CONTE VISTARINO, IL FUTURO È ADESSO

Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose” è una delle frasi più note attribuite ad Albert Einstein, ma potrebbe essere il motto del progetto di rilancio del territorio di Ottavia Giorgi Vistarino. La prova è la nuova cantina da quattro milioni di euro, un milione dei quali finanziato dal Fondo Agricolo Europeo, inaugurata da pochi mesi.

Ottavia Giorgi Vistarino

Proprio accanto alla storica Villa Fornace, nasce questa nuova struttura di design che ha una tecnologia avveniristica da lasciare senza fiato, dotata tra l’altro di una diraspatrice con telecamera, che monitora gli acini uno per uno, li scannerizza per poi scartare in un lampo quelli ritenuti non idonei, sulla base di una programmazione computerizzata. Innovazioni e investimenti, che ci si aspetterebbe di vedere in Napa Valley, piuttosto che in Oltrepò, segno che i tempi sono cambiati e che nella vecchia terra delle damigiane sfuse, sta soffiando da anni un vento di rinnovamento. Quell’antico fabbricato del 1904, da cui è stata ricavata anche una suggestiva sala di degustazione, è dunque oggi un gioiello di tecnologia, che ha cambiato veste grazie anche alla consulenza dell’enologo Vittorio Merlo.

L’obiettivo è valorizzare quell’enfant terrible tanto amato da Ottavia, il Pinot Nero, importato dalla Francia dal conte Augusto Giorgi Vistarino nel lontano 1850. Cambiamenti di lungimiranza estrema, cominciati sin da quando Ottavia, ormai quasi vent’anni orsono, si è presa carico dell’azienda, al punto da aver ripensato a tutta la geografia degli appezzamenti per valorizzare le singole parcelle dei cru.

L’azienda con i suoi 826 ettari, che si estendono per oltre il 90% nel comune di Rocca de’ Giorgi, ha circa 200 ettari vitati, 120 dei quali coltivati a Pinot Nero. Una delle realtà vinicole più importanti e storiche dell’Oltrepò Pavese (tra le ultime ad avere ancora contratti di mezzadria in prossima scadenza), che ha capito che per affrontare i mercati occorre guardare al futuro, senza dimenticare le proprie radici. Anche per questo il Pinot Nero viene declinato sia nella versione spumante, che in rosso, dimostrando nei fatti che l’Oltrepò può essere terra di grandi vini. Tra questi una delle icone aziendali è il Brut Conte Vistarino 1865 (60 mesi sui lieviti), mentre tra i rossi rivaleggiano per qualità i cru Pernice, Bertone e Tavernetto.

 

Conte Vistarino 1865 – Annata 2013

Giallo paglierino lucente. Aromi minerali e agrumati. Sorso con buona sapidità, freschezza e armonia. Persistente.

 

Pernice 2013

Tendente al granato luminoso. Aromi complessi e intensi, che giocano sapientemente tra la parte speziata e quella fruttata. Palato equilibrato, di corpo e intenso. Tannini vellutati.

 

Tavernetto 2013

Rubino con unghia granata. Naso intenso di frutti rossi evoluti (prugna, mirtillo), pot-pourri di fiori e spezie. Al sorso è fresco, con tannini garbati e buona persistenza. Elegante.

 

Bertone 2013

Tendente al granato. Soffi speziati e confettura di frutta rossa, con accenni floreali (viola). Palato strutturato, con buona persistenza e piacevole sapidità.

 

contevistarino.it