.

L’Hermitage conserva inoltre una clientela fedele, anche internazionale, che lo frequenta da decenni e che oggi ritrova l’albergo in una veste rinnovata senza sentirlo estraneo. È forse questo l’equilibrio più difficile: cambiare senza cancellare, aggiornare senza smarrire la memoria. E il futuro potrebbe allungare ulteriormente la stagione del resort. Una sala eventi e una Spa sono tra le ipotesi capaci di portare la struttura verso un’apertura più ampia, fino a dieci mesi all’anno.

Per ora resta soprattutto la sensazione di un indirizzo che ha scelto la via meno rumorosa. In una località dove il lusso rischia spesso di coincidere con l’esposizione, l’Hermitage lavora per sottrazione: verde, silenzio, servizio, misura. Una villeggiatura ritrovata, più che reinventata.

 

Hermitage Hotel & Resort